Esposizione al freddo e sintomi della sindrome di Raynaud

Sindrome di Raynaud: dita che, esposte al freddo, diventano prima bianche poi arrossiscono e si gonfiano?

Potrebbe trattarsi del fenomeno di Raynaud, problema frequente in particolare tra le giovani donne legato a un’improvvisa diminuzione dell’afflusso di sangue, seguita da dilatazione dei vasi e locale blocco della circolazione.

Un disturbo che non deve spaventare, ma nemmeno essere sottovalutato.

Come si manifesta la sindrome di Raynaud?

In chi presenta questo fenomeno, all’esposizione al freddo, a volte anche nel passaggio dal caldo al freddo, si verifica una drastica riduzione del flusso di sangue (ischemia) nelle estremità: mani, e occasionalmente piedi, naso, orecchie.

Di conseguenza uno o più dita, con una netta demarcazione tra zona ‘ischemica’ e zona ‘normale’, diventano prima bianche, poi arrossiscono (iperemiche) e a volte si gonfiano (edema) e infine scolorano verso il blu-viola (cianotiche).

Le 3 fasi (che ricordano i colori della bandiera francese) possono avere durata variabile, a volte veramente fugaci, ma anche al contrario molto persistenti.

Chi è affetto da fenomeno di Raynaud può soffrire inoltre, soprattutto in inverno, di piccole lesioni delle estremità di tipo ulceroso (la parte superiore della cute manca) e a volte necrotico (compare del tessuto nerastro o delle croste dolorose).

Sindrome di Raynaud: le cause e i fattori di rischio

Il fenomeno di Raynaud può avere un’origine solo funzionale, cioè non legata a stati patologici, ed essere favorita da:

  • abitudini lavorative: pianisti o suonatori di flauto, esposti a vibrazioni continue, ad esempio sono più a rischio);
  • stile di vita (fumo);
  • uso di farmaci (come alcuni usati per le cardiopatie) o estrogeni.

Esiste poi una componente costituzionale, ad esempio, nelle giovani donne che risultano più soggette al problema degli uomini, e una legata allo stress emotivo.

In alcuni casi, però, alla base della sindrome di Raynaud possono esserci malattie, tra cui alcune potenzialmente molto serie: il fenomeno di Raynaud è spesso il primo sintomo della Sclerodermia, letteralmente ‘pelle dura’, malattia che porta a un indurimento e ispessimento della cute in zone più o meno estese della superficie corporea dovuto a fibrosi, cioè formazione di tessuto connettivo di tipo cicatriziale, arrivando a interessare vari organi interni (esofago, intestino, polmoni, reni e cuore).

Inoltre compare in molte altre malattie del connettivo autoimmuni come il Lupus eritematoso sistemico e malattia di Sjogren, ed è un sintomo importante nella crioglobulinemia mista, una rara vasculite sistemica.

Gli esami per diagnosticarla

Per confermare la diagnosi e discriminare tra forme funzionali o patologiche e tra connettiviti e altre patologie, servono:

  •  un’attenta visita;
  •  un prelievo di sangue per la ricerca dei cosiddetti anticorpi antinucleo;
  •  la capillaroscopia.

La capillaroscopia

La capillaroscopia periungueale, o angioscopia transdermica, è un esame che si esegue a livello della cuticola ungueale (la lunetta alla base delle unghie) e permette di vedere come i vasi si dilatano e se sono sofferenti.

Nelle forme di sindrome di Raynaud funzionali, in genere i capillari appaiono normali, mentre nelle forme secondarie a connettiviti e malattie autoimmuni si possono riscontrare delle tipiche anomalie (dilatazione dei vasi, microemorragie dei capillari, assenza di capillari/sclerosi).

L’esame, in particolare, si basa sull’utilizzo di una fonte di luce coerente, opportunamente distanziata dalla superficie cutanea, associata a un sistema di ripresa video e, tramite fibre ottiche, a un computer su cui viene evidenziata la parte in esame.

È necessario che la cuticola sia più estesa possibile, per cui si raccomanda di non fare manicure almeno nei 10 giorni precedenti e di evitare smalto e unghie finte.

Inoltre, è importante non mangiarsi le unghie nei 15 giorni precedenti, poiché i capillari della cuticola degli onicofagi (i mangiatori di unghie) presentano spesso alterazioni ‘da strappo’ che possono falsare l’esame.

Come attenuare i disturbi della Sindrome di Raynaud?

Se il fenomeno di Raynaud è legato a un problema funzionale bisogna adottare alcuni accorgimenti, come:

  • coprirsi bene;
  • usare un doppio guanto (di seta o di nylon sotto e felpato sopra) in modo da creare un’intercapedine d’aria che mantenga le mani al caldo;
  • eliminare abitudini di vita che possono peggiorare la situazione come il fumo.

Nei casi più seri può essere utile assumere farmaci vasodilatatori o aspirina a basse dosi per evitare difetti di coagulazione.

Il controllo della sindrome da Raynaud si può ottenere anche con una particolare terapia fisica, ovvero il trattamento elettroterapico a impulsi brevi controllati da software

Questa terapia sfrutta gli effetti biologici ottenuti dall’energia elettrica a scopo terapeutico, attraverso l’applicazione di correnti elettriche in prossimità dell’area dolorosa effettuata con elettrodi sulla cute (per via transcutanea).

Rispetto agli altri trattamenti elettroterapici, però, quello a impulsi brevi controllati da software ha delle caratteristiche particolari che lo rendono più mirato e quindi efficace.

Utilizzato soprattutto per il dolore, questo trattamento è utile anche in moltissime situazioni di sofferenza circolatoria e nelle ulcerazioni cutanee.

Ovviamente quando sia presente una malattia autoimmune alla base, la cura di questa con i farmaci appropriati, ora disponibili, è fondamentale.

Per approfondire:

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Fonte dell’articolo:

GSD

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