Infezioni sessualmente trasmissibili: 5 cose da sapere

Se pensi di avere ancora qualche dubbio sulle infezioni sessualmente trasmissibili troverai qui sotto 5 cose che è importante sapere e che risponderanno alle tue domande

Le infezioni sessualmente trasmissibili sono un vasto gruppo di malattie infettive che si trasmettono prevalentemente per via sessuale

Esse causano gravi conseguenze, anche a distanza di tempo, a milioni di persone ogni anno.

1. Malattie sessualmente trasmissibili: perché è più corretto definirle infezioni

Le infezioni sessualmente trasmesse sono conosciute anche come malattie sessualmente trasmesse, ma a è preferibile definirle infezioni sessualmente trasmesse.

Spesso, infatti la persona con un’infezione non mostra i segni di una malattia vera e propria, ma presenta solo sintomi lievi o assenti.

Aspetto che consente a queste tipo di patologie, spesso asintomatiche, di diffondersi facilmente.

2. Infezioni sessualmente trasmissibili: perchè sono rischiose 

Queste infezioni costituiscono un problema per la salute in tutto il mondo per diversi motivi:

  1. l’elevato numero di persone che si contagiano;
  2. l’alta probabilità di trasmissione al partner;
  3. la presenza di sottogruppi di persone più predisposti a infettarsi;
  4. la proporzione rilevante di persone senza sintomi ma pur sempre infettanti;
  5. la possibilità di sviluppare gravi complicanze in caso di mancata o errata diagnosi e terapia.

3. Le cause delle infezioni sessuali diffuse

Le infezioni sessualmente trasmesse sono causate da microrganismi patogeni quali virus, batteri, protozoi e parassiti.

Quelle dovute a batteri sono la clamidia, la gonorrea e la sifilide.

Quella dovuta da un protozoo è la tricomoniasi.

Quelle riconducibili a virus sono le condilomi genitali, l’herpes genitale, l’HIV e le epatiti.

4. Come si trasmettono le infezioni sessualmente trasmissibili?

Questo genere di infezioni si trasmettono attraverso qualsiasi tipo di rapporto sessuale (vaginale, anale, orale), sia eterosessuale che omosessuale.

Tramite lo sperma, la secrezione pre-spermatica, le secrezioni vaginali, la saliva o con il contatto diretto della pelle nella zona genitale, delle mucose genitali, anali e della bocca.

Si possono trasmettere, inoltre, attraverso il sangue (venendo a contatto per esempio con ferite aperte e sanguinanti, scambio di siringhe, tatuaggi, piercing) ed infine con il passaggio dalla madre al feto durante la gravidanza, il parto o l’allattamento.

Non ci si contagia, invece, attraverso i colpi di tosse o gli starnuti e neppure sui mezzi pubblici, in ufficio, a scuola o con i contatti sociali in generale.

5. Infezioni sessualmente trasmissibili: i sintomi da non sottovalutare 

Subito dopo il contagio inizia il periodo di incubazione durante il quale, anche se non si hanno disturbi, si può trasmettere l’infezione.

La durata dell’incubazione è diversa a seconda del tipo di infezione acquisita.

Al termine di questo periodo si possono sviluppare sintomi o segni visibili sul corpo, ma in molti casi possono essere assenti sintomi della malattia.

Le diverse infezioni sessualmente trasmesse presentano sintomi e segni comuni. I più frequenti sono:

  • perdite genitali;
  • dolore nella parte bassa dell’addome;
  • presenza di prurito e/o di lesioni nella regione dei genitali, dell’ano o della bocca;
  • necessità di urinare frequentemente, alcune volte con dolore o bruciore.

Per approfondire:

Malattie sessualmente trasmissibili: HPV, cosa sapere

Ninfomania e satiriasi: parliamo di disturbi sessuali della sfera psicologico-comportamentale

Fonte dell’articolo:

GSD

Potrebbe piacerti anche