Pubblicata l’anagrafe delle faglie attive dell’Etna: strumento utile al fine di prevenire parecchie situazioni di emergenza

Il progetto è stato condotto da tre ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: Giovanni Barreca, Alessandro Bonfort e Marco Neri. I tre hanno pubblicato il loro elaborato sul Journal of Volcanology and Geothermal Research fornendo un importante resoconto che offre spunti davvero interessanti.

Il progetto che vede coinvolti i tre ricercatori italiani è tutto basato sull’utilizzo di un database capace di tracciare un’accurata mappa della faglie attive del vulcano Etna, come quasi a voler ricostruire un generosissimo tracciato di tutto ciò che a momenti può scatenarsi in eruzione vulcanica. Una specie di anagrafe, o meglio di atlante delle faglie attive lo si può definire, tanto che tutto l’elemento prettamente geografico è stato incorporato in Google Map, non nuovo a questo genere di operazioni specifiche di geolocalizzazione.

Prevenire e rendere più sicuro il territorio, questa una delle potenzialità dello strumento. Un database ricco di informazioni sul sottosuolo che si mostra al primo impatto con l’utente al così detto ‘stato dell’arte’. La mappa potrà dunque essere molto utile per gli uffici del Genio Civile e per altre istituzioni preposte a rilasciare pareri autorizzativi sull’edificazione di manufatti e infrastrutture come per tutte quelle incaricate di intervenire e pianificare le operazioni durante le emergenze. Il database è inoltre stato realizzato in modo da poter essere implementato in ogni momento con nuove informazioni che potrebbero essere acquisite in futuro.

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