Sei pronto? Come abbandonare in emergenza la tua Sede Operativa rapidamente

Noi soccorritori in generale abbiamo una buona formazione a livello di soccorso alla persona in ambito territoriale, ma….. siamo sicuri di essere realmente pronti ad affrontare un’emergenza “interna” ed eventualmente ad abbandonare la nostra sede Operativa a causa di qualche calamità?

 

schema-evacFaccio una piccola premessa. Volutamente salto le emergenze sanitarie visto le nostre “competenze” e mi concentrerò sull’emergenze non sanitarie definendole come “qualsiasi condizione critica che si manifesta in conseguenza del verificarsi di un evento, di un fatto od una circostanza (ad esempio un incendio, un terremoto, il rilascio di sostanze nocive, un black out elettrico,ecc..) che determina una situazione potenzialmente pericolosa per la incolumità delle persone e/o dei beni e strutture e che richiede interventi eccezionali ed urgenti per essere gestita e riportata alla normalità. 
Le emergenze possono derivare da “comportamenti umani” (attentati, errori, negligenze, violazioni,ecc..), da avarie o guasti di macchine, apparecchiature od impianti, da eventi di natura tecnica (corto circuito, esplosione, innesco,ecc…) o come conseguenza di eventi naturali (terremoti, alluvioni, fulmini,ecc…).

flood-stair-scale-emergenzaORIGINI SCATENANTI DELLE EMERGENZE (MACROAREE)

• Eventi Tecnici
• Avarie
• Guasti
• Eventi naturali
• Comportamento umano

QUALI EVENTI, QUALI AZIONI?

Emergenza sanitaria
• Incendio
• Black out elettrico
• Guasto tecnico
• Allagamento
• Esplosione
• Attentato, furto, rapina, minacce, ecc.
• Fuga di gas
• Terremoto

ascensore-scaleQUALI SONO I LUOGHI SICURI? IN CASO DI: (Schema di massima non completo)

ALLAGAMENTO: Locali o aree non interessate dall’allagamento di solito posti ai piani alti di un edificio o comunque al di sopra del piano di campagna (se siamo per strada)

 

INCENDIO: Luogo esterno all’edificio ad adeguata distanza dallo stesso.
Un compartimento antincendio è una parte dell’edificio all’interno della quale si è al riparo dagli effetti prodotti dall’incendio per un determinato periodo di tempo (30 – 120 minuti a seconda del modello).

EesplosioneSPLOSIONE: Luogo ad adeguata distanza da quello in cui si è verificato l’evento ove non ci siano pericoli di crollo.

TERREMOTO: Luogo esterno ad adeguata distanza da edifici o strutture che potrebbero cadere (alberi, linee elettriche, cornicioni, ecc …).

RILASCIO DI SOSTANZE PERICOLOSE: Luogo ad adeguata distanza da quello in cui si è verificato l’evento in cui si è al riparo per la sua tenuta ermetica rispetto alla nube.

ALLARME BOMBA/ATTENTATO: Luogo esterno ad adeguata distanza dall’edificio o da altre strutture che potrebbero essere interessate dallo scoppio

Siamo esseri UMANI ma:

RICORDIAMOCI CHE IL PANICO : Non ci aiuta, anzi ci blocca, non riusciamo a pensare e di
conseguenza ad agire… IN TEMPO UTILE….

fumo-fuocoAlla fine di evitare di andare in panico o semplicemente non sapere precisamente cosa fare dobbiamo essere: informati, formati ed addestrati fissando questi punti:

1. FASE Formazione ed addestramento del personale e degli Addetti alla Gestione delle Emergenze per verificare l’organizzazione del sistema e per trasmettere al personale le abilità necessarie ai fini della sicurezza e salute.

2. ATTUAZIONE della normativa di riferimento (in via di modifica):di cui alla Sezione VI del D.Lgs. 81/2008 e all’Allegato VII punto 7.4 del D.M. 10/03/1998 e formazione ai sensi dell’art. 43 ecc..

3. FORMAZIONE del personale attraverso i seguenti argomenti:
• Piano di Gestione delle Emergenze: organizzazione e gestione della sicurezza e delle
emergenze;
• compiti degli Addetti alla Gestione Emergenze;
• natura dei rischi in relazione all’incendio all’esplosione, alle calamità naturali;
• condizioni di pericolo grave ed immediato;
• ordine e modalità di evacuazione in caso di pericolo grave ed immediato;
• punti di raccolta;
• istruzioni di sicurezza ed operative in caso di incendio, di infortunio, di calamità naturale;
• segnaletica di emergenza;emergenza
• controlli periodici e sorveglianza ai fini antincendio e di primo soccorso.

esplosione-fuoco4. SOPRALLUOGO E PROVA DI EVACUAZIONE:
Addestramento: è stato effettuato un sopralluogo negli ambienti di lavoro percorrendo le vie di esodo fino a raggiungere il punto di raccolta prendendo visione dello stato dei luoghi e dei dispositivi e degli impianti di sicurezza.

IL PERSONALE HA SEGUITO IL PIANO DI EMERGENZA? (esempio non esaustivo dei compiti in caso di emergenza)

COORDINATORE DELLE EMERGENZE (Presidente/Direttore della struttura)

– Ricevuta la segnalazione di “inizio emergenza” il Coordinatore dell’Emergenza attiva gli altri componenti della squadra e si reca sul posto segnalato.
– Valuta la situazione di emergenza e di conseguenza la necessità di evacuare l’edificio, attuando la procedura d’emergenza prestabilita.
– Dà ordine agli addetti di disattivare gli impianti di piano o generali.
– Dà il segnale di evacuazione generale e ordina all’addetto di chiamare i mezzi di soccorso necessari.
– Sovrintende a tutte le operazioni sia della squadra di emergenza interna che degli enti di soccorso.
– Dà il segnale di fine emergenza
– In caso di smarrimento di qualsiasi persona, prende tutte le informazioni necessarie e le comunica 
alle squadre di soccorso esterne, al fine della loro ricerca.
N.B. Nel caso in cui il Coordinatore dell’emergenza non sia il Presidente, quest’ultimo deve essere reperibile tramite un cellulare di servizio per le comunicazioni d’emergenza sempre attivo per essere il punto di riferimento per tutte le informazioni provenienti dal Coordinatore e dai responsabili dei punti di raccolta.

RESPONSABILE CHIAMATA DI SOCCORSO 
(Centralinista/Soccorritore designato)
All’ordine di evacuazione dell’edificio:
– Attende l’avviso dei Coordinatore dell’emergenza per effettuare la chiamata dei mezzi di soccorso 
seguendo le procedure previste.
– Si dirige verso l’area di raccolta seguendo l’itinerario prestabilito dalle planimetrie di piano

RESPONSABILE ATTIVAZIONE ALLARMI 
(Centralinista/Soccorritore designato)
Alla comunicazione dell’emergenza o di una simulazione di emergenza:
– Attiva l’allarme di emergenza (sirena, se presente, campanella intermittente, o a voce)

Alla comunicazione dell’evacuazione:
– Attiva l’allarme di evacuazione (tromba da stadio, o a voce)

N.B. è responsabile del controllo e del funzionamento degli apparati di allarme.

istruzioni-emergenzaRESPONSABILI DELL’AREA DI RACCOLTA 
(Capi Turno/Soccorritore designato)
All’ordine di evacuazione dell’edificio:
– si dirigono verso il punto di raccolta percorrendo l’itinerario previsto dalle planimetrie di piano
– acquisiscono dal segretario/soccorritore di ogni piano, la presenza dei visitatori e personale della struttura e la trascrivono nell’apposito modulo (nel caso qualche persona non risulti alla verifica, prendono tutte le informazioni necessarie 
e le trasmettono al Coordinatore delle emergenze)
– comunicano al Coordinatore la presenza complessiva del personale in servizio;
– effettuano l’evacuazione della classe, come previsto dalla procedura d’emergenza
– arrivati all’area di raccolta, acquisiscono, dal segetario/soccorritore di ogni piano, la presenza dei loro studenti e la 
trascrivono nell’apposito modulo (nel caso qualche persona non risulti alla verifica, prendono tutte le informazioni necessarie e le trasmettono al Capo d’istituto)

17RESPONSABILE DELL’EVACUAZIONE CENTRO DI FORMAZIONE AULA DIDATTICA (Istruttore/soccorritore designato alla formazione)
– All’insorgere di una emergenza.
– Contribuisce a mantenere la calma in tutta la classe in attesa che venga comunicato il motivo 
dell’emergenza.
– Si attiene alle procedure corrispondenti al tipo di emergenza che è stato segnalato.
All’ordine di evacuazione dell’edificio:
– Fa uscire ordinatamente i corsisti iniziando dalla fila più vicina alla porta
– gli studenti 
procederanno in fila indiana senza spingersi e senza correre
– un corsista assume la funzione di “apri-fila” e un altro quella di “chiudi-fila”.
– Prende il registro delle presenze, con gli studenti si reca all’area di raccolta e fa l’appello per compilare l’apposito modulo allegato al registro presenze in aula.

18RESPONSABILE DI PIANO (Segretario/Soccorritore designato)
All’insorgere di una emergenza:
– individua la fonte del pericolo, ne valuta l’entità e, se lo ritiene opportuno, suona la campanella di 
”inizio emergenza” .
– Avverte immediatamente il Coordinatore dell’emergenza e si attiene alle disposizioni impartite.

All’ordine di evacuazione dell’edificio:
– Toglie la tensione elettrica al piano agendo sull’interruttore nonché chiude la valvola di intercettazione dei gas.
– Se è addetto alla portineria apre i cancelli, li lascia aperti fino al termine dell’emergenza ed 
impedisce l’ingresso agli estranei;
– favorisce il deflusso ordinato dal piano (eventualmente aprendo le porte di uscita contrarie al verso 
dell’esodo);
– Vieta l’uso delle scale, degli ascensori e dei percorsi non di sicurezza
– Al termine dell’evacuazione del piano, si dirige verso l’area di raccolta esterna.

22N.B. Il piano di emergenza può cambiare da molte variabili, quali il numero del personale in servizio le dimensioni della struttura l’uso e destinazione della stessa.

La Prova a Cosa serve?

A verificare le aree deboli del “piano” di emergenza, ecco alcuni punti da verificare durante l’esercitazione.

1. I presidi antincendio, di segnalazione, allarme, di spegnimento sono in perfetto stato di efficienza?

2. La segnaletica relativa ai presidi ed alle emergenze è completa e conforme (primo soccorso, evacuazione, mezzi antincendio)?
3. I percorsi delle vie di esodo sono liberi da materiali, arredi, ostacoli?
4. Le porte di uscita di sicurezza sono facilmente ed agevolmente apribili?
5. L’illuminazione di emergenza è adeguata ed efficiente?
6. Le manutenzioni ed i controlli
sono effettuati ogni 6 mesi e riguardano tutti i presidi di sicurezza ed emergenza?

• Durante la prova di evacuazione l’illuminazione di emergenza ha funzionato per minuti?
• Idranti
• Estintori
• Rilevatori incendio
• Porte antincendio
• Maniglioni antipanico
• Allarme acustico di emergenza
• Illuminazione di emergenza
• Gruppo elettrogeno
7. Il registro dei controlli è regolarmente compilato in tutte le sue parti?
8. Le manutenzioni ed i controlli sono appaltati a?
9. 23L’illuminazione naturale/artificiale è sufficiente anche in condizioni di emergenza?
10. Il segnale di allarme è facilmente percepibile da tutto il personale in tutti i luoghi di lavoro
11. I presidi sanitari di primo soccorso sono segnalati, sono controllati ogni 6 mesi a cura di
12. Il piano di emergenze (estratto) e le planimetrie per l’esodo sono pubblicizzati (affissi)?
• Il Piano di Gestione delle Emergenze è stato consegnato in copia a tutti gli AGE con
l’evidenza dei compiti assegnati a ciascun membro?
13. Il personale (neoassunti, visitatori, terzi) viene informato sulle istruzioni di emergenza
adottate?
14. Sono noti al personale i nominativi del personale designato Addetto Gestione Emergenze
(AGE)?
15. La prova di evacuazione si è svolta in modo ordinato?
• Tutte le persone presenti hanno raggiunto il punto di raccolta?
• Presso il punto di raccolta è stato fatto l’appello?
• Il personale AGE ha svolto correttamente i compiti assegnati nel Piano di Gestione delle
Emergenze?
16. I preposti hanno collaborato attivamente per la riuscita 
dell’esercitazione?
17. Nell’Evacuazione 
il Tempo impiegato era di?… (
espresso in secondi)
18. Esercitazione
L’esercitazione si è svolta in modo regolare ed ordinato?
• Quali sono le nostre osservazioni?
19. Materiale didattico Consultato dal docente/responsabile dell’esercitazione:
• Piano Gestione Emergenze e planimetrie?
• Valutazione del Rischio di Incendio e di Esplosione?
20. I Partecipanti all’esercitazione, quali sono le loro difficoltà incontrate durante
l’evacuazione?

RICORDIAMOCI CHE : Le esercitazioni devono essere verosimili, e tendere il più possibile alla simulazione della realtà e degli scenari pianificati.

Il Piano di emergenza deve essere interpretato come uno strumento efficace e dinamico, deve prevedere: la pianificazione di esercitazioni, l’adeguata modalità di coinvolgimento delle strutture interessate (comprese le sezioni e del personale in toto), l’analisi sistematica dei risultati dell’esercitazione, l’aggiornamento periodico del piano stesso

CONSIDERAZIONI: Almeno una volta all’anno è necessario fare la “prova di evacuazione” coinvolgendo tutto il personale dipendente e volontario, se si lavora a turni è consigliabile fare le prove ripetendole in fasce orarie differenti per consentire l’addestramento di tutto il personale.

 

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