Sintomi, cause e cura del nistagmo oculare

Il nistagmo oculare si può definire come un’oscillazione involontaria ritmica degli occhi: quando guardiamo un oggetto, diamo per scontato una serie di meccanismi tutt’altro che scontati

I nostri occhi, infatti, compiono abitualmente dei micromovimenti, definiti saccadi, che vanno a centrare l’obiettivo e lo tengono fissato. Possiamo anche muovere la testa in questi casi, ma gli occhi restano fissi sull’oggetto: una cosa che a noi pare naturale, in realtà, cela molteplici meccanismi tutt’altro che banali.

Questi comandi partono dalla zona di ricezione, quella foveale ovvero della retina, e vengono trasmessi prima al nervo ottico, poi alle vie ottiche ed infine a livello cerebrale.

Se avviene un’alterazione in una di queste strutture, allora, si riscontra l’incapacità di mantenere fermi gli occhi.

E quindi compare il nistagmo, ovvero questi movimenti oscillatori degli occhi, per lo più orizzontali, non controllati dal soggetto che ne è affetto.

I tipi di nistagmo oculare

Il nistagmo può essere:

  • bilaterale o monolaterale, in certe forme acquisite;
  • simmetrico, quando è contraddistinto da movimenti ritmici;
  • con movimento a scosse, per cui batte da una parte e corrisponde un movimento di ritorno lento.

Inoltre, si può distinguere tra nistagmo infantile e nistagmo acquisito, tipico dell’età adulta.

La frequenza di un nistagmo è variabile e viene misurata in Hertz, cioè in cicli al secondo: può essere rapido o lento, spaziando dai 2 ai 10 hertz.

I sintomi del nistagmo infantile e del nistagmo acquisito

Una differenza importante tra queste 2 forme è determinata dall’oscillopsia (la sensazione di oscillazione provata da chi è affetto da nistagmo).

In entrambi i casi gli occhi continuano a  muoversi, ma nell’adulto, che in precedenza vedeva bene, produce una sensazione di mondo capovolto, con un diffuso senso di malessere dovuto a nausea e vertigini, mentre nel bambino non produce questa anomalia.

Il nistagmo oculare nei bambini: cause e cura

Il nistagmo infantile non compare alla nascita, ma generalmente tra il 3° e il 6° mese d’età e può essere:

  • idiopatico, ovvero senza cause specifiche;
  • favorito da patologie dell’occhio, come l’albinismo, dovuta all’assenza del pigmento che causa una diminuzione della visione, o da distrofie di natura retinica o neurologica che possono favorire la sua insorgenza.

È piuttosto problematico il nistagmo in età pediatrica non tanto per il disagio che arreca, ma perché impedisce un normale ed armonico sviluppo della vista.

Come si cura il nistagmo infantile

I bambini che ne sono affetti, spesso, si presentano in studio con una determinata posizione di sguardo, con conseguente anomala posizione del capo, che può essere in convergenza, quando cercano di guardare da vicino, o in visione laterale.

Per cui riescono a ridurre il disagio adottando la cosiddetta posizione di blocco grazie alla quale ovviare al movimento oscillatorio involontario degli occhi.

In questi casi, dopo un consulto multidisciplinare con oculista, neurologo e otorinolaringoiatra, si propende per la soluzione chirurgica mirata alla centratura dello sguardo.

Esistono anche terapie farmacologiche, principalmente a base di 2 farmaci, ma sono generalmente più di pertinenza neurologica.

Il nistagmo acquisito: cause e cura

Il nistagmo acquisito, tipico dell’età adulta, è dovuto per lo più ad un’alterazione riconducibile ad altre patologie.

È un problema spesso dovuto a risvolti neurologici ed in particolare alla sclerosi multipla.

Esistono anche delle forme tossiche che favoriscono l’insorgenza del nistagmo nei casi, per esempio, di abuso di toluene, un solvente usato nella produzione di colle.

Quando vi è un’intossicazione lavorativa o quando c’è n’è una volontaria, per via dell’effetto psicotropo che si ottiene sniffando la colla che altera lo stato di coscienza e crea uno stato di euforia, si può andare incontro a questo rischio.

La terapia in questi casi è soltanto farmacologica con la doverosa riduzione dell’esposizione alla causa scatenante il nistagmo.

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Fonte dell’articolo:

GSD

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