Sperimentato a Los Angeles il pacemaker biologico

Oggi è possibile creare un pacemaker biologico che si attiva autonomamente quando c’è bisogno di lui, dentro al cuore di una persona malata. A dirlo sono i ricercatorei della Cesars-Sinai Heart Institute di Los Angeles, che hanno testato per primi una forma di pacemaker biologico, creato grazie ad un gene che modifica le cellule cardiache, facendole diventare “controllori” dell’attività del proprio cuore. Lo studio è stato illustrato su “Science Traslational Medicine”. Un lavoro eccezionale, anche se per la British Heart Foundation le applicazioni pratiche della ricerca sono ancora “molto lontane”. Per ottenere il bio-pacemaker i ricercatori hanno iniettato un gene in un gruppo di maiali con una patologia che provoca una frequenza cardiaca molto bassa. La terapia genica ha trasformato alcuni dei miliardi di normali cellule del muscolo cardiaco degli animali in cellule specializzate, molto più rare, che mantengono il battito del cuore “a ritmo”. La striscia di cellule modificate, delle dimensioni di un granello di pepe, ha agito poi come un pacemaker per due settimane, comportandosi proprio come un dispositivo convenzionale, spiegano i ricercatori.

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