Il Vigile del Fuoco è volontario, non volontariato: riflessioni su uno status che genera incomprensioni e litigi

C’è molta polemica sul tema dei Vigili del Fuoco nel magentino. Fra Magenta e Corbetta infatti si sta verificando una situazione complessa di divisione delle competenze e degli interventi fra Vigili del Fuoco effettivi e Vigili del Fuoco Volontari. Mentre i primi possono essere in zona con il comando di Legnano, i secondi sono presenti con quattro distaccamenti a Magenta, Abbiategrasso, Corbetta e Inveruno.

Negli scorsi mesi sono state molte le iniziative a mezzo stampa per denunciare problematiche di confronto e di organizzazione. Nei giorni scorsi è deflagrata la “bomba” con un articolo del quotidiano “Il Giorno” che recita testualmente: “Pompieri pronti a rinunciare all’indennità: basta attacchi” “Non è pensabile perdere la caserma” “Il sindaco dalla parte dei volontari”.

Nell’articolo si affronta il tema dell’indennità di uscita, uno strumento che va a colmare il “buco” nella busta paga del lavoratore che si mette a disposizione della comunità con il suo servizio da Vigili del Fuoco volontario. Su questa tematica – spesso dibattuta – si è espresso il Presidente dell’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco Volontari Luca Bonello, precisando diversi passaggi.  Il testo – ripubblicato anche dalla rivista Pompieri – è un’occasione per discutere del tema del rimborso al volontario, che in frangenti specifici costringe il personale di soccorso a distaccarsi dall’attività lavorativa in momenti e per periodi inconciliabili con la possibilità di portare a casa uno stipendio adeguato. Il rischio di cui si discute infatti è duplice. Se da una parte chi attacca il volontariato dei Vigili del Fuoco (ma anche quello di Protezione Civile o quello del CNSAS) rivendica la necessità di una gratuità della prestazione volontaristica, dall’altro chi difende il ristorno porta il fattivo problema del mantenimento: un Vigile del Fuoco Volontario potrebbe prestare la sua opera gratuitamente, ma mai in condizioni che possano ledere il suo stipendio o la sua possibilità di lavorare per sostenere la propria famiglia. E’ quindi una tematica spinosa e di cui occuparsi con raziocinio ed equilibrio, e il contributo di Luca Bonello – che precisa le affermazioni di Graziano Masperi nell’articolo apparso sul quotidiano il Giorno, è utile per affrontare il tema.
Premesso che al consiglio nazionale di Magenta i rappresentanti di tutta Italia si sono ritrovati per discutere sul futuro del nostro volontariato , messo a rischio dagli imminenti effetti della divisione degli elenchi che incideranno pesantemente su una situazione già dilaniata da quasi un decennio di mancati corsi e arruolamenti , la tematica nello specifico degli indennizzi orari  (prevista per tutti i corpi vvf d’Europa – ad eccezione delle realtà autonome del Trentino e dell’Alto Adige che però godono di altre forme di sostegno economico per le proprie caserme e dotazioni) è stata ampiamente discussa con il sostegno anche di studiosi della materia sia sotto il profilo giurisprudenziale che amministrativo . Con l’occasione si è dimostrato invece (al contrario di quanto si possa intendere dall’interpretazione giornalistica) che l’attuale indennizzo , in forza appunto di precise leggi dello stato è perfettamente in linea con quanto è previsto sia per il volontariato vvf d’Europa e anche del volontariato di Protezione Civile Nazionale .
Non solo , proprio per la cattivissima gestione del nostro volontariato perpetrata negli anni , che ha portato di fatto i pochi rimasti a dover decuplicare gli sforzi per coprire il servizio , è ad oggi impensabile individuare una soluzione che ne preveda l’eliminazione di tale emolumento senza prima aver portato agli standard europei di numero di personale nelle caserme e di risorse statali assegnate per il loro mantenimento e dotazione che ad oggi viene proprio sopperito con quei pochi soldi . Immorale è quindi strumentalizzare la tematica , senza aver analizzato , come è stato fatto , la situazione nel suo complesso . Ancora una volta ai polemici e ai denigratori , abbiamo dato una risposta basata sui fatti e sulle norme spesso dimenticate è così disattese , dimostrando in concreto quanto sia facile esercitarsi in filosofie che pur trovano la nostra condivisione sotto l’aspetto morale ma risultano totalmente inapplicabili e ingiuste vista l’attuale situazione reale . Non si comprende infatti come si possa pensare di coprire un servizio H 24 , 7 giorni su 7 , con professionalità e rischiando pure la vita , in 15 / 20 persone ( quando va bene ) , senza percepire alcun indennizzo sostituivo delle ore di lavoro perse e dei rischi connessi anche di natura professionale attualmente non coperti neppure in maniera adeguata sotto l’aspetto assicurativo . Ringraziamo comunque la città di Magenta per il sostegno dimostrato e la stessa testata giornalista per l’importante contributo fornito che con il presente intendiamo solo integrare e precisare .
Il Presidente Nazionale Luca Bonello

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