Roma, analizziamo un po’ meglio il controllo anti-abusivi “finito a pugni in faccia”? Protezione e improvvisazione operativa

A volte le situazioni più complesse si possono risolvere con brillanti "colpi di genio". Ecco perché non bisogna colpevolizzare l'agente della Polizia Locale che ha permesso alla sua squadra di concludere il fermo di un venditore abusivo andato in escandescenze

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ROMA – Sta già impazzando sui social il video del fermo di un immigrato, venditore abusivo, avvenuto a Roma nei giorni scorsi. Il video riprende un agente di Polizia Locale che improvvisa una sfida fra boxeur per arrivare al compimento del suo obiettivo, ovvero il fermo della persona in escandescenze senza procurare danni a sè, al sospettato o al pubblico circostante.

Vorremmo fermarci a questa semplice constatazione, ovvero al fatto che nè l’agente, nè il sospettato, nè alcuno dei presenti abbia ricevuto un vero pugno o un danno fisico, obiettivo che è primario nell’azione di protezione che la Polizia Locale – come qualsiasi forza dell’Ordine – ha nel proprio DNA. Ma bisogna andare un po’ più a fondo per far capire quali siano le situazioni complesse che gli agenti di polizia devono affrontare, a volte, con ingegno e improvvisazione.

Quanto visto a Roma fa parte di un normale controllo per fermare la piaga dei venditori abusivi irregolari che, con il loro operato, arrecano danno ai commercianti regolari, che siano ambulanti o residenti. Questa attività compete alle Polizie Locali che hanno tanti strumenti per mettere in atto il contrasto all’illegalità nel commercio.
Secondo quanto ricostruito dalla nostra redazione, al momento del controllo sono iniziati alcuni diverbi, poi scaturiti in una aggressione fisica. La presunta sfida non è altro che un diversivo, che è stato messo in atto per distrarre il più esagitato dei controllati e permettere quindi un più semplice intervento al team di operatori.

Operatori che, bisogna sempre ricordarlo (soprattutto quando si assiste a determinate scene) sono formati per operare in determinate maniere e con determinate procedure, fra le quali non c’è l’improvvisazione di un round di boxe. Ma alla fine l’opzione scelta dall’agente è quella che ha permesso un fermo indolore, sia per l’operatore che per il sospettato.

La nostra speranza è che questo video non diventi occasione di spargere fiele sulle nostre Forze di Polizia Locale.

Ringraziamo il contributo di alcuni agenti di Polizia Locale e di alcuni agenti della Polizia di Stato, oltre che di un maestro di Kick Boxing per averci aiutato nel completare questo articolo.

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