Alfa-Romeo, Pista Balocco e il Vigile del Fuoco più veloce d’Italia!

In origine gli stabilimenti nella prima periferia Milanese al Portello, poi l’enorme stabilimento di Arese, oggi rimpiazzato da un centro commerciale tra i più grandi d’Italia.

Ma là, dove sono state sviluppate tante berline della casa automobilistica Lombarda vive ancora il cuore sportivo di Alfa Romeo, in un museo ricco di meraviglie: 5 piani di autovetture, dai primi modelli del 1910, passando per i prototipi e alcune delle auto che hanno dato gloria al marchio con il Biscione sforzesco.

Una collezione esposta da oltre 100 autovetture che però condivide, come capita ai più prestigiosi musei, una collezione doppia rispetto a quella esposta e chiusa al riparo di un magazzino. Da questo l’idea: 12 incontri per scoprire quello che normalmente non è in esposizione, un autentico Backstage.

Si chiamano così, questi appuntamenti che per una domenica al mese portano alla luce una autovettura nascosta della collezione. Con una conferenza a tema fanno scoprire aneddoti e curiosità, che sicuramente faranno la gioia di ogni appassionato di automobilismo.

Questo secondo appuntamento di domenica 17 febbraio ha visto come protagonista la Alfa-Romeo 164 II serie, 3200cc, 240 cavalli, 24 valvole, Q4 (ndr: trazione integrale). Una macchina rara in questa configurazione, di cui forse esistono pochi esemplari, resa unica dallo speciale allestimento antincendio interamente sviluppato in casa Alfa.

Alfa-Romeo 164 II serie con allestimento antincendio.

A raccontarci della macchina e di tutte le auto che hanno prestato servizio nella pista, c’è un ospite eccezionale: si chiama Gianfranco Rigolone, 32 anni di vita lavorativa spesi nella Pista Balocco di Alfa-Romeo come Vigile del Fuoco.

Una missione: salvare la vita ai piloti e ai collaudatori, tutto questo con una macchina, un marchio, una tradizione sportiva ai vertici delle corse automobilistiche. Gianfranco, nato nel 1954, leva di Marina, sceglie di prestare il servizio di leva nei Vigili del Fuoco. Formato nella scuola di Capannelle (Roma) come specialista nell’Antincendio Aeroportuale, terminata la leva, trova lavoro in uno stabilimento chimico della provincia di Vercelli, fino al giorno in cui un amico gli racconta che cercano Vigili del Fuoco per la pista di Balocco, costruita nel 1962 nei pressi dell’omonima città (VC).

Il Centro Sviluppo Balocco, è un tracciato pensato per collaudare le nuove vetture in autonomia e riservatezza, e testare le nuove autovetture da gara. Oggi, il servizio antincendio è affidato alla società Sirio, ma all’epoca i Vigili del Fuoco erano dipendenti dell’Alfa-Romeo. “Sono entrato con il contratto a 60 ore da metalmeccanico. In alcune giornate passavo sulla pista anche 12 ore – ci racconta Gianfranco -, ma non c’è un giorno che non sia andato a lavoro con il sorriso stampato in faccia. Adoravo il mio lavoro: abbinavo due mie grandi passioni, i Vigili del Fuoco e le corse”.

Dopo 30 minuti di conferenza, in cui Gianfranco ha raccontato a tutti i presenti i suoi anni da angelo custode dei piloti e collaudatori in Pista, non riesce a sottrarsi ad un giro nel piccolo circuito esterno al museo.

Lascia attoniti nello sguardo la cinquantina di appassionati accorsi per vedere questa vecchietta con i lampeggianti spiegati e che ancora fa rombare il motore. Gianfranco il piede dall’acceleratore lo stacca poche volte, ma la piccola pista gli permette pero’ di raggiungere solamente in 120 km/h. “in pista ero riuscito a portarla fino ai 240 km/h”

Una serie importante di autovetture ha caratterizzato la sicurezza della pista ma ad oggi ne sopravvivono solamente due. La prima è una Alfa-Romeo 1750 (Trasformata 2000cc). Quest’auto è stata dismessa dal servizio in Pista e fu donata al comando dei Vigili del Fuoco di Milano, che dopo averla usata nel distaccamento Aeroportuale di Linate, l’ha preservata e tutt’oggi la conserva nel museo situato nel comando provinciale di Via Messina, nel capoluogo Lombardo.

La seconda sopravvissuta è questa 164 “era destinata alla demolizione, ma ci tenevo troppo, e ho fatto carte false per salvarla. Nascosta agli occhi di chi la doveva demolire, ho fatto in modo che arrivasse al museo di Arese. Una volta lì era salva”.
Seguiteci nei prossimi giorni. Condivideremo il video integrale della conferenza tenuta al museo.

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