Chirurgo britannico testimonia il suo lavoro d’emergenza nelle Filippine

Steve Mannion, chirurgo britannico specializzato in ortopedia e chirurgia traumatologica, testimonia il duro lavoro del suo team di 12 elementi intervenuto a Tacloban, città filippina rasa la suolo dal passaggio del tifone Hayan. Un’apocalisse che ha lasciato una lunga scia di morti e di feriti, in particolare traumatizzati con vari livelli di gravità. Assenza di acqua e di elettricità, insieme a condizioni igieniche complessive ai limiti della sopportabilità, visti i tanti cadaveri ancora insepolti tra le macerie, rendono l’operato del team chirurgico britannico ancor più difficile. 

Il team opera presso un ospedale da campo australiano a Tacloban, dormendo in tenda attorno alla struttura. Il signor Mannion ha detto che l’intervento chirurgico più impegnativo è stata la ricostruzione di un polso di un falegname sulla cinquantina che aveva sfondato una finestra nella sua casa per trascinare in salvo i suoi due fratelli colpiti dall’ondata d’acqua. “Nervi e tendini sono stati ricostruiti nel loro corretto funzionamento nello spazio di due ore: senza l’intervento l’uomo avrebbe avuto una mano inutile per il resto della sua vita “, ha detto il 49enne chirurgo britannico che guida il team.

Gli stessi uomini hanno partecipato a una simile missione di salvataggio dopo lo tsunami che ha colpito l’Indonesia nel 2004: “Tuttavia anche in questo caso -ha dichiarato Mannion- qui abbiamo un livello di devastazione davvero incredibile. Interi villaggi sono stati spazzati via”.

I commenti sono chiusi.