Lo shutdown Usa risparmia, almeno finora, i servizi di emergenza

La serrata degli uffici pubblici statunitense definita “shutdown” non colpisce i servizi di emergenza. Le autorità federali, che pure hanno dovuto chiudere i loro uffici e licenziare 800mila persone, tranquillizzano la cittadinanza. Il numero di emergenza 911, che attiva soccorso sanitario, vigili del fuoco e forze di polizia, rimane in piena attività, così come l’erogazione dei servizi medici e le prestazioni previdenziali.

Tuttavia, il quinto giorno consecutivo di paralisi del settore pubblico statunitense evoca scenari piuttosto foschi sulla tenuta di questi pilastri fondamentali del governo a stelle e strisce. La battaglia politica tra democratici e repubblicani sulla riforma della politica sanitaria voluta da Obama, si sta trasformando in un boomerang che sgomenta i cittadini e pone loro seri interrogativi sul futuro. Dagli Stati Uniti cominciano ad arrivare le prime notizie di disservizi e paralisi che interessano anche il settore dell’emergenza. La chiusura degli ingressi alle grandi aree protette, spaventa i tanti residenti all’interno del perimetro dei parchi.

Nel Tennessee orientale, per esempio, nella zona delle Great Smoky Mountains, le comunità locali parlano di difficoltà di movimento determinate dalla chiusura dei cancelli della zona naturalistica, che sta condizionando il trasporto scolastico e i servizi di emergenza. Le strade secondarie, infatti, allungano inesorabilmente i tempi di intervento.

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