R.D. Congo, il servizio di emergenza e primo soccorso nella città di Isiro: l’intervista ad un soccorritore

Il servizio di Emergenza e soccorso in Congo. La città di Isiro è una città di circa 150mila abitanti, capitale della provincia di Haut-Uélé.

Haut-Uélé si trova nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo, conta circa 2.528.169 abitanti distribuiti su una superficie di 89.683 Kmq.

Dal 1997, dopo la scomparsa del defunto presidente Joseph Mobutu e del compianto Désiré Kabila, i servizi di emergenza e soccorso nella città di Isiro hanno affrontato enormi difficoltà e seri problemi nello svolgere con cura il proprio servizio a favore della cittadinanza di Isiro.

Nel medesimo lasso di tempo, i tassi di crescita demografica sono in aumento e le attività di servizi pubblici e sociali in considerevole ascesa.

EMERGENZA E SOCCORSO IN R.D. CONGO: ECCO COSA ACCADE AD ISIRO

Rispetto ad altre regioni, l’area della città di Isiro non vanta attualmente servizi operativi di emergenza e primo soccorso adeguati, né del resto essi hanno particolare riconoscimento istituzionale, supervisione o ricevono supporto materiale.

In caso di disastri naturali, incidenti stradali, incendi, crisi ed emergenze impreviste, la popolazione stessa si prende cura dei propri malati e delle proprie vittime, senza temere i rischi che i pazienti potrebbero correre durante la manipolazione o la movimentazione.

Facciamo un esempio concreto: quando avviene un incidente stradale, sono i familiari della vittima e poche persone di buona volontà che si occupano di trasportarla in ospedale, e questo trasporto sanitario avviene con mezzi in loro possesso: moto, biciclette o anche il trasporto a braccia.

Ci sono anche gruppi di volontari che lavorano quasi in clandestinità.

Essi possono soccorrere e spesso fornire autonomamente determinati servizi di emergenza e soccorso essenziali, ma in modo molto limitato.

Di solito sono ex operatori della Croce Rossa o personale di servizi di emergenza abbandonati a se stessi.

In effetti, questi ultimi erano, in altra epoca, agenti formati e informati rispetto ai sistemi di emergenza e soccorso.

CONGO, IL SERVIZIO DI EMERGENZA E SOCCORSO: INTERVISTA AD UN SOCCORRITORE DI ISIRO

Abbiamo avuto la possibilità di strappare un’intervista sull’organizzazione ed i principi del loro attuale funzionamento ad un soccorritore di Isiro.

A realizzarla per Emergency Live il signor Mkombozi, studente di Geologia all’Università di Isiro, Repubblica Democratica del Congo.

– Può spiegarmi quali mansioni e compiti svolge quotidianamente nel servizio di emergenza e primo soccorso?

“Per il momento lavoriamo quasi dispersi, per mancanza di struttura e organizzazione.

Noi siamo sono stati formati adeguatamente per rendere un servizio di buon livello, sia sul piano umanitario che sociale, ambiti cui applichiamo i principi fondamentali di primo soccorso”.

– Quali sono questi principi fondamentali del servizio di emergenza e primo soccorso?

“Una bella domanda. Ecco la risposta. Siamo stati formati secondo 7 principi fondamentali: umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontarietà, unità e universalità”.

– Può spiegarmi questi concetti cardine che ha appena menzionato?

“Per l’umanità, si tratta di vedere se il soccorritore è consapevole della sofferenza e dell’angoscia delle persone che assiste, e che si assicura che i suoi gesti ed il suo atteggiamento siano di conforto ad esse.

Inoltre, se tratta i resti mortali, e quindi purtroppo di una persona deceduta, in termini di cura e rispetto, è chiamato ad usarne maggiormente, quindi per esempio seppellisce i corpi in un luogo appropriato.

Ci sono anche cose che a un soccorritore non dovrebbe mai fare, in tema di umanità: non può curare le vittime che sta assistendo con disattenzione o mancanza di rispetto; non deve seppellire un corpo senza rispettarne la dignità neppure nel mezzo di una zona di conflitto.

In tema di imparzialità,  invece, ci sono alcune cose da fare e altre da evitare.

Il soccorritore dovrà essere colui che fornisce fornisce assistenza a tutte le persone vulnerabili, qualunque sia la loro appartenenza, e a seconda delle loro esigenze.

Non deve condizionare l’assistenza che fornisce alle vittime sulla base della loro etnia, della loro tribù, del sesso, dell’età o delle opinioni politiche.

Anche per quanto riguarda la neutralità, ci sono cose da fare e cose da non fare.

Quali che siano le proprie opinioni personali, il soccorritore deve esercitare la propria missione facendo volontariato in modo neutrale, consapevole che il suo atteggiamento può avere conseguenze per la sicurezza propria e di altri volontari.

Come volontario, e qualunque sia la loro opinione personale, il soccorritore agisce sempre e solo nel migliore interesse delle vittime, senza schierarsi.

Il soccorritore rispetta il simbolo sulla divisa. Ha la responsabilità di come la comunità, le forze armate e i gruppi armati percepiscono il simbolo stesso.

Il suo comportamento, quando indossa la divisa, potrebbe avere conseguenze importanti per la sua sicurezza e per quella di altri volontari.

È anche necessario che il un soccorritore, come volontario, non assuma pubblicamente una posizione rispetto ad un partito politico.

Egli non può sfruttare la propria qualità di volontario per promuovere la propria candidatura alle elezioni.

In quanto volontario, non prende parte alle ostilità parteggiando per un gruppo o per un altro, in alcun modo ciò avvenga.

Il soccorritore non utilizza il simbolo del gruppo per scopi politici o militari.

Per quanto concerne l’indipendenza, occorre capire che il nostro gruppo o movimento è prima di tutto indipendente.

Ausiliari delle autorità pubbliche nelle proprie attività umanitari, i volontari sono soggetti alle leggi che governano i rispettivi paesi.

Le istituzioni nazionali devono tuttavia mantenere un’autonomia che ci consenta sempre di agire secondo i principi del movimento.

Il principio del volontariato sottolinea come il primo soccorso, sia nazionale che internazionale, è un’azione di aiuto volontario e disinteressato.

Per Unity, l’Unità, indica che ci può essere solo una Croce Rossa o Red Crescent Society in una stesso paese.

Deve essere aperta a tutti ed estendere la sua azione umanitaria all’intero territorio.

Attraverso Universalità, il movimento della Croce Rossa Internazionale o Mezzaluna Rossa dichiara che tutte le Società dei singoli paesi hanno uguali diritti e il dovere universale di aiutarsi a vicenda.

Queste descrizioni mi hanno aiutato molto a capire il contenuto della tua formazione. Peccato che tu non stia facendo quello che eri addestrato a fare. Sarebbe meglio non perdere questo patrimonio di esperienze. Spero che quando avrai mezzi adeguati tu riprenderai le tue attività. Avresti la volontà di ricominciare tutto daccapo se ricevessi un aiuto esterno?

“Certamente se avessimo assistenza da partner esterni, noi riprenderebbe certamente i nostri servizi di emergenza e primo soccorso. Li stiamo aspettando”.

Preparato e presentato dal Sig. Mkombozi, studente di Geologia all’Università di Isiro, Repubblica Democratica del Congo.

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