A Sanremo c’è un volontario soccorritore con una storia che bisogna raccontare

Si può essere Volontari del soccorso anche con un handicap? Parliamo di Luca, una storia che vi toglierà qualsiasi alibi per non diventare soccorritori

Si può essere Volontari del soccorso anche con un handicap? Si può aiutare il prossimo quando tutti pensano che sei tu quello che avrebbe bisogno di aiuto? Parliamo di Luca Frusone, che ha perso una gamba dopo un incidente in moto e da 14 anni continua a salire in ambulanza. Lo abbiamo trovato – ovviamente in servizio – al Festival di Sanremo.

 

Luca Frusone con la sua protesi serigrafata. L’immagine rappresenta il super sayan Goku, del manga Dragon Ball

SANREMO – Ci sono piccole storie che rimangono nascoste per anni, perché arrivi il giorno in cui possono diventare uno sprone per un’intera comunità. Parlando con Luca Frusone, 42 anni da Ventimiglia, abbiamo capito che questa è la storia che oggi serve ai soccorritori per essere ancora più motivati in ciò che fanno.

Luca è un ragazzo riservato, ma che ama aiutare il prossimo.

Dal 2004 è volontario soccorritore, sale in ambulanza per salvare le vite del prossimo. Prima in Croce Rossa, poi nella Misericordia di Vallecrosia, Luca si impegna senza sosta per gli altri. In questi giorni è in servizio al Festival di Sanremo, zona palafiori, per servizi sanitari a supporto dei tanti visitatori che seguono l’evento canoro più importante dell’anno.

“Io ero già volontario quando è successo l’incidente – ci ha spiegato. Ma dopo lo schianto in moto, ha dovuto mollare tutto. “Sono rimasto un mese in rianimazione, poi ho girato un po’ di reparti. Mi ricordo che era il 21 febbraio del 2005 quando mi hanno dovuto amputare la gamba destra, non era più recuperabile. Da lì ho fatto sei mesi in ospedale e poi sono andato a Budrio, per fare la protesi”.

Le protesi di Luca, intercambiabili per il piede destro, perso nell’incidente in moto.

La volontà di ferro di Luca (non per niente ha una protesi in stile Ironman, mentre l’altra è gialla con la figura del Sayan Goku, personaggio di Dragon Ball) lo porta a sostenere di nuovo il corso da soccorritore, nel 2007. Per dieci anni rimane nella Croce Rossa, per poi passare alla Croce Azzurra Vallecrosia, oggi parte della Confederazione Nazionale delle Misericordie.

 

Luca non ha mai perso il suo sorriso e la sua voglia di scherzare, per nessun motivo. “Nei servizi sono un po’ meno stabile dei miei colleghi, se siamo in squadra mando avanti altri ragazzi per le attività più pesanti, ma altrimenti posso fare tutto quello che deve fare un soccorritore. Non posso soltanto guidare, per ovvi motivi”. Così – con la sua gamba da Ironman – Luca aiuta e soccorre i turisti a Sanremo per il Festival. “Nel vano sanitario dell’ambulanza se hai una gamba o due non è importante. L’importante è saper fare il tuo dovere da soccorritore. La disabilità non ti limita e non ti cambia. Se bisogna effettuare una RCP si può fare senza problemi. Se bisogna tranquillizzare un bambino che si è fatto male, utilizziamo sempre gli stessi insegnamenti che ogni soccorritore volontario apprende nei corsi”.

Quando si è invece fuori, nella vita di tutti i giorni, ci sono alcuni insegnamenti che tutti vorrebbero portare avanti, far conoscere di più. “Per esempio educare meglio all’apprezzamento della diversità. Ho visto situazioni in cui i genitori allontanavano i figli da persone disabili, con amputazioni, perché non capivano la curiosità dei bambini. Credo che chiedere, capire e apprendere sia fondamentale. Capire e conoscere le disabilità è una cosa importante”.

Anche perché Luca dimostra che avere una disabilità non significa essere più deboli degli altri, anzi. Soprattutto quando si ha una passione “ignorante” come la sua. “Pensa che ho rifatto appena possibile l’esame per la moto. Adesso ho una Honda NC700 con cambio automatico, posso guidare con il cambio sequenziale e il freno al manubrio. Posso cambiare con le dita o in automatico”.

Forse Luca è apparso con la sua foto sorridente nel nostro feed social proprio per ricordarci che ogni giorno ci sono degli anonimi Alex Zanardi, in tutto il mondo, che superano le disabilità con passione e spirito. Grandi esseri umani che ci devono insegnare come con dedizione, tenacia e passione si possano fare grandi cose oltre ogni impedimento. A noi non resta che dirvi di seguire il suo esempio. Magari potremmo diventare in poco tempo un Paese migliore.

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