Specializzato in Emergenza-Urgenza? Non puoi lavorare in PS

I nuovi specialisti in Emergenza-Urgenza si diplomano in questi giorni ma non possono partecipare ai concorsi per il pronto soccorso. La denuncia arriva direttamente dal sito del SIMEU, a firma della giornalista Silvia Alparone. Sono 82 nel 2014 gli specializzandi laureati, i primi a lasciare l’università per approdare al mondo del lavoro. Ma potrebbero rischiare di non approdare dove volevano, cioè in un Pronto Soccorso. Si perché “Negli ultimi dieci giorni sono arrivate segnalazioni di difficoltà da parte di alcune aziende sanitarie (in particolare del Triveneto) ad accettare i neo-specialisti in medicina di emergenza-urgenza come candidati idonei per i pronto soccorso e per le strutture di medicina d’urgenza. Le difficoltà nascerebbero dal fatto che nella tabella vigente delle equipollenze – le specialità ammissibili per i concorsi – la specializzazione è indicata come “Medicina d’Urgenza” e non come “Medicina di Emergenza-Urgenza”. In altre aziende sanitarie (per esempio in Emilia Romagna) è stato sufficiente interpretare la norma, alla luce della conclusione quest’anno del primo ciclo della Scuola, ammettendo d’ufficio anche i primi specializzati nella disciplina propria dell’emergenza”.

La denuncia da parte del Simeu continua con una dichiarazione della Fimeuc, la Federazione italiana di medicina di emergenza-urgenza e delle catastrofi, di cui il Simeu fa parte. Manca ancora infatti una circolare esplicativa che impedisca alla norma di bloccare il percorso di accesso alla professione di chi ha studiato specificamente per quel settore e quel lavoro. Alfonso Cibinel, presidente nazionale Simeu, ha chiesto al Miur e al ministero della Sanità di muoversi in questa direzione. Il rischio è quello di trovarsi con i professionisti dell’emergenza-urgenza, formati apposta per salire sulle ambulanze, fuori dalle graduatorie e senza lavoro. Così, mentre in Italia servirebbero 300 nuovi medici per l’emergenza-urgenza, gli 82 laureati aspettano impazienti che la burocrazia si faccia da parte.

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