Trombolisi sistemica endovenosa: da EMpills un’esperienza da approfondire per la prevenzione dell’ictus

EMpills pubblica una bella esperienza di sicuro impatto per il trattameto dello stroke, o ictus ischemico acuto. In particolare negli ultimi dieci anni sono stati pubblicati diversi studi che dimostrano come una precoce ricanalizzazione del vaso ostruito, sia il fattore predittivo modificabile più importante per avere un esito positivo nel paziente. A tal proposito sono aumentati i protocolli in Italia sulle strategie di riperfusione, focalizzati sul tentativo di ridurre o disgregare il trombo/embolo, per ristabilire un flusso adeguato nel territorio vascolare ipoperfuso. QUI trovate il protocollo in uso nell’ASL di Modena, molto chiaro e molto preciso al riguardo.

Ma veniamo a EMpills e all’articolo del dottor Davide Tizzani:

La signora Lidia portava bene i suoi 79 anni.

Una folta chioma bionda trasmetteva vivacità, i suoi occhi esprimevano ancora promesse. Peccato che guardassero soltanto più da un lato senza capire cosa stessero fissando; peccato che il suono della sua voce fosse da due ore incomprensibile; peccato che il lato sinistro del suo corpo non volesse più muoversi.

La diagnosi non era stata difficile: evento cerebrale acuto.

L’ anamnesi farmacologica ed i parenti confermavano un uso corretto e costante del dabigatran a basso dosaggio per una aritmia cardiaca che da lì a poco l’elettrocardiogramma avrebbe chiamato fibrillazione atriale. La tac encefalo escludeva un’eziologia emorragica.

In poche parole per me comunque una sentenza: praticamente nulle possibilità terapeutiche, già identificato un verosimile scarso recupero prognostico.

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