Suicidio: l’appello dei Vigili del Fuoco per contrastare meglio il problema di chi vuole farla finita lanciandosi nel vuoto

Il sindacato USB chiede l'acquisizione in ogni comando dei "materassi per alienati". A Genova una tragedia in pieno centro pone il problema dell'approccio ai tentativi di suicidio

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Sono i Vigili del Fuoco di Genova, della sigla sindacale USB, a lanciare il sasso della riflessione per l’acquisto e la messa a disposizione per tutti i comandi italiani di strumenti adeguati al salvataggio di vite in caso di tentativo di suicidio.

 

“È terribile assistere impotenti a una tragedia che ci colpisce doppiamente, come vigili del fuoco e come cittadini. Quanto avvenuto a Genova non solo è dovuto alla mancanza – gravissima – di un cuscino di salvataggio tra le dotazioni del comando di una grande città, ma simboleggia la cronica disattenzione che il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha verso la popolazione tutta”.

La situazione venutasi a creare a Genova, dove un ragazzo si è suicidato eludendo l’approccio e il tenatativo di farlo rinsavire messo in atto da Vigili del Fuoco e cittadini comuni, pone le basi per una riflessione molto critica.

“Il ruolo che svolgiamo nel Paese non ha confini, ma interpretarlo sperando che chi vuole compiere un gesto estremo si convinca a non farlo grazie alle nostre sole “parole”, è abominevole. Forse anche diabolico. Nella tragedia che si cela dietro un suicidio si scopre un altro dramma: l’impossibilità da parte dei vigili del fuoco di cercare di salvare una vita. I fatti di Genova: lunedì 9 aprile, intorno alle 10 Mohamed Yacine, cittadino franco-algerino di 34 anni residente a Grenoble, si arrampica sul parapetto del ponte monumentale di corso Podestà. Vuole farla finita. Una ragazza tenta in francese di convincerlo a desistere, il traffico viene bloccato, i vigili del fuoco cercano di raggiungerlo con un’autoscala, perché il comando di Genova non dispone del cosiddetto “cuscino per alienati”, il grande materasso gonfiabile utilizzato in casi del genere per annullare i danni da caduta. I vigili del fuoco di Genova sono costretti a chiedere aiuto ai colleghi di Savona. Il cuscino per alienati loro ce l’hanno e partono subito, ma non arriveranno mai in tempo. Mohamed Yacine si sposta per mettere fuori gioco l’autoscala, fuma una sigaretta, poi si lancia.

È morto nonostante una squadra dei vigili del fuoco fosse presente con autoscala al seguito, nonostante il soccorso sanitario sul posto, nonostante le forze dell’ordine intervenute per dare gli spazi necessari per intervenire. Cosa mancava? Lo strumento, appunto, che poteva darci quantomeno la possibilità di tentare di salvare una vita.

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