Frane e fiumi di fango, è crollata una parete del Pizzo Cengalo nelle Alpi

Frane e fiumi di fango, è crollata una parete del Pizzo Cengalo nelle Alpi

In Svizzera un costone del monte è crollato rapidamente, causando danni in pochi minuti. Erano già state evacuate oltre 100 persone per il pericolo.

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BondoFango1-510x382BONDO (Grigioni) – E’ accaduto ieri mattina il crollo definitivo della parete de Pizzo Cengalo in Val Bregaglia, nel Cantone Grigioni. E’ stata per precauzione chiusa la cantonale e sono stati evacuati i villaggi sottostanti. La montagna fa parte delle Alpi Retiche occidentali. Sono stati subito evacuati per ragioni di sicurezza i paesi sottostanti: Bondo, Promontogno, Sottoponte e Spino in Bregaglia, compreso un campeggio situato nella zona, per un totale di oltre 100 sfollati. Inoltre, è stata chiusa la strada cantonale che collega Stampa a Castagneta, ed è crollato il ponte vecchio costruito sul fiume Bondasca a Bondo. Nelle ultime settimane si erano registrati piccoli cedimenti sulla parete rocciosa, crolli che non sono nuovi in quella zona perchè già nel 2011 e 2012 si erano verificati, prevedendo una possibile frana tra i 2 e i 3 milioni di metri cubi di roccia. Una soluzione a questo problema era già stata trovata: la costruzione di un bacino artificiale ai piedi della montagna ha tamponato le micro frane degli ultimi anni, problema soltanto posticipato dato che, al momento, il bacino ha già sorpassato il livello critico di tenuta.

L’allarme è partito alle ore 9.30 ed è durato fino a sera. Tutti gli enti coinvolti nella gestione dei pericoli naturali sono stati in piena attività.

Gli sfollati dai villaggi colpiti, hanno dormito fuori dalle loro abitazioni e continueranno a farlo finché ci sarà necessità.

La segnalazione di pericolo, diffusa dal Comune di Bregaglia il 14 agosto scorso, ha trovato la sua realizzazione in tempi brevissimi. Dopo alcune avvisaglie domenica e lunedì scorsi,mercoledì si sono staccati dalla montagna 4 milioni di metri cubi di pietra, fango, terra e acqua.

“A un certo momento non arrivava più acqua nella Bondasca – ha visto una persona a Promontogno – e poi è arrivato il fango”. Un fiume di fango. Un mare di fango. Che ha travolto, a monte, cascine, stalle, sentieri, per poi raggiungere il fondo valle, fra Bondo e Promontogno, passare sopra l’ultimo ponte, trascinando via le due stalle adiacenti e la parete scorrevole di protezione. Il materiale ha riempito il bacino di contenimento, realizzato qualche anno fa dal Comune dopo lo scoscendimento del 2011.

“Quello che ci ha sorpresi – ha spiegato il geologo cantonale Yves Bonanomi – è la quantità di acqua che è scesa. Abbiamo ipotizzato che in parte arrivi da un piccolo ghiacciaio, che si è sciolto sotto la pressione del materiale franato”.

Non hanno invece sorpreso né il punto di distacco né la quantità del materiale: “Avevamo elaborato una simulazione – ha affermato ancora Bonanomi – di un’eventuale frana, insieme al Politecnico di Zurigo. Ed è successo proprio così: 4 milioni di metri cubi, che si sono mantenuti nell’area prevista”.

Durante la conferenza stampa, Martin Keiser, dell’Ufficio foreste e pericoli naturali, ha fatto notare che il bacino era ormai pieno e nel caso dell’arrivo di nuovo materiale, questo avrebbe inondato la strada cantonale. Ha anche aggiunto che però al momento non si può svuotare, perché la situazione è ancora pericolosa. Autorità e giornalisti non avevano ancora lasciato gli uffici comunali che una nuova colata di fango è arrivata, facendo tremare il pavimento, ha viaggiato sul materiale già depositato nel bacino e ha proseguito il suo viaggio sulla superficie della strada cantonale.

L’ufficio dei terremoti ha registrato, per lo scoscendimento di questa mattina, un sisma del 3° grado Richter.

Il materiale in movimento, per ora ancora attaccato alla montagna, è di 1 milione di metri cubi. Anche questo materiale prima o poi verrà giù.

Nella vicina Italia, appena ricevuto l’allarme, è stata aperta la diga del lago di Villa di Chiavenna, per lasciar transitare senza pericolo di inondazioni quello che è un fiume di fango in piena.

Il responsabile regionale della Polizia cantonale Andrea Mittner ha informato che sono stati 12 gli edifici danneggiati o distrutti dallo scoscendimento. Le persone presenti in Val Bondasca, diverse decine, sono state portate a valle con gli elicotteri della Rega e dell’Elibernina. Nessuno è rimasto ferito e non sono, al momento, segnalati dispersi.

Le persone che sono state fatte uscire dalle loro case non possono ancora farvi rientro. Le scuole di Vicosoprano rimangono chiuse.

FONTE: LA BREGAGLIA

 

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