“Noi Eravamo”: il Film sul volontariato nella Prima Guerra Mondiale sarà nelle sale il 22-23 e 24 maggio

“Noi Eravamo”: il Film sul volontariato nella Prima Guerra Mondiale sarà nelle sale il 22-23 e 24 maggio

ROMA – Arriva nelle sale italiane con un’uscita evento il 22, 23 e 24 maggio Noi eravamo, il nuovo film di Leonardo Tiberi, dopo il piccolo grande caso di pubblico – con numerosissime proiezioni in tutta Italia e una seguita prima televisiva – di Fango e Gloria. E come nel precedente lavoro, Tiberi torna a raccontare storie luoghi e volti della Prima Guerra mondiale, a cento anni dai fatti che cambiarono gli equilibri del mondo, con un intreccio sperimentale e avvincente di immagini dell’archivio dell’Istituto Luce – eccezionalmente colorizzate – e fiction. Questa volta il racconto punta l’obiettivo sui caratteri e le vicende dei volontari, uomini e donne e che portarono un profondo contributo nel conflitto, e nella storia di quella che sarà la futura nazione. Con una ricerca raffinata sull’attualizzazione delle immagini del Luce, a ricreare una guerra davvero come non si è mai vista, capace di amalgamarsi spettacolarmente con la trama di finzione, il film si affida a un cast di giovani talenti del grande e piccolo schermo, Alessandro Tersigni (il protagonista Guglielmo), Davide Giordano e Beatrice Arnera (nei panni di Agnese, volontaria nelle file della Croce rossa), alla prova matura del personaggio-chiave del film, Fiorello La Guardia, interpretato da Yari Gugliucci, affiancati dalle presenze di attori come Roberto Citran, Emanuela Grimalda ed Eliana Miglio. Un film che coniuga storia e spettacolo, memoria di legami a una terra e a una storia – da non dimenticare – di migrazioni di massa, documento e un forte impatto visivo, grazie anche a filologiche ricostruzioni delle scene aeree con apparecchi d’epoca. Un sapore di fedeltà storica che si accompagna all’uscita in concomitanza del 24 maggio, immortalato nella celeberrima ‘La leggenda del Piave’ che rivive nel film in un omaggio sorprendente di Renzo Arbore e del Motus Mandolin Quartet.

Prodotto da Maurizio e Manuel Tedesco per Baires Produzioni e da Istituto Luce Cinecittà in associazione con Gruppo Banco Desio e con il contributo della Regione del Veneto, il film si avvale di un’importante apporto istituzionale: il Patrocinio del Ministero della Difesa e la collaborazione di Aeronautica Militare, del Corpo Militare Volontario della Cri Ausiliario delle Forze Armate, e del Corpo delle Infermiere Volontarie della Cri Ausiliario delle Forze Armate. Riconosciuto di Interesse Culturale Nazionale, è realizzato con il sostegno della Regione Lazio- Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo, ed è inserito nel programma nazionale delle commemorazioni del Centenario della prima guerra mondiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un supporto intenso e prezioso che sarà festeggiato da una speciale anteprima a inviti del film il 15 maggio all’Auditorium Parco della Musica a Roma, con il cast e i rappresentanti delle istituzioni coinvolte.

IL FILM – Italia, tra la fine della Grande Guerra nel 1918 fino al 1933. 15 anni nella vita del paese e di tre ragazzi. Guglielmo e Luciano, uniti e divisi da una guerra cui hanno scelto di partecipare da volontari, e dall’amore per Agnese, giovanissima luminosa presenza delle loro vite, anche lei volontaria nel corpo delle amatissime crocerossine. Un intreccio di destini personali in una grande storia, uniti dal personaggio chiave e narratore della vicenda: Fiorello La Guardia, figlio di emigrati italiani, arrivato dall’America assieme a un centinaio di connazionali per combattere sui mitici aerei Caproni. Nella sua voce carismatica, nel suo fascino che sa di vecchia Europa e Nuovo Mondo, tra radici incancellabili e aspirazione al futuro, sta questa storia, che intreccia sorprendentemente eccezionali materiali dell’archivio Luce, colorizzati in modo da farne immagini di grande cinema, con scene di finzione che ci restituiscono tutta l’epica di un grande film di guerra, pace, e sentimenti. E saranno gli occhi di Fiorello a condurci dai campi in guerra nel Veneto del 1918, al 1933 di una finestra di uno studio di New York. La città di cui La Guardia diverrà indimenticabile sindaco. La Storia vista con gli occhi dell’emozione. Per ricordarci da dove veniamo, e che quella storia, come le immagini che la accompagnano, è ancora straordinariamente attuale, colorata e viva.

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