Perché al mega concerto di Vasco Rossi è filato tutto liscio?

Come è stato organizzato il servizio di emergenza di un’intera area durante il concerto che ha richiamato 220 mila persone al Modena Park, per ascoltare Vasco Rossi? Fra innovazioni tecnologiche, oculata gestione del personale e piccoli ma ingegnosi stratagemmi, ecco cosa è successo nei racconti dei coinvolti.

concerto_1MODENA – Il primo pensiero da spendere dopo lo splendido concerto di Vasco Rossi al Modena Park va sicuramente a chi, fra venerdì e domenica, non ha praticamente mai dormito. Operatori del 118 di Modena e di Bologna, direttori e responsabili dei servizi, capi reparto dei Vigili del Fuoco e comandati di zona, Agenti e funzionari di Prefettura e Questura. Tutti si sono prodigati in maniera straordinaria affinché il concerto più grande della storia del rock avvenisse sotto una protezione e una cura straordinari. Subito dopo viene il pensiero e il ringraziamento a chi al Modena Park c’era per garantire sicurezza e soccorso in qualunque evenienza: dai volontari soccorritori del 118 fino ai Vigili del Fuoco specializzati in NBCR, ognuno pronto per fronteggiare in modo adeguato ciò che sarebbe accaduto prima, durante o dopo il concerto.

Per quanto riguarda il versante sanitario, abbiamo parlato con il dottor Fabio Mora, coordinatore nella C.O. 118 Emilia Est. Il dottor Mora ci ha spiegato qualche numero in anteprima, che sarà poi analizzato in maniera più scientifica da tutto lo staff del 118 emiliano. Modena ha fatto da riferimento per l’area del concerto, coordinando tutta l’attività con una centrale di speciale locale, detta “Delta 0″. Questa centrale ha fatto da riferimento per il 118 Emilia Est che ha continuato ad occuparsi dell’emergenza ordinaria su Modena, in sinergia con il coordinamento locale per garantire i massimi livelli di assistenza. 

34Il piano di emergenza per il concerto di Vasco Rossi è stato realizzato dal Dipartimento Interaziendale di Emergenza Urgenza di Modena diretto dal dottor Stefano Toscani. Grazie alla totale collaborazione dei vari enti coinvolti – fra cui anche la Regione – è stato possibile concentrare un gran numero di risorse in poco spazio e in relativamente poco tempo.

L’organizzazione è stata realizzata in modo sinergico con il 118 territoriale di Modena – ci ha spiegato Mora – che ha organizzato in coordinamento la messa in campo delle risorse più fisiche, ovvero PMA e ambulanze. Per il concerto è stata creata una sotto-centrale d’area, che si è occupata del tracciamento e del controllo di tutto ciò che accadeva nell’area dei PIT (le fasce dove assistere al concerto) e nell’area rossa pedonalizzata, oltre che dei parcheggi. La sinergia fra centrale e sotto centrale è stata importante soprattutto perché Modena era quasi tagliata in due da questo evento, e quindi la fase straordinaria ha influito anche sulla gestione dell’ordinario”.

E’ infatti importante non ridurre nessun servizio al cittadino, nonostante sia in corso  un maxi-evento. Per questo la pianificazione ha richiesto molto tempo e coinvolto molte risorse: “Coordinare era fondamentale, perché al concerto di Vasco Rossi c’erano 71 squadre appiedate, 10 PMA, venti ambulanze non medicalizzate e tre equipaggi ALS (Advanced Live Support con medico e infermiere ndr) e una ILS solo per l’area del concerto. Il dispiego di forze è stato notevole ed è stato possibile solo grazie all’aiuto delle diverse aziende sanitarie della Regione Emilia Romagna”. Il personale dal 118 di tutta la Regione ha partecipato alla gestione interna dei PMA e delle squadre. A cui si sono aggiunte le risorse messe in campo dal volontariato. Croce Rossa Emilia Romagna e Anpas Emilia Romagna hanno fatto convergere su Modena volontari e mezzi da tutta la Regione. Chiaramente lo sforzo più grande è stato fatto da Modena, fulcro dell’evento e dell’organizzazione. Ma è molto importante segnalare come tutta la Regione abbia partecipato a questa organizzazione con mezzi e competenze.

concerto_6I dati di questa sinergia sono tutti nel numero di interventi effettuati: 1824 pazienti visitati all’interno dell’area concerto, nei PMA. Senza contare le piccole emergenze vissute durante i deflussi dai PIT verso le aree parcheggio, le aree ristoro o la stazione ferroviaria, dove si è avuto il picco più grande di concentrazione di interventi di “protezione civile”. Disidratazione, freddo e stanchezza sono stati gestiti in maniera molto rapida ed efficace, tanto che non ci sono stati disordini di nessun tipo.

Va quindi segnalato il grande lavoro svolto dietro le quinte dai soccorritori e dai centodiciottisti, che hanno anche sfruttato sistemi molto semplici ma efficaci per mappare il territorio di competenza. Già, perché se una persona sta male in mezzo ad altre 220 mila persone, è dura riuscire a trovarla se ti indica come riferimento il “PIT 3″. Per questo gli operatori sono stati formati sulla capacità di ricavare informazioni specifiche dagli spettatori, rispetto alla loro posizione. Numerazione delle torri del suono, localizzazione di punti di riferimento abbastanza precisi e mappatura anche dei parcheggi hanno permesso di arrivare molto rapidamente in quasi tutti i punti dell’area critica.

È il dottor Antonio Pastori, responsabile per l’emergenza urgenza all’assessorato per la salute della Regione Emilia Romagna, che spiega con un esempio calzante la dimensione dell’attività messa in campo per il concerto di Vasco Rossi: “Un dato statistico fa balzare agli occhi cosa andava affrontato: il 118 fa un intervento ogni 10 abitanti all’anno. Questo significa che, in un giorno, abbiamo dovuto pensare a gestire un’ipotesi di 22.000 interventi, dai più piccoli codici 0 (i bianchi ndr) fino ad eventuali codici 4, che purtroppo si è verificato il giorno prima del concerto con una persona deceduta per infarto. Dobbiamo tenere a mente tutto quanto è stato fatto con questa esperienza, soprattutto perché è stato un ottimo esempio di lavoro integrato fra tutte le forze in campo”.

37Il lavoro preparatorio che ha coinvolto autorità sanitarie, Prefettura, Vigili del Fuoco e Forze dell’Ordine è stato diretto dal responsabile dell’unità interaziendale di Emergenza-Urgenza, il dottor Stefano Toscani. La soddisfazione è palpabile nelle sue parole, perché la gestione di un maxi-evento simile non ha causato ripercussioni o rallentamenti gravi. “Sicuramente questo evento ha comportato uno sforzo organizzativo molto importante. Abbiamo pensato a molte tipologie di problematiche, e ci siamo trovati ad affrontare anche cose non previste. Per esempio eravamo prontissimi ad affrontare casi di disidratazione e svenimenti da colpo di calore, ma la temperatura si è abbassata. Contemporaneamente però ci siamo dovuti attivare con velocità per affrontare casi di sospetta ipotermia perché le prime persone che sono entrate nell’area del Parco Ferrari erano vestite pochissimo, e non avevano sacchi a pelo perché erano stati vietati. Quindi abbiamo dovuto distribuire con la Protezione Civile più di mille e 600 coperte”.

concerto_2A funzionare molto bene, a detta di tutti gli intervistati, è stata la settorializzazione realizzata con la collaborazione del GOS, cioè del gruppo operativo sicurezza che è sotto il controllo della Prefettura. La preoccupazione dei soccorritori infatti è stata quella di individuare precocemente i casi di malore e i pazienti. “su 980 metri di lunghezza e 350 metri di larghezza l’area da coprire era estesa, e ci è venuta in soccorso la tecnologia delle radio geo-localizzate. In questo modo Delta zero, il responsabile della sub-centrale 118, era sempre a conoscenza delle posizioni dei suoi operatori. Quando arrivava una chiamata, il GOS e il GOC aiutavano a trovare il chiamante con la videosorveglianza. “Siamo riusciti a dare alla centrale un ritorno visivo – ha aggiunto Toscani – e questa attività è stata molto utile anche durante la fase di esodo, quando i numeri elevati delle persone si sono riversate fuori dall’area del parco.

Da non dimenticare poi tutto quello che era stato preparato nell’evenienza di un attacco terroristico, e che per fortuna non è stato mai utilizzato: “Era presente un nucleo NBCR da Ravenna, con tutta l’attrezzatura adeguata per la decontaminazione e un PMA specifico per queste attività. Abbiamo scelto di fare questa attivazione – ha spiegato ancora Fabio Mora – per essere pronti con competenze specifiche già sul posto”.

In estrema sintesi, l’evento Vasco Rossi a Modena ha insegnato come la cooperazione interforze e la pianificazione abbiamo un ruolo fondamentale affinché siano ridotti al minimo i disagi sia dei partecipanti, che di chi subisce una situazione come l’intera città di Modena (che è stata “assediata” da un esercito molto numeroso, ancorché pacifico) dove nonostante il concerto di Vasco erano presenti due piazze occupate dalla notte bianca.

 

I numeri ANPAS Emilia Romagna per l’evento Modena Park

anpas_bonolisL’organizzazione che ha garantito l’assistenza sanitaria al Modena Park in occasione del Concerto di Vasco Rossi di Sabato 01 Luglio 2017, è stata progettata dall’Azienda Ausl di Modena e dal Coordinamento Anpas della Provincia di Modena per poter fare soccorso con circa 1500 interventi nell’arco della giornata, a partire da quando i cancelli dell’area sono stati aperti al pubblico alle 21.00 del venerdì sera.

Gli oltre 220.000 spettatori per seguire l’atteso evento musicale conteranno sulla presenza capillare ed attiva di 400 volontari e di 100 operatori sanitari della Ausl di Modena.

I dieci Posti Medici Avanzati (PMA) allestiti all’interno dell’area erano costituiti da due tende, una con funzioni di accoglienza, valutazione e trattamento e l’altra con funzioni di primo soccorso. In ciascun PMA erano disponibili 2 medici e 3 infermieri

Nei diversi settori dell’area concerto sono presenti, inoltre, sino a 70 squadre di recupero e primo soccorso composte da volontari soccorritori, per una proporzione di 1 squadra ogni circa 3.500 spettatori. Nella fase di deflusso una quota delle squadre verrà opportunamente ri-dislocata in corrispondenza dei percorsi di uscita.

35Le 45 ambulanze disposte nell’arco della giornata sono state impiegate in numero variabile e con differente capacità assistenziale a seconda della fase dell’evento.

Questi i numeri di persone e mezzi che, tenuti in costante contatto da un ponte radio appositamente allestito, da una frequenza dedicata e sotto un attento coordinamento di una centrale logistica dedicata hanno garantito l’assistenza sanitaria al Modena Park in occasione del concerto che ha visto sul palco Vasco Rossi nell’evento del secolo.

Come spiega Alessandra Trabucco, Responsabile del Servizio e Coordinatrice di Modena: ““Desidero ringraziare i numerosi Volontari che da tutta la Regione sono venuti fin qui, ringrazio il Coordinamento Provinciale di Modena per la grande disponibilità, preparazione e per aver assicurato una assistenza adeguata ad un evento così importante.  Ogni volta che si realizzano iniziative di questa portata l’organizzazione migliora, grazie all’esperienza acquisita e alla collaborazione di tutte le forze in campo. Ancora una volta la capacità di essere uniti come Pubbliche Assistenze ha fatto sì che si potesse raggiungere un grande risultato, all’altezza di un concerto come questo. Bravi Bravi Bravi!!!””

Massimo Annichiarico Direttore Generale Ausl Modena  ha dichiarato: “ Credo sia una grande esperienza l’organizzazione di un evento così importante soprattutto perché ci ha permesso di imparare a lavorare bene in gruppo in questi mesi di lavoro  ” ha sottolineato anche “ importantissimo il supporto dei volontari che ci hanno permesso di avere un grande sostegno nei posti medici avanzati e sulle ambulanze ai medici e agli infermieri che operano
Grande esempio di lavoro di gruppo. ”

 

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