REPORT – Terremoto in Centro Italia, 5 mesi di inteso impegno con le Misericordie d’Italia

REPORT – Terremoto in Centro Italia, 5 mesi di inteso impegno con le Misericordie d’Italia

2017-02-23-PHOTO-00000002180 giorni di lavoro intenso, senza sosta, per migliaia di  volontari. Che cosa è stato fatto per l’emergenza terremoto in Centro Italia dalle Misericordie? Ecco il report dei 2.500 confratelli impegnati per alleviare il peso delle morti e delle macerie che stanno opprimendo Amatrice, Norcia e gli altri borghi dell’Appennino ferito. Dal torrido e devastante 26 agosto che ha cambiato le vite di Amatrice e Accumoli, alla emergenza neve di poche settimane fa, ecco cosa è stato messo in campo.

Duemila cinquecento volontari, oltre 200 mezzi e una serie di strutture di ricovero e sostegno per la popolazione. Sono passati ormai 5 mesi dalla prima scossa di terremoto in centro Italia, era notte l’epicentro situato nel comune di Amatrice a pochi minuti dall’evento le squadre delle Misericordie Italiane erano già in prima fila per trovare i dispersi sotto le macerie, dare sollievo ai sopravvissuti, valutare i danni e da subito è stata attivata la centrale operativa nazionale. Da allora, purtroppo l’emergenza non è mai terminata ed il lavoro dei Confratelli è stato instancabile.

Sono stati circa 2500 i volontari impegnati che hanno operato in numerose strutture del centro italia, nei comuni laziali, prima e umbri e marchigiani successivamente ed adesso anche in Abruzzo dopo le ultime vicende legate al maltempo. Fra le strutture delle Misericordie più importanti sicuramente il campo di Sant’Angelo di Amatrice che inizialmente ha accolto anche 250 persone , la mensa di Cascia (vedi comunicato con bilancio finale) e il centro d’accoglienza a Porto Sant’Elpidio.

15181198_2164229193802827_8352781524431481067_nUn discorso a parte fa fatto per il PASS punto di assistenza sanitaria che ospitava servizi sanitari e medici di base ad Amatrice sulla via Salaria che ha erogato ben 6100 prestazioni, un vero e proprio esempio per tutto il m ondo tanto che è stato visitato addirittura da una delegazione Giapponese e ha ricevuto i complimenti dell’Unione Europea.

Le Misericordie hanno anche messo in campo oltre 200 mezzi tra ambulanze, squadre di ricognizione, mezzi di trasporto e, ultimamente, spalaneve e frese antineve. Negli ultimi giorni in particolare circa 75 volontari sono stati impiegati per la ricognizione nelle varie località rimaste isolate a causa del forte maltempo.

Ricordiamo anche che le Misericordie grazie all’aiuto di sponsor privati hanno costruito tre scuole antisismiche in appena un mese, in tre comuni colpiti dal sisma Cittareale, Gualdo di Macerata e Acqusanta ridando la speranza alle comunità.

Alla straordinaria risposta data subito dopo il sisma, le Misericordie hanno aggiunto anche una risposta supplettiva di fronte all’emergenza neve, che ha bloccato completamente il versante orientale dell’appennino italiano, da Macerata fino a Chieti. Una nevicata straordinaria che ha visto migliaia di persone in azione, ancora una volta, per liberare dalla neve le persone e per ridare a tutti un luogo abitabile.

DAL TERREMOTO ALL’EMERGENZA NEVE, MEZZI E UOMINI CHE HANNO AIUTATO A RISOLVERE L’EMERGENZA

2017-02-23-PHOTO-00000004“Ci siamo subito attivati per affrontare le due emergenze – ha spiegato Alberto Corsinovi, responsabile dell’Area Emergenza della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia- e nella prima fase dell’emergenza abbiamo inviato 75 volontari provenienti prevalentemente dalle Misericordie di Toscana e Lazio, più vicine alle zone colpite. Oltre agli uomini le Misericordie sono tornati ad attivarsi su Montereale, epicentro delle nuove scosse, con una cucina da campo, moduli bagno e mezzi antineve (spalaneve, turbine ecc…) ed altre strutture logistiche”.

Il volontariato delle Misericordie è stato un forte rinforzo ai gruppi già presenti su Amatrice, Ussita e Cascia, luoghi dove a gennaio la neve ha raggiunto il metro di altezza, con temperature polari. Dopo l’emergenza, a fine gennaio, a Cascia è stato chiuso il centro di supporto alimentare, la mensa che la Confederazione delle Misericordie ha attivato dopo le scosse del 30 ottobre. In totale quella struttura ha erogato 100.000 pasti in 90 giorni, grazie al contributo dei cuochi delle Contrade del Palio di Siena.

2017-02-23-PHOTO-00000009 La mensa è stata a servizio di tutti coloro che vivevano a Cascia, gli sfollati, chi nel territorio ha operato a soccorso della popolazione (Vigili del Fuoco, militari, volontari). Oltre a ciò, grazie al contributo delle associazioni del territorio i pasti preparati venivano anche distribuiti nelle tante frazioni del Comune, per venire incontro anche ai numerosi anziani presenti in quei luoghi.

Per le Misericordie la gestione della struttura è stata un grande impegno, tantissimi sono stati le sorelle ed i fratelli che si sono avvicendati provenienti da tutta Italia, con guide di eccezione: i cuochi delle Contrade del Palio di Siena che a turno sono arrivati a Cascia per dare il proprio contributo mostrando davvero un cuore grande.

La mensa di Cascia è stata un luogo importante per la comunità, perché non ha offerto solo un pasto caldo, ma anche sostegno morale, i fratelli sono sempre stati disponibili ad ascoltare, aiutare, tanto che si sono costruiti rapporti e legami importanti con gli enti locali del territorio, ma soprattutto con i cittadini. Un segno profondo, che, molto presto porterà alla nascita, nei luoghi di Santa Rita, di una nuova Misericordia.

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Il mondo del volontariato ha dimostrato la sua forza e la sua reattività in occasione di questo terremoto. Ma una struttura come quella delle Misericordie può funzionare perfettamente solo se ci sono tanti volontari disponibili. Il nostro obiettivo è quindi quello di spronare il nostro pubblico occasionale, quello fatta da giovani e da avidi lettori di notizie, affinché prendano spunto da questi articoli per andare a formarsi nella più vicina associazione. Per quanto riguarda le Misericordie d’Italia, a questo link potete trovare maggiori informazioni per diventare volontari sanitari o di Protezione Civile.

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