Nasce a Firenze una rete di associazioni per tornare a coniugare insieme le parole ‘giovani’ e ‘lavoro’

Nasce a Firenze una rete di associazioni per tornare a coniugare insieme le parole ‘giovani’ e ‘lavoro’

“Rifacciamo insieme il lavoro” è il nome, ma anche la ‘mission’ dichiarata della Rete di associazioni che si è costituita oggi pomeriggio a Firenze, con lo scopo di tornare a coniugare insieme le parole ‘giovani’ e ‘lavoro’, per riportare l’economia a servizio della società e creare opportunità di lavoro, soprattutto per i giovani.

Si tratta delle articolazioni locali e regionali di undici associazioni attive nel mondo giovanile: Agesci, Azione cattolica Firenze, Azione cattolica Fiesole, Caritas Firenze, Centro diocesano giovani Firenze, Cisl Firenze-Prato, Consulta giovani della diocesi di Fiesole, Giovani democratici Firenze, Fuci Firenze, Opera per la gioventù Giorgio La Pira, Progetto Policoro.

Nell’incontro di oggi, a cui è intervenuto anche l’assessore alle politiche giovanili del comune di Firenze Andrea Vannucci, è stato sottoscritto un manifesto di intenti e di valori comuni. Punto di partenza la constatazione che “la cittadinanza sociale ha come cardine il lavoro, oggi penalizzato dall’instabilità di un sistema economico colpito da una dura crisi e sempre meno politicamente orientato alla piena occupazione”. Uno scenario a fronte del quale “è necessario aprire ulteriori strade che generino opportunità di lavoro” agendo “nell’ottica dell’economia civile.”

“L’obiettivo del progetto – è scritto ancora nel manifesto - è quello di costruire relazioni di comunità, animando culturalmente il territorio e realizzando modalità innovative nella ricerca e nell’inserimento al lavoro dei giovani, modalità che favoriscano l’inclusione sociale delle persone e al tempo stesso propongano pratiche di nuova economia.”

Sempre secondo il documento approvato “l’offerta può modificare la domanda, se riparte dalla domanda di cura della persona e della comunità, (welfare generativo, attività sociali, educative, ricreative, ecc.), dalla salvaguardia sul territorio dei beni comuni (ambiente, cultura, arte, turismo, ecc.), e dal rilancio di settori come l’agricoltura, ecc.”

Tutto ciò può essere possibile attraverso un “metodo di lavoro centrato sulla valorizzazione e sul funzionamento della rete di associazioni” che porti, “nell’integrazione di idealità, saperi, risorse, competenze” a “dare vita a luoghi di elaborazione, condivisione, animazione culturale accompagnamento delle giovani generazioni nell’inserimento al lavoro e nella transizione all’età adulta.”

 

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