118 Puglia, maxi truffa per 265mila euro all'Asl Lecce: condannato presidente associazione volontariato 118

118 in Puglia, veramente una brutta storia: per 4 anni avrebbe ricevuto soldi per rimborsi spese non dovuti dall’Asl di Lecce. La cifra complessiva, alla fine, sarebbe stata pari a 265 mila euro.

SERVIZIO 118 IN PUGLIA, LA LIMPIDEZZA NON E’ STATA UNA CHIMERA

La vicenda e la condanna conseguono ad un’inchiesta aperta a gennaio 2015: il procutore aggiunto Antonio De Donno formulò allora nei confronti del legale rappresentante dell’Associazione Volontariato Gruppo C.B.G. Rambo, con sede a Chimera, e di altre organizzazioni l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato.

I blitz della Guardia di Finanza condussero allora al sequestro di contratti, bilanci, bandi di gara e rimborsi.

L’ipotesi configurata dall’accusa fu allora esplicita: aver messo in piedi una struttura di finto volontariato, comprensiva di infermieri “abusivi”, ambulanze fantasma e mancato adeguamento alle linee guida regionali.

Ne consegue che i rimborsi ottenuti per quei servizi fittizi, secondo l’impianto accusatorio, fossero illeciti e ottenuti in modo truffaldino.

ASL LECCE TRUFFATA PER SERVIZIO 118, IN PUGLIA CONDANNATO IL PRESIDENTE FRANCO DE MITRI

L’uso dei tempi verbali al condizionale è presto spiegato: in questi giorni la condanna del presidente e legale rappresentante dell’ Associazione di Volontariato Gruppo C.B.G. Rambo, Franco De Mitri, 64 anni di Chimera.

In primo grado. Il che implica che può dimostrare la propria innocenza nei successivi gradi di giudizio. Ed in Italia si è innocenti fino alla conclusione dell’iter giudiziario.

Fatta salva questa evidenza, al signor De Mitri è stata comminata una pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione.

Ultimo di una serie di inchiodati dalla serrata attività della Polizia Tributaria, che ha messo a nudo tutte le responsabilità di svariate organizzazioni sedicenti di volontariato.

Al presidente è stato contestato, il linguaggio non è forense ma serve per semplificare il concetto, di aver sostanzialmente fatto la cresta sui rimborsi, inferiori ai quasi 23 mila euro mensili corrisposti dall’ Asl Lecce per i servizi di trasporto sanitario dei pazienti nel sistema di emergenza urgenza del 118.

I rimborsi sono relativi agli anni fiscali 2011, 2012, 2013, 2014, e come detto i guardagni illeciti ammontano a complessivi 265mila euro.

Una volta depositate le motivazioni della sentenza di condanna i legali Mario e Stefano Bortone, che assistono il condannato in primo grado, potranno presentare appello.

Data la vasta eco di quell’inchiesta in Puglia quando venne aperta, l’internalizzazione del servizio 118 in atto in queste settimane appare quantomai opportuna e tempestiva. Sia per la condizione contrattuale dei lavoratori del soccorso, sia per il denaro di tutti noi contribuenti.

PER APPROFONDIRE:

SEUS 118, INTERNALIZZAZIONE DEL TRASPORTO SANITARIO EMERGENZA URGENZA: L’ASL DI LECCE ASSUME 53 SOCCORRITORI

FONTE DELL’ARTICOLO:

CORRIERE SALENTINO

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