Croce Rossa di nuovo pubblica? Ecco cosa riporta la proposta del Governo.

Dopo la privatizzazione del 2012 raggiunta con grandi sacrifici ed enormi problemi burocratici, il Governo giallo-verde tenta di riportare la Croce Rossa al fasto che fu.

Il tentativo di rendere nuovamente pubblico l’ente strumentale è scritto in una proposta che oggi passerà il voto della Consulta. Profili di incostituzionalità della privatizzazione fanno tremare i tecnici del ministero. Quali sono i profili di rischio? Vediamolo nel testo presentato dal Governo.

G/2942/58/5

MANDELLI

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

considerato che:

secondo quanto di legge nell’ordinanza di rimessione alla Corte Costituzionale del TAR Lazio, «l’intero impianto del decreto legislativo n. 178 del 2012 (articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 8) appare invece frutto di eccesso di delega, né si presta ad interpretazione costituzionalmente orientata, in quanto non riconducibile ad una chiara volontà del legislatore delegante, le cui finalità di mera riorganizzazione e riordino del rapporto di vigilanza – ferme restando le funzioni attribuite agli enti e le disposizioni vigenti per il personale in servizio – sono state rispettate per altri enti e istituti, che in attuazione del medesimo art. 2 della legge n. 183 del 2010 non hanno perso la propria natura giuridica, senza alcun negativo impatto sul personale»;

ne consegue che l’unico modo per eliminare i possibili rischi di un più che probabile giudizio di illegittimità costituzionale, sia il ripristino dello status quo e cioè al ripristino dell’Ente strumentale alla CRI (ente pubblico);

l’Associazione Croce Rossa Italiana verrebbe estinta ape legis, al pari di come è stata concepita, ed il relativo personale assorbito dall’Ente strumentale alla CRI;

per quanto attiene al personale militare, la cui «smilitarizzazione coatta» potrebbe essere autonomamente censurata di incostituzionalità, è prefigurato un volontario ritorno allo status di militare – in un contingente ad esaurimento – con il grado rivestito all’atto del congedo. La volontarietà di tale transito è stata delineata al fine di tutelare al massimo le aspettative del personale che, in taluni casi, potrebbe lamentare uno «stress da navetta» dovuta alle ipotesi in cui dalla condizione militari si sia passati ad un’appagante situazione di lavoro dipendente nei ruoli del personale civile dell’Associazione. La previsione di un’istanza di parte, invece, neutralizza da subito eventuali ipotesi di contenzioso riconducibile a quella che – di fatto – è una doppia mobilità nel volgere di due anni. Al fine di realizzate tale procedura – come pure il riassorbimento del personale civile – la norma prevede il rinvio ad un regolamento in cui potranno essere delineate nel dettaglio tempistiche e modalità di tale operazione;

per quanto attiene al profilo patrimoniale, invece, la disposizione prevede innanzitutto la salvezza degli effetti degli atti trascritti. Tale disposizione è necessaria al fine di non pregiudicare ulteriormente la disastrosa situazione economico-patrimoniale dell’Ente dovuta all’enorme massa passiva costituita da debiti e da soccombenza in sede di giudizio. Molti dei cespiti già nel patrimonio della vecchia Croce Rossa, infatti, ai sensi del decreto legislativo n. 178 del 2012 sono stati alienati al fine del ripianamento del debito. Occorre dunque, in sede di riforma, non pregiudicare le posizioni debitorie estinte o per le quali i negozi stipulati e trascritte sono stati destinati a produrre effetti;

sotto il profilo tecnico finanziario il provvedimento non è suscettibile di produrre oneri in quanto il personale destinato a rientrare nella CRI non è mai stato sganciato dall’erano quanto ad oneri finanziari relativi al proprio trattamento economico;

impegna il Governo a:

valutare la possibilità di trasferire le funzioni pubblicistiche assegnate all’Associazione Croce Rossa italiana all’Ente strumentale alla CRI (ente pubblico), già esistente, rinominandolo, e prevedendo che sia retto da un commissario straordinario, nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.


Proposta consultabile anche a questo link

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