Freddo e neve: come prevenire il problema appannaggio vetri in ambulanza?

Riscaldamento in ambulanza: quali regole ci servono per fare servizi sempre al massimo delle capacità e con tempi ridotti di intervento?

Per eliminare la fastidiosa e pericolosa foschia dal parabrezza, bisogna puntare le ventole dell’aria verso il vetro e accendere il riscaldamento al massimo per qualche istante. E quali altri accorgimento è bene prendere per un mezzo efficiente in ogni momento del servizio? E’ meglio tenere il mezzo accesso durante la sosta in inverno? E quali accorgimenti se l’equipaggio deve lasciare il mezzo in sosta per lungo tempo? Impostare una temperatura omogenea di 21,5° all’interno dell’abitacolo garantisce una guida sicura e confortevole. A differenza dell’aria condizionata, il riscaldamento non consuma carburante o acqua extra ma va regolato per essere sempre al massimo dell’efficienza di guida.

 

Temperature sotto zero, neve, asfalto ghiacciato e vento. Lavorare in ambulanza con l’ondata di freddo che ha investito gran parte dell’Europa in queste ultime settimane non è di certo facile. Quando si svolgono servizi di emergenza però sappiamo bene che ogni minuto conta, e l’appannamento dei vetri dell’auto può farci perdere preziosi secondi. I consigli e le raccomandazioni seguenti sono utili per una guida sicura e confortevole in caso di freddo e maltempo, ma anche per avere sempre un veicolo efficiente senza tentennamenti:

L’appannamento dei vetri è causato dal contrasto tra la temperatura esterna e quella più alta dell’abitacolo. L’umidità si condensa e il vetro diventa un ostacolo alla visibilità. “Quando capita questo, bisogna alzare al massimo il riscaldamento e puntare il getto dell’aria su finestrini e parabrezza” spiega l’ingegnere SEAT María García in una comunicazione molto precisa per aiutare gli automobilisti. In alcuni veicoli esistono sistemi come il Defrost Max, della SEAT Ateca, che velocizzano il processo e funzionano in modo similare allo sbrinamento del lunotto. L’aria condizionata può velocizzare il processo, soprattutto perché può funzionare come de-umidificatore dell’ambiente, ma non è necessaria. Un altro interessante accorgimento è quello che permette di tenere acceso il veicolo di emergenza, anche se il conducente scende con le chiavi in dotazione e chiude tutte le portiere. In questo modo – pur consumando un po’ più di carburante – il veicolo manterrà sia il funzionamento del riscaldamento nel vano guida che il funzionamento del riscaldamento del vano sanitario senza andare ad inficiare sulle batterie in dotazione.

Alla guida: abbigliamento invernale sì o no?

Guanti e giacca, oltre agli indumenti per ridurre il freddo come scaldacollo o berrette limitano la libertà di movimento, e di conseguenza costituiscono un rischio per la sicurezza. I guanti soprattutto non andrebbero mai indossati per evitare di perdere contatto con il volante. Invece se il vostro veicolo possiede in dotazione i sedili riscaldabili, per scaldarsi velocemente una volta nell’abitacolo sono una buona soluzione. Ristorano il corpo nel minor tempo possibile. “Si dovrebbe attivare il riscaldamento dei sedili appena entrati in auto, per regolarlo poi man mano che ci si sente a proprio agio con la temperatura. Non è consigliabile inoltre lasciarlo al massimo per molto tempo”, spiega sempre l’ingegnere di SEAT María García, perché i tempi di acclimatamento sono abbastanza rapidi.

Come per le auto, anche nelle ambulanze la temperatura ideale è di circa 21,5°. Questa “temperatura comfort” è gestita generalmente in modo automatico dai climatizzatori, e andrebbe modificata solo in particolari casi. Solitamente con le impostazioni automatiche degli attuali sistemi di aria calda o fredda si possono generare flussi uniformi che garantiscono una buona temperatura ovunque.  Bisogna pensare che l’aria in uscita dalle grate ha una temperatura di circa 40° in basso, vicino ai piedi, e si raffredda man mano che sale verso la parte superiore del corpo e della testa. Quest’aria e queste temperature mantengono il conducente più vigile perché guidare con la parte superiore del corpo esposta a un calore eccessivo può causare sonnolenza. “Se la temperatura del vano di guida o del vano sanitario  supera i 35° l’effetto causato nelle persone a bordo è simile al quello di un tasso alcolemico nel sangue pari a 0,5 g/l”, precisa l’ingegnere.

Il riscaldamento è – se non si attiva il climatizzatore – senza costi aggiuntivi: il riscaldamento non genera nessun consumo extra né di carburante, né di acqua. Questo perché per produrre aria calda viene utilizzata l’acqua calda generata dal motore, che ci ritorna poi a una temperatura, con un effetto positivo anche per il radiatore.

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