Celebrare le donne in uniforme tutti i giorni, non solo l’8 marzo

Tutti i giorni ci sono donne e mamme che si impegnano per la sicurezza di tutti i cittadini, e non vanno celebrate solo l'8 marzo con una ricorrenza ormai troppo commerciale.

Tutti i giorni ci sono donne e mamme che si impegnano per la sicurezza di tutti i cittadini, donne in uniforme che non vanno celebrate solo l’8 marzo.

La giornata internazionale delle donne è per tutte le donne del mondo, ma ci sono alcune di esse che con passione e dedizione per la sicurezza, la salute, la resilienza, la prevenzione proteggono tutti quanti.

Dottoresse, infermiere, soccorritrici, volontarie, Vigili del Fuoco, Agenti di Polizia, Carabiniere, Soldate: ogni donna che si impegna in questi campi ha di certo più energia dei colleghi uomini. Questo perché nel tempo le donne hanno dovuto affrontare difficoltà significative che non possono essere ignorate: pagamenti differenziati, divisioni di genere, comportamenti omofobi e mancanza di rispetto.

Le donne hanno dimostrato di saper essere più forti degli uomini, coraggiose e capaci di esserlo anche senza rifiutare un pizzico di sacrosanta vanità. Perché, e bisogna ricordarlo sempre, si può essere donne anche vestendo una compita uniforme.

Ogni giorno però c’è qualcosa che ci ricorda che le donne sono straordinarie non soltanto l’otto di marzo, ma tutto l’anno, e in tutto il mondo. Per vedere queste forti donne in servizio potete usare Instagram e l’hashtag #womeninuniform. Queste moderne eroine che vengono seguite da migliaia di persone, raccontano i momenti della propria vita senza mai perdere il sorriso. Vicino alle immagini in divisa è spesso facile trovare contrapposti immagini in borghese, dove è ancora più evidente il contrasto che ci insegna come le donne in divisa sono una costante e crescente normalità.

La storia però di queste donne in divisa non sarebbe stata possibile se nel 1902 non ci fosse stata la prima donna in ambulanza a rendere possibile la visione del contrasto e dell’uguaglianza. Era un freddo inverno quello del gennaio 1902 a New York, quando i giornali di Manhattan raccontarono la storia dell’anno, incredibile controversia che provocò proteste e discussioni. Per la prima volta nella storia una donna era diventata specializzanda in Ospedale. Ed era così brava che aveva attivato il servizio di ambulanza cittadino, potendo praticare “alla pari” con i colleghi uomini.

Emily Barringer nel 1902

Il suo nome era Emily Barringer, una donna bella e slanciata che a 25 anni iniziò la rivoluzione che ha portato le donne ad avere pari dignità nel mondo medico agli uomini. Visse 8 anni di sacrifici e di studio, e non fu sufficiente per guadagnare il dovuto rispetto e la dovuta considerazione. Arrivano più tardi, quando lei aveva già fatto tantissimo in una carriera incredibile. La dottoressa Barringer era stata specialista chirurgo al New York Infirmary for Women and Childre, dove si era specializzata negli studi sulle malattie veneree, e durante la Prima Guerra Mondiale fece da vice presidente per l’American Women’s Hospital War Service Committee nella NMWA. Raccolse con grandi iniziative i soldi necessari ad alelstire un’ambulanza per il fronte europeo perché sapeva quanto fosse importante avere mezzi di soccorso avanzati in situazioni critiche. E fu la prima donna specializzanda al Gouverneur Hospital e la prima donna medico in ambulanza della storia. Non dimentichiamo la sua esperienza e non dimentichiamo di celebrare ogni giorno le donne in uniforme che rendono il mondo un posto migliore!

 

I commenti sono chiusi.