Elisoccorso, la realtà della squadra fra competenza, emozione e pratica. In volo con Eliparma

PARMA – Kilo November staziona irradiando di giallo la piazzola dell’Ospedale Maggiore di Parma, in una bella giornata primaverile. Nel frattempo l’equipaggio di Eliparma accoglie la troupe di Emergency Live e Fiammeblu,  per raccontare la vita “dell’elicottero” fra missioni complesse, velocità decisionale ed emozioni da gestire.

L’elicottero da sempre è la punta di diamante del soccorso sanitario. Riesce a portare l’equipe avanzata, dove altri mezzi difficilmente arrivano, diventando così una risorsa estremamente importante per il servizio territoriale di emergenza-urgenza.

 

Il servizio per essere attivo deve non soltanto avere un elicottero disponibile, ma anche un team specializzato che comprenda: un Coordinatore di volo per gestire le missioni dalla Centrale Operativa (CVS), un servizio antincendio di terra, un tecnico di volo, il comandante (nonché pilota del velivolo). Ma non è certo finita qui, perché le competenze e le necessità dei servizi di elisoccorso moderni sono molte, e tutte importanti: Oltre alle classiche figure ci deve ovviamente essere una squadra sanitaria composta da un medico anestesista/rianimatore, un AVS (assistente di volo sanitario) e – figura da approfondire – un HCM (Hems Crew Member).

Ogni missione è diversa e l’approccio alla scena è un aspetto importante che viene curato fin dalla telefonata in 118. La base di tutto sono le informazioni degli operatori in Centrale Operativa e poi – grazie all’utilizzo di nuove tecnologie gps e satellitari – quelle che raccoglie il team e l’intelligenza artificiale dei localizzatori di centrale. Arrivati sul target il comandante effettua una doppia ricognizione se possibile per valutare la presenza di ostacoli, condizioni metereologiche e sicurezza della scena. Il pilota non deve avere nessun tipo di contatto a livello sanitario, per evitare infortuni e per mantenere un distacco psicologico.

L’elicottero della postazione di Parma opera in un territorio che comprende zone montane o sopraelevate, ma non è provvisto di un sistema a vericello. In questi casi è direttamente la Centrale Operativa, a seconda delle informazioni ricevute, che sceglie se inviare EliPavullo o se magari inviare Eliparma per una stabilizzazione primaria del paziente ed in un secondo momento un mezzo per l’estrazione.

Per il momento l’elicottero di Parma non è abilitato al volo notturno ma fornisce piazzola di atterraggio e team tecnico per il volo di EliBologna, già abilitato. In futuro ci potrebbe essere un cambio di velivolo per avere una maggiore autonomia, ma tutto è ancora in fase decisionale e le uniche notizie disponibili arrivano da voci di corridoio non confermate.

La cosa importante che bisogna segnalare è l’interoperabilità che EliParma opera già dall’anno scorso, in un’ottica di interventi e collaborazioni con Lombardia, Toscana e Liguria. Per gli interventi in territori di confine coordinati da diverse Centrali Operative, Eliparma è sempre a disposizione perché si trova in un punto estremamente nevralgico sull’asse della pianura padana. Spesso Cremona attiva Parma piuttosto che Brescia, sia per condizioni orografiche che non richiedono verricello, sia per una vicinanza logistica delle strutture, che distano solo 40 km in linea d’aria.

Come immagina qualsiasi operatore del soccorso, la vita degli operatori HEMS è rapida, intensa, adrenalinica. La velocità di valutazione e di pensiero è fondamentale. Già dalle informazioni date alla Centrale Operativa, si preparano i farmaci aspirati e ci si appuntano i vari dosaggi possibili sui guanti. Il tempo è il peggior nemico e l’attivazione di un equipaggio HEMS è legata proprio a questo fattore.

Tutti i componenti sanitari di EliParma devono essere autonomi nella gestione dei pazienti, specialmente in quelle situazioni dove le vittime sono molte ed i sanitari in numero inferiore. Ci deve essere distacco emotivo ma soprattutto bisogna essere veramente motivati per lavorare in un team che fa migliaia di ore di volo e di interventi ad alta competenza. Non è un servizio adatto a tutti, anche perché si arriva all’elicottero dopo un percorso formativo lungo, dopo anni passati nei reparti ospedalieri prima e in emergenza extra ospedaliera poi. Gli aggiornamenti sono continui per permettere una formazione avanzata sia individuale che di squadra.

Tutte queste figure collaborano strettamente per una perfetta gestione dei vari interventi con ruoli ben definiti e precisi, ma che si incastrano perfettamente per dar vita ad una squadra in grado di gestire anche gli interventi più difficili, sia tecnicamente che psicologicamente.

Per questo il lavoro dell’HEMS Crew Member è molto importante, tocca vari aspetti delle competenze infermieristiche, e permette all’operatore di approcciarsi non soltanto al paziente, ma anche al volo vero e proprio. L’HCM è diventata una figura fondamentale per il pilota, diventando di fatto un assistente al volo con abilitazione al supporto in navigazione.

Il lavoro però non finisce allo spegnimento dei rotori, anzi è proprio in quel momento che subentra una nuova formazione, una nuova tipologia di attività, che vede sempre l’HCM al centro del sistema. Si tratta del lavoro di debriefing e di team building. Infatti fuori dall’intervento è necessario lavorare per sostenere l’unità della squadra, curando anche il lato psicologico che può gravare molto a seguito di missioni “particolari”, cioè durante quei ritorni dove senti in cuffia solo un silenzio assordante. L’HCM deve riunire il team una volta atterrato, a mente fredda, e fare un debriefing dell’intervento, per rinforzare lo spirito di squadra ma anche per curare aspetti logistici e tecnici in gioco durante gli interventi. La Regione Emilia-Romagna è molto avanti in questo, curando l’impatto psicologico con percorsi appositi.

L’elisoccorso è un servizio di soccorso  avanzato con un personale tecnico/sanitario preparato a gestire le situazioni più difficile in contesti ardui, supportati da una grande preparazione, da una forma mentis dinamica e predisposta al lavoro di squadra.

Questo è il sunto della mattinata passata con l’equipaggio di EliParma, che ha risposto alle nostre domande con gentilezza, professionalità e disponibilità. L’approfondimento breve ma intenso per capire come è la vita del team dell’elisoccorso è un modo per dare agli infermieri e a chi in futuro vorrà entrare nel mondo professionistico, una visione di quello che potrebbe essere l’impiego operativo.

Ringraziamo per la disponibilità: il Comandante Davide, l’AVS Pancrazio, La Dottoressa Cinzia, il Tecnico Elvis e particolarmente un grazie all’HCM Paola che con le sue risposte ed i suoi racconti ha trasmesso tutto l’amore che prova per questo lavoro, che di certo ci ha contagiato.

Articolo di: Marco Cataldo

Foto di: Luca Stella per Fiammeblu

 

 

 

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