Ambulanze Volkswagen a REAS 2019, l’evoluzione della specie

Crafter, Transporter T6.1 e Caddy fanno crescere la casa tedesca nel settore dei mezzi sanitari e di emergenza.

Sono stati l’arrivo del nuovo Transporter T6.1 e il Caddy per disabili le novità più importanti viste a REAS 2019 per Volkswagen Veicoli Commerciali alla fiera REAS 2019. Nessuna grande novità, ma una piacevole serie di conferme. Il trend che ogni soccorritore ha visto dentro la fiera è chiaro e non si può ignorare: il nuovo Crafter ha preso piede fra gli allestitori e fra i soccorritori, grazie alle sue caratteristiche tecnologiche e all’ottima abitabilità del vano sanitario. Le doti di questo veicolo sono ormai note, e per il 118 viene scelta sempre più spesso la marca tedesca per ambulanze e mezzi sanitari. Tutti gli allestitori principali hanno mostrato un veicolo Volkswagen in gamma, se non di più.

Dalle ambulanze al trasporto disabili: una gamma completa

A balzare agli occhi, in questa edizione del REAS, è stata la rinnovata e forte attenzione delle associazioni di soccorso verso due modelli molto importanti nella gamma Volkswagen Veicoli Commerciali. Il nuovissimo Transporter T6.1 e il Caddy per disabili, un mezzo che è presente direttamente a listino e in ogni concessionario. “Questo progetto – ci spiega Luca Bedin, capo della struttura italiana di Volkswagen LCV – è stato sviluppato con il nostro Premium Partner Focaccia, ed è stato pensato in modo particolare per dare una configurazione a 5 oppure a 7 posti a chi ha bisogno di caricare un passeggero in carrozzina”.

 

Perché scegliere Caddy come taxi sociale o per il trasporto disabili?

Il Caddy con pedana ribassata è pensato sia in versione a passo corto che a passo lungo, sia con motore a benzina che con motore turbodiesel. Il veicolo è allestito in modo da poter lavorare sia come mezzo per il trasporto disabili che come auto a 7 posti, inserendo semplicemente i due sedili aggiuntivi. “Siamo molto soddisfatti perché questo Caddy è presente sia sul nostro configuratore online, che nelle concessionarie di tutta Italia. Dal nostro listino è acquistabile sfruttando tutte le opportunità che i prodotti della finanziaria Volkswagen Bank offrono” ha concluso Bedin. L’idea di Volkswagen quindi è chiara: aggiungere ai servizi di trasporto in emergenza anche un servizio di trasporto sanitario e disabili, con una grande capienza. Una soluzione che per le associazioni è da prendere in considerazione, soprattutto nelle grandi città. Scuole, istituti privati, associazioni per gli anziani e per il soccorso potrebbero trovare nella configurazione per disabili su Caddy molti vantaggi.

Il nuovo Transporter T6.1 è già un riferimento per l’emergenza

Quello che però interessava maggiormente ai soccorritori, erano le nuove caratteristiche del Transporter T6, che ha cambiato denominazione diventando T6.1 per un semplice motivo: “Il nome sottolinea l’evoluzione della specie, perché non c’è una rivoluzione ma una evoluzione. Ci sono cambiamenti nei particolari estetici, sul frontale, ci sono nuovi impianti elettronici e tecnologici, con un cruscotto che può diventare completamente digitale. Ma soprattutto c’è una commistione con le tecnologie di sicurezza del Crafter, a partire dal nuovo sterzo elettromeccanico. Tutti i T6.1 avranno il lane assist attivo, il cross wind assist e i sistemi avanzati di sicurezza che Volkswagen può offrire ai propri clienti. Il comfort ovviamente è in pieno stile Volkswagen, ma la grande novità è la presenza anche di una e-SIM sul veicolo, che garantisce di poter interconnettere l’ambulanza con diversi servizi.

Connettività totale dell’ambulanza: cosa significa per il futuro del 118?

La presenza di una eSIM sul Transporter T6.1 lo candida ad essere una delle basi di allestimento principali dedicate all’emergenza-urgenza 118. Una connessione 4/5G con la centrale non solo garantisce al servizio sanitario di sapere con certezza posizione e stato del veicolo (anche a livello di prodotti a bordo), ma apre uno scenario completamente nuovo allo sviluppo delle tecnologie connesse alla telemedicina. Elettromedicali avanzati interconnessi alla centrale, che potrebbe dare e ricevere in tempo zero le informazioni sanitarie sul paziente. I sistemi di big data – che oggi sono la punta di diamante dello sviluppo tecnologico – potrebbero arrivare fin dentro alle ambulanze. E con mezzi che di serie hanno tecnologie molto avanzate, le idee degli allestitori per creare e sviluppare sistemi innovativi non potranno che moltiplicarsi.

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