Motoraduni cardioprotetti? Test estremo: All'Elefantentreffen in moto con un defibrillatore

Il defibrillatore negli eventi di massa è fondamentale. Ecco quindi che dall’Italia un DAE piccolo e resistente è stato portato – rigorosamente in moto  – al raduno motociclistico più duro del mondo: l’Elefantentreffen!

elefantenBOLOGNA – Solitamente il raduno più duro del mondo, l’Elefantentreffen, finisce nelle cronache e negli annali per la follia dei suoi partecipanti, non per le loro intuizioni geniali. Certo, riuscire a far camminare su ghiaccio e neve la moto è un’impresa ardua e le centinaia di motociclisti che si ritrovano nella foresta di Loh Thurmansbang alla fine di gennaio si possono considerare a tutti gli effetti i duri e puri delle due ruote europee.

Ma questa volta possiamo parlare dell’Elefantentreffen anche per una intuizione geniale: da qualche anno infatti è il primo motoraduno del mondo ad essere cardioprotetto da un defibrillatore in grado di resistere a temperature polari, acqua e polvere. Il tutto grazie a un motociclista italiano, Simone Madiai. Il suo BMW GS1200 Adventure è equipaggiato infatti con un defibrillatore compatto, il DAE samaritan® 350P,che Madiai, endurista toscano, porta sempre con sé. Lui tutti gli anni affronta con i suoi amici motociclisti del motoclub Stat Sua Cuique Dies l’impervio percorso che porta nell’Olimpo dei motoraduni, quella foresta dove ormai 60 anni fa iniziò l’epopea dell’Elefanten, la moto Zundapp che diede il nome all’evento.

Perché il defibrillatore ad un motoraduno?

elefanten3Il defibrillatore è oggi l’unico strumento che può con certezza salvare una persona da un arresto cardiaco improvviso. Soltanto in Italia, nel 2016, sono morte per questa patologia circa 65.000 persone. E’ palese e riconosciuto da decine di casi clinici e centinaia di studi scientifici che una persona colpita da arresto cardiaco si può salvare nella maggior parte dei casi se viene sottoposto a defibrillazione precoce, cioè ad una scarica elettrica che attraversi il cuore entro i primi 5 minuti dall’inizio dell’evento. Non è necessario entrare in tecnicismi medicali per far capire l’importanza di questo strumento. Il defibrillatore – da quando ha iniziato ad essere più diffuso e più utilizzato – ha salvato migliaia di vite. E – come spiega Simone – “E’ risaputo che il defibrillatore migliore del mondo è sempre quello più vicino ad una persona in arresto cardiaco. Il fattore tempo è determinante”.

Per questo Simone – che nella vita si occupa anche di apparecchiature elettro-medicali – ha previsto e progettato uno spazio specifico a bordo della BMW 1200 GS Adventure (che utilizza ogni giorno) in cui ospitare il defibrillatore samaritan®. La borsa laterale che lo contiene ha anche l’adesivo verde con lampo bianco che indica la presenza di un DAE.

Come funziona l’arresto cardiaco improvviso?

Avere un defibrillatore al proprio fianco può salvare non solo la propria vita, ma anche quello della comunità che ti circonda. L’Arresto cardiaco improvviso infatti è una situazione clinica in cui il cuore smette di avere una attività regolare. Il muscolo cardiaco quindi non riesce più a pompare il sangue efficacemente causando il collasso della vittima. I sintomi sono chiari: perdita di coscienza, arresto della respirazione spontanea e mancanza del battito cardiaco. Senza defibrillazione precoce il tasso di sopravvivenza è bassissimo, attorno al 2%. Ma se viene applicata immediatamente la defibrillazione precoce con un DAE (defibrillatore automatico esterno) e si esegue il massaggio cardiaco, la percentuale di sopravvivenza aumenta vertiginosamente. In caso di fibrillazione ventricolare o tachicardia ventricolare, la defibrillazione precoce riesce a salvare il 90% delle vittime nel primo minuto dalla manifestazione dei sintomi. E bisogna ricordare che ogni minuto che passa, la percentuale di sopravvivenza cala del 10%. Dopo 10 minuti dall’arresto cardiaco è praticamente impossibile ritornare ad un respiro spontaneo senza conseguenze. Per questo motivo si sta cercando di spingere al massimo la diffusione dei defibrillatori in tutto il mondo (specialmente in quello sportivo): i DAE possono incrementare la percentuale di sopravvivenza da arresto cardiaco fino al 75% erogando uno shock elettrico calibrato e calcolato automaticamente dal defibrillatore.

Ma un defibrillatore può essere tanto resistente da viaggiare in moto?

Il “test” a cui è stato sottoposto il defibrillatore di Simone è pittoresco, ma quando si parla di defibrillatori è bene fare sul serio. Il DAE samaritan®  per esempio è uno dei più resistenti sul mercato e non a caso è stato scelto da molte realtà sportive che devono posizionare il defibrillatore alle intemperie per almeno 8 anni. Il test dell’Elefantentreffen non è stato quindi il più duro che quella tipologia di DAE ha subito.

Il samaritan®  PAD350P della HeartSine® è l’unico defibrillatore oggi in produzione ad avere un indice IP56 http://www.heartsinepad.it/news/indice-protezione-ip-per-defibrillatori-dae/

Cosa significa? L’international Index of Protection indica il grado di resistenza dei dispositivi elettrici ed elettronici, contro penetrazioni da agenti esterni di natura solida o liquida. E’ quindi indispensabile che il defibrillatore – che rimane all’esterno – abbia una protezione valida contro acqua, polvere, salsedine o corpi mobili. Il samaritan® 350P p quindi protetto “contro forti getti d’acqua dolce o salata da qualsiasi direzione” ed è protetto contro la polvere, in modo che questa non possa interferire con il funzionamento del dispositivo.

Ma al di là delle qualità del defibrillatore samaritan®, è chiaro che oggi il defibrillatore migliore è quello più vicino: quindi se state pensando all’acquisto di un DAE, rivolgetevi a noi tramite questo form!

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