118 in emergenza: “nessuno considera chi sta garantendo il sistema di base”

Il volontariato chiede un incontro al Governo: ANPAS, Croce Rossa e Misericordie unite per lanciare l’allarme: “Togliere il volontariato costerebbe allo Stato 2 miliardi”

ROMA – Il mondo del volontariato quest’oggi si è presentato unito sotto palazzo Montecitorio a Roma, per giocare l’ultima carta di dialogo con una politica che sembra essere sorda davanti all’azione di 300 mila persone. ANPAS, Croce Rossa e Misericordie d’Italia si sono unite per protestare contro il disegno di legge Marinello, una proposta che mira all’istituzione della figura dell’autista-soccorritore e di un percorso formativo per il volontario estremamente corposo.

Mentre ieri uscivano comunicati di giubilio da parte dei sindacati, è oggi il turno di chi garantisce l’80% dei servizi sanitari a parlare. Il sistema del volontariato in ambulanza non vuole infatti restare escluso dal dibattito come se non esistesse la figura del volontario di prossimità sanitaria, quel comune cittadino che mette a disposizione il suo tempo per effettuare quel soccorso di base che, altrimenti, graverebbe pesantemente sulle casse dello Stato.

“Noi ci saremo comunque a prescindere – ha spiegato durante la conferenza stampa il presidente di ANPAS Fabrizio Pregliasco – perché il volontario crede sempre di poter dare un aiuto complementare, insieme ai professionisti. Ci siamo dovunque, da Bolzano a Trapani, al fianco degli infermieri e dei medici dell’emergenza. Oggi siamo qui perché garantiamo l’assistenza capillare rispetto all’emergenza urgenza 118. Lo facciamo perché siamo vicini ai cittadini e crediamo che questa nostra peculiarità sia da valorizzare, non da sminuire. C’è stata una forte carenza di informazione e vogliamo sottolineare tre iniziative, tre elementi fondamentali:

Il volontariato è presente sempre per garantire l’emergenza-urgenza extra-ospedaliera
Il volontariato è presente sempre per garantire i trasporti santiari ordinari dei pazienti
Il volontariato – soprattutto – presente sempre nelle emergenze di Protezione Civile, dando assistenza diretta alle comunità in difficoltà

A Roma si è radunata una rapprestanza simbolica del 300 mila volontari che ogni giorno e ogni notte supportano il 112/118. “Vogliamo essere ascoltati rispetto a iniziative di formazione che, così come prospettate (mille ore di corso per gli autisti soccorritori ndr) di fatto escludono il volontariato senza dare effettiva qualità rispetto all’improvvisazione. Noi siamo capofila nel chiedere anche una riforma del terzo settore che permetta di cancellare chi si è infilato nelle pieghe regolamentari per rovinare il buon nome del volontariato, la nostra immagine”.

A sostenere le posizioni anche il Governatore Nazionale delle Misericordie d’Italia, Alberto Corsinovi. “Il nostro è un NO fermo a questa iniziativa di legge che vorrebbe, dopo secoli, togliere i volontari dal sistema di assistenza sanitaria del nostro Paese. La presenza appassionata, formata e continua dei volontari garantisce il soccorso in ogni località, dalla più piccola alla più grande, con un servizio a favore della gente che ha bisogno in determinati momenti, anche di calamità. In un momento di crisi economica e di difficoltà non capiamo il bisogno di allontanare la presenza generosa delle persone da questo impegno. Con, inoltre, un aggravio dei costi per il servizio pubblico di cui non si sente necessità. Ribadiamo con forza che il volontariato è a favore di una riforma completa del 118, ma questo straordinario mondo di volontari può continuare a collaborare con i professionisti del sistema saniatrio pubblico, con cui in tante Regioni già si collabora in modo virtuoso. Non capiamo le iniziative intraprese oggi e chiediamo di essere urgentemente ascoltati dal Governo, perché il nostro impegno possa essere a servizio della gente”.

Durante la conferenza è stato anche affrontato il tema economico di una riforma della posizione del soccorritore e dell’autista-soccorritore, che vedrebbe aumentare i costi del sistema. “Non dimentichiamo mai che i volontari non sono solo quelli delle grandi emergenze – ricorda Francesco Rocca, presidente di Croce Rossa Italiana – ma anche quelli che sono tutti i giorni nelle strade, garantendo servizi di sanità di prossimità che altrimenti molte volte non esisterebbero”. “Oggi – continua Rocca – non è stata presentata una sola evidenza che il sistema non funzioni, che i soccorritori abbiano creato problemi al 118, che sia giusto sopprimere questa realtà. Vorremmo confrontarci, perché si parla tanto di costi in questo momento. Bene: stamattina ero al telefono con Mario Balzanelli, della SIS118. Diceva che dobbiamo aumentare la spesa per il 118, investire di più. Ma non si può parlare di risorse come di noccioline. Grazie al sistema del volontariato, che risponde in maniera puntuale e precisa, nei tempi imposti, i costi si possono contenere. Servirebbero fra 1,5 e 2 miliardi per sostituire il volontariato nel 118. Quando si inizia a parlare di evidenze, lo stesso Balzanelli non risponde, sposta l’argomento sul creare nuovi posti di lavoro. Ma che posti di lavoro si creano distruggendo un sistema che funziona? Cosa si crea facendo venire meno il ruolo del volontariato? Credo che questo sia un delitto. Noi portiamo una proposta diversa, ed è indifferibile un incontro con il Governo, per aprire un dialogo serio in Conferenza Stato Regioni, e abbandonare questo DDL delirante che vuole mortificare o creare una realtà alternativa al reddito di cittadinanza. Non è creando posti di lavoro così che si cresce. Si mortifica il volontariato”.

Il comunicato ufficiale di ANPAS, Croce Rossa e Misericordie dopo la manifestazione

Oggi le Associazioni di Volontariato Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze), Croce Rossa Italiana e Misericordie, storicamente impegnate nel sistema di soccorso sui territori di tutta Italia, si sono date appuntamento in Piazza Montecitorio per chiedere al Governo un incontro e un confronto costruttivo sul sistema di emergenza urgenza 118/112. In piazza con i rappresentanti delle Associazioni erano schierate simbolicamente anche tre ambulanze, quelle che rischiano di essere fermate insieme ai Volontari se non si terrà nella dovuta considerazione il ruolo fondamentale che svolgono.
Il Sistema di emergenza urgenza 118 /112  è, infatti, da settimane sotto i riflettori perché – secondo le Associazioni – si corre il rischio di rendere marginale se non di annullare il ruolo del volontariato, aumentando anche notevolmente i costi del servizio per le Regioni. Le associazioni ritengono che sia urgente aprire un tavolo di confronto con il Governo per migliorare, nell'interesse dei pazienti e di tutti i cittadini, un percorso di riforma del settore che tenga insieme tutte le professionalità per non cancellare, invece, di fatto, l’apporto del volontariato dal sistema di emergenza urgenza 118/112 del quale le associazioni sono una delle componenti fondamentali. “I Volontari italiani sono un capitale da non disperdere ma da rilanciare. Sviluppiamo coesione sociale e garantiamo nei momenti di emergenza un’assistenza capillare”, ha detto Fabrizio Pregliasco, Presidente di Anpas.
Sulla stessa linea il Presidente della Croce Rossa Italiana Francesco Rocca che ha sottolineato come non sia usuale per il Volontariato scendere in Piazza, “ma siamo qui oggi perché c’è il serio rischio di disperdere un patrimonio nazionale del sistema di emergenza e soccorso, oltre a minacciare l’identità del volontariato che è da sempre presente in ogni emergenza di questo Paese. Il Governo ha il dovere di proteggerlo e valorizzarlo”.
Tra le possibili conseguenze della riforma del sistema, sollevate dalle tre Associazioni, c’è anche il notevole aumento della spesa pubblica come ha ribadito Alberto Corsinovi, rappresentante di Misericordie: “Riteniamo che non si debbano mettere le mani nelle tasche dei cittadini italiani per assicurare il sistema di emergenza che già, invece, funziona così com’è”.

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