Arresto Cardiaco: la storia di un’applicazione. Una storia di vita

Purtroppo, nella vita prima o poi può capitare di dover chiamare il 118 per un’emergenza. Urgenza che può essere anche la più grave in assoluto: un arresto cardiocircolatorio. Per questo tipo di eventi dobbiamo essere pronti tramite la nostra preparazione nell’impiego di manovre salvavita e l’uso di un defibrillatore.

Ma se è il 118 a chiamare noi?

Ogni anno, in Italia, oltre 50.000 persone sono vittime di un arresto cardiaco improvviso. Intervenendo rapidamente con la rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione molte di esse possono essere salvate. Defibrillare entro 3-5 minuti dall’inizio dell’arresto cardiaco può portare la sopravvivenza fino al 50-70%. Ma se nessuno interviene, le probabilità di sopravvivenza calano del 10-12% per ogni minuto che passa.

Grazie all’uso del defibrillatore, azionato anche da qualsiasi cittadino formato al suo utilizzo, si può raddoppiare o triplicare la sopravvivenza in seguito ad arresto cardiaco-respiratorio, se utilizzato nei primi minuti di arresto cardiaco.

L’Emilia-Romagna, in numerosi progetti, si pone l’obbiettivo di intervenire il più rapidamente possibile negli arresti cardio-respiratori, oltre che grazie a personale sanitario e volontari adeguatamente formati ad affrontare un arresto cardiaco, anche tramite personale civile o fuori servizio nelle vicinanze dell’evento.

Come? Con un’applicazione.

Un’ applicazione installabile su qualsiasi smartphone con molteplici funzioni: l’allertamento dei “DAE RespondER” che si trovano in prossimità di un ACR e la mappatura dei defibrillatori ad uso pubblico più vicini alla propria posizione.

L’app dà anche supporto al montaggio dei DAE presenti sul territorio con l’eventuale possibilità di fare una segnalazione di anomalie su un DAE censito. Con l’app si può anche fare una chiamata d’emergenza al 118 con l’invio automatico delle coordinate di localizzazione.

L’adesione al progetto è del tutto volontaria e non implica obblighi di alcun tipo, se non essere maggiorenni. E ai fini della adesione al programma non è assolutamente necessario disporre di un defibrillatore.

I segnali di allarme vengono inviati ogni volta che una Centrale Operativa 118 riceve una chiamata di soccorso per la quale sospetta un ACR e sono inviati ai DAE Responder che si trovano entro una distanza di 5 Km dall’emergenza (se le coordinate sono disponibili) oppure se il Comune è fra quelli selezionati nel profilo.

Gli “alert” sono inviati tramite una notifica “push” direttamente all’applicazione unicamente alle persone che sono registrate come DAE Responder ed hanno effettuato il LOGIN. Gli allertamenti riguardano l’intero territorio della Regione Emilia-Romagna, ma verranno recepiti dalla App solo in base alla vicinanza al luogo dell’evento oppure in base ai Comuni selezionati nel profilo.

Al momento della ricezione del messaggio di allertamento vi è la possibilità di attivare la geolocalizzazione ed in funzione delle informazioni in esso contenute, il DAE Responder può liberamente decidere se rendersi disponibile ad intervenire. L’identificazione e la geolocalizzazione del DAE Responder, da parte della Centrale Operativa 118, avvengono solo dopo la sua volontaria accettazione dell’intervento.

Al momento dell’accettazione dell’allertamento vi è la possibilità di attivare il navigatore satellitare presente nel proprio dispositivo e richiedere la navigazione sia verso il luogo dell’intervento (paziente) sia verso il defibrillatore (DAE) più vicino.

Come testimoni dell’uso dell’app vi è uno dei Taxisti COTABO che anche tramite il progetto “un DAE in taxi” ha seguito un intervento oppure una persona che lavora in AUSL Bologna (ingegnere di Ingegneria clinica) che è già intervenuto un paio di volte. Ma anche un ragazzo di Parma.

La testimonianza

Riportiamo in questo articolo la testimonianza di un ragazzo, volontario della Croce Rossa di Parma, che nel dicembre 2018 ha avuto modo di prestare un servizio con questa app.

L’importanza dell’applicazione la si può capire dal fatto che non è stata usata solo da questo ragazzo, ma da più persone che la possiedono. Ne consegue che se la presenza dei defibrillatori sarà via via più divulgata assieme a corsi di manovre salvavita, si potrà fare la differenza in molte situazioni.

Concludiamo l’articolo affermando che il 118 ER è stato il caso vincitore del premio “Innovazione digitale in sanità 2018”, del Politecnico di Milano assegnato dalla “giuria popolare” il 118 Emilia-Romagna, finalista nella categoria “Servizi al cittadino”, votato come miglior caso dal pubblico presente per il progetto basato sull’uso della App DAE RespondER. Nei link qui sotto troverete un’analisi del progetto ad un anno dalla sua messa in pratica ma…siamo solo all’inizio, c’è naturalmente molta strada da fare e tante vite da salvare.

PER APPROFONDIRE PUOI LEGGERE:

I commenti sono chiusi, ma riferimenti e pingbacks sono aperti.