Contagi da COVID-19, una soluzione da gocce nasali con anticorpi di pollo? Una ricerca in Australia

Anticorpi di pollo immunizzato da COVID-19 da spruzzare direttamente nel naso come viatico per la prevenzione del contagio da coronavirus? Messa così sembra una boutade per strappare un sorriso, nella realtà è un progetto curato dall’Università di Stanford e l’oggetto di una pubblicazione su Science, a firma Jon Cohen

In Australia, infatti, è stato iniziato uno studio clinico che intende stabilire se gocce nasali contenenti anticorpi di pollo anti SARS-CoV-2 siano in grado di offrire una protezione temporanea al contagio.

A supportare questo inconsueto approccio al problema la prestigiosa Università di Standford.

COVID-19, le gocce nasali per una sicurezza temporanea dal contagio?

Se funzionasse, le “gocce di pollo”, sembra il nome di un profumo rivolto all’agricoltore che non deve chiedere mai, consentirebbero di avere una copertura di alcune ore, durante le quali si potrebbero avere relazioni interpersonali (riunioni di lavoro, viaggi su mezzi pubblici e via dicendo)

al riparo dal rischio contagio.

“Il concetto, in linea di principio, ha un senso”, dice Michael Diamond, un clinico di malattie infettive della Washington University School of Medicine di St. Louis che sta sviluppando un vaccino somministrato per il COVID-19.

“Ma ci sono un paio di questioni su cui riflettere”.

Uno è quanto dureranno gli anticorpi del pollo prima che si degradino, dice, e l’altro è se gli esseri umani svilupperanno una risposta immunitaria contro di loro.

Il progetto fa parte di SPARK, una no-profit Mochly-Rosen lanciata nel 2006 per aiutare gli accademici a condurre studi di proof-of-concept che potrebbero tradurre le idee di ricerca biomedica in farmaci.

“La terapia preventiva – ha affermato la SPARK – contiene anticorpi IgY contro la SARS-CoV-2 che vengono prodotti nei tuorli d’uovo di gallina e formulati in gocce nasali che possono essere autosomministrati a casa o in viaggio, fornendo immunità immediata per circa quattro ore”.

Per ottenere ciò ha già stanziato 1,2 milioni di dollari e lanciato una raccolta fondi per ottenerne un ulteriore milione.

Gocce nasali anti COVID-19: l’idea della University of Technology Sidney

Il meccanismo cui si vorrà giungere è piuttosto interessante: i ricercatori intendono iniettare la proteina spike di COVID-19 nel petto dei polli.

La risposta immunitaria sarà presente nelle uova deposte, e quindi molto più semplice da recuperare rispetto alla più consueta coltura cellulare nei bioreattori dei centri ricerca.

Autore dell’idea è il direttore di SPARK Australia, Michael Wallach, della University of Technology Sidney.

Il prestigioso Science Magazine cita anche altre sperimentazioni, come quella contro la Pseudomonas aeruginosa in pazienti con fibrosi cistica, che stanno ugualmente lavorando sulla realizzazione di gocce nasali.

Non rimane che attendere una pubblicazione scientifica con gli esiti di questa ricerca, tanto innovativa quanto inconsueta.

Per approfondire:

COVID-19 inibisce i meccanismi del dolore: lo studio dell’ Arizona University spiega gli asintomatici / VIDEO e PDF

Fonti degli articoli:

Apark At Stanford official website

Science Magazine

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