Coronavirus, la protesta dei lavoratori della Sanità: “Mancano 50mila unità di personale. Tamponi e dpi, o SSN va in tilt ”

Emergenza coronavirus, i lavoratori della Sanità e i loro rappresentanti sindacali protestano: mancano oltre 50mila unità di personale sanitario per le esigenze ospedaliere e se a questo aggiungiamo le esigenze delle Rsa, il numero di personale necessario aumenta a 73mila unità.

Il Governo ha dato una prima risposta con circa 37mila assunzioni, ma si tratta di assunzioni precarie e alcune in scadenza al 31 dicembre.

Abbiamo bisogno di norme straordinarie per stabilizzare il personale”.

E’ il grido d’allarme della sanità pubblica lanciato da Michelangelo Librandi, segretario generale Uil Fpl in piazza oggi a Roma, per la manifestazione nazionale ‘Pubblico per il pubblico.

Lavori uniti per dare cure e servizi ai cittadini’.

Coronavirus, i lavoratori della Sanità: “Tamponi, dpi e assunzioni, altrimenti il sistema sanitario nazionale va in tilt“

“Tamponi, dpi e assunzioni, altrimenti il sistema sanitario nazionale va in tilt“, chiedono Fp-Cgil, Fp-Cisl, Uil Fpl e UIl Pa, che si sono riuniti davanti all’ingresso del Policlinico Umberto I per chiedere interventi ordinari e straordinari per permettere a medici e infermieri che lavorano in prima linea di affrontare l’emergenza covid, con mezzi e numeri adeguati.

“Questa manifestazione- ha spiegato Librandi- si tiene in 100 piazze d’italia per lanciare segnali non solo al Governo ma anche ai cittadini: devono fare attenzione, con la loro responsabilità possono aiutare il Sistema sanitario nazionale che in questa seconda ondata è in grave difficoltà. Governo e Parlamento aprano un confronto con noi perché servono strumenti urgenti”.

Come ha spiegato Serena Sorrentino, segretario generale Funzione pubblica della Cgil, “siamo in tutta Italia fuori ai luoghi dove si cura per dire che siamo vicini al personale sanitario.

Le assunzioni sono fondamentali, abbiamo bisogno di percorsi sicuri e dpi, il nostro personale è il meno pagato d’Europa.

I Sindacati della Sanità: la pandemia da coronavirus ha insegnato a dare valore alle competenze

La pandemia ci ha insegnato che dobbiamo dare valore alle competenze del settore della cura.

Prima della pandemia, a causa del blocco del turnover per oltre 15 anni, sono fuoriusciti 50mila professionisti: parliamo di medici, infermieri operatori socio-assistenziali, mancano altri 20mila unità di personale solo per colmare i pensionamenti e il blocco del turn-over.

Abbiamo bisogno di un piano straordinario assunzionale che sia almeno di 40mila unità diviso per professioni sanitarie, per combattere la pandemia e per mettere in sicurezza il sistema di tutela della salute”, ha concluso.

“Questa manifestazione punta a riconoscere il sacrificio che in questo momento sta facendo il personale sanitario“, ha spiegato Maurizio Petriccioli, segretario generale Fp-Cisl.

“E’ necessario che nella legge di Bilancio- ha sottolineato- sia inserito più di 1 miliardo per prorogare i contratti a tempo determinato e fare nuove assunzioni, perché oggi il personale si è infettato e quindi nelle corsie scarseggia.

In più bisogna dire che c’è l’esigenza di pagare gli straordinari al personale che in questi momenti sta facendo degli orari impossibili.

Il modo migliore per ringraziarli sarebbe rinnovare loro il contratto nazionale, che aspettiamo da 2 anni”.

Per approfondire:

Mancano mascherine e personale, gli infermieri: “Problemi in ospedale sono gli stessi della prima ondata”

Covid a Torino, medici assunti come infermieri. L’Ordine dei Medici: “assessorato alla Sanità in totale confusione”

Covid: neonata positiva e mamma negativa, bimba contagiata in reparto: Covid+ 7 fra medici e infermieri

Fonte dell’articolo:

Agenzia Dire

I commenti sono chiusi.