Covid-19, l'infettivologo Massimo Galli: “preoccupato per i ritardi del vaccino Pfizer”

Covid-19. Vaccino Pfizer, la casa farmaceutica americana in affanno con le consegne: la notizia è arrivata in questi minuti tramite l’istituto norvegese di sanità pubblica, a cui è stato comunicato direttamente dall’azienda americana

Vaccino contro Convid-19, Pfizer annuncia ritardi e difficoltà

“È dura commentare una cosa di questo genere, ne prendiamo atto e non possiamo che essere preoccupati”.

Queste le parole del professore Massimo Galli, direttore del dipartimento di malattie infettive del Sacco di Milano, alla notizia dei ritardi in Europa e Gran Bretagna nella produzione e consegna del vaccino da parte di Pfizer.

Notizia che è arrivata in questi minuti tramite l’istituto norvegese di sanità pubblica, a cui è stato comunicato direttamente dall’azienda americana.

“In una campagna vaccinale, come questa, tanto più è rapida ed estesa, tanto più è efficace- ha aggiunto Galli-.

In una situazione come quella che stiamo vivendo, con un’epidemia ancora in atto, i ritardi possono quindi complicare molto le cose”.

A tal proposito, ha ricordato Galli “ho espresso tutta la mia contrarietà nel vaccinare le persone che hanno già contratto l’infezione e che quindi non hanno urgenza di essere vaccinati.

Ogni regione su questo sta procedendo a suo modo.

Mi ha telefonato un collega, primario di un grande ospedale milanese in queste ore per dirmi che l’approccio è: o ti vaccini o perdi il turno, anche se hai già avuto il virus.

Ed è drammatico che alcuni sanitari non vogliano vaccinarsi, come sta accadendo a Bolzano”.

Ritardo Pfizer inciderà su piano distribuzione del vaccino anti Covid-19?

Rispetto al piano vaccini, Galli ha quindi sottolineato che “bisogna ricontabilizzare le dosi e considerare le limitazioni al movimento delle persone, perché avremo meno vaccini nell’immediato.

Poi bisogna continuare con le somministrazioni agli anziani nelle Rsa, non coloro che hanno già avuto il virus, perché anche una parte di loro hanno già avuto il virus come asintomatici.

Serve inoltre cercare di capire cosa fare con gli ultraottantenni: restano i primi da vaccinare, come si è già deciso di fare e si sta facendo in queste ore: il vaccino consente loro, eventualmente, di allontanare il rischio dell’ospedale, ma si può, si dovrebbe considerare di vaccinare il personale della scuola, a cui va affiancato uno screening tra gli studenti.

La scuola dovrebbe ripartire appena si può”.

Per approfondire:

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Fonte dell’articolo:

Agenzia Dire

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