COVID-19, sanificazioni ad alta quota: l’ Esercito al servizio di chi vuole tornare a vivere la montagna

COVID-19. L’estate è iniziata da qualche giorno e già la canicola si fa sentire. La voglia di montagna diventa palpabile per molti italiani.

 

COVID-19 E MONTAGNA, LA REAZIONE AL LOCKDOWN

Vuoi come reazione alle restrizioni del lockdown, vuoi perché in massima parte il distanziamento sociale in montagna è un concetto aleatorio, vuoi per una precedente passione per boschi e ruscelli, sono in tanti a desiderare di dirigersi in quota.

E’ però importante farlo in sicurezza, soprattutto laddove le temperature possono coincidere con nasi gocciolanti (il lettore ci perdoni l’immagine diretta, che però deve dare un’idea precisa del perché di un’esigenza) e starnuti.

Il COVID-19 è terminato? Ha fortemente mitigato la propria virulenza? E’ tutto da dimostrare, anche se auspicato.

L’ESERCITO ITALIANO E L’EMERGENZA COVID-19: LA SANIFICAZIONE DEI RIFUGI IN MONTAGNA

In questo senso, molto importante il lavoro svolto dall’Esercito italiano in quota: è iniziato infatti dai 2.433 metri del Rifugio “Franchetti” il ciclo di sanificazioni di Rifugi e Bivacchi montani nell’Appennino abruzzese richiesto dall’Ente Parco del Gran Sasso Italiano al Comando Truppe Alpine dell’Esercito.

Tra le strutture oggetto del programma, la sanificazione riguarderà anche il Bivacco “Bafile” (2669 mt.), il Rifugio “Duca degli Abruzzi” (2.388 mt.) e il “Garibaldi” (2.231 mt.), il più antico rifugio d’Italia.

Il lavoro dell’Esercito consentirà di rendere nuovamente fruibili alla popolazione queste strutture di interesse turistico dopo il lungo periodo di chiusura al pubblico.

Esso, inoltre, si inserisce in una più ampia articolata attività di ricondizionamento di sentieri, sanificazione di rifugi e bivacchi e condotta di ricognizioni su sentieri e vie ferrate, svolte in supporto al Club Alpino Italiano (CAI) e in collaborazione con la Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA).

Un nucleo di bonifica del Battaglione “Vicenza”, accompagnato da personale Meteomont del 9° Reggimento Alpini, ha raggiunto nei giorni scorsi il Rifugio “Franchetti” per procedere alla sanificazione della struttura, che è in gestione all’Ente Parco del Gran Sasso e Monti della Laga.

Questa tipologia di intervento, per il quale l’Esercito ha specifiche competenze e che è attualmente in corso in varie strutture su tutto il territorio nazionale, rientra nell’ambito della cosiddetta medicina preventiva e dell’igiene ambientale.

MONTAGNA, NON SOLO RIFUGI E COVID-19: L’ESERCITO RIPRISTINA I SENTIERI

Contestualmente alle attività di sanificazione, gli alpini del “Nono” hanno provveduto anche al ripristino del sentiero che da Prati di Tivo conduce a uno dei luoghi più belli del Gran Sasso, sotto la parete maestosa del Corno Grande.

La collaborazione tra Esercito, CAI e ANA consentirà l’impiego di personale militare nei territori dell’arco alpino e appenninico per il ripristino delle condizioni di sicurezza di sentieri e vie ferrate a favore delle comunità montane e per i tanti appassionati della montagna.

Il che consentirà a tanti di evitarsi infortuni e brutte cadute.

In fondo, a ben pensarci, anche il poter raggiungere stanchi e felici la vetta ed il suo rifugio è un ritorno alla normalità: quello dell’anima, come minimo

PER APPROFONDIRE:

RICERCA E SALVATAGGIO DI DISPERSI: LE OPERAZIONI DELL’ESERCITO ITALIANO

FONTE DELL’ARTICOLO:

SITO UFFICIALE DELL’ ESERCITO ITALIANO

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