Crisi vaccini Covid, Pani (Sifo): “Se Astrazeneca solo per under 65 basta pianificare”

Crisi vaccini Covid: “Qualora AstraZeneca non fosse adeguato per gli over 65 saremo in grado di dirottare il vaccino di Pfizer e Moderna per le persone più avanti con l’età”

L’Ema, l’agenzia regolatoria europea per il farmaco, ha approvato il vaccino AstraZeneca.

Ma il Robert Koch Institute tedesco ne ha raccomandato l’uso alle persone sotto i 65 anni, paventando così – ancora una volta – uno stravolgimento del piano vaccinale.

Marcello Pani, direttore dell’Unità operativa complessa di farmacia del Policlinico Agostino Gemelli di Roma, nonché segretario nazionale della Sifo (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici), è invece molto cauto, ma soprattutto offre una serie di riflessioni su come contenere eventuali limitazioni all’uso per classi di età e ai cambiamenti, che pur vi saranno, nella campagna di somministrazione del vaccino anti-Covid.

“Nelle prossime ore vedremo il riassunto delle caratteristiche del prodotto dopo approvazione di in primis, e di Aifa, sul farmaco di AstraZeneca- spiega Pani -.

Crisi vaccini Covid, necessaria riflessione e nuova programmazione

Tutto questo comporterà un’attenta analisi sulla programmazione della campagna vaccinale elaborata dal commissario Arcuri.

Ci saranno da fare tutta una serie di riflessioni sui vaccini disponibili e dobbiamo ricordare che anche i due vaccini che abbiamo adesso, Pfizer e Moderna, hanno una differenza di età di limitazione: 16 e 18 anni.

Quello che ci attende, qualora Ema valuti raccomandabile per gli under65 il vaccino, come l’istituto di sanità tedesco, sarà quindi una valutazione comparativa”.

“Noi come Società italiana di farmacia ospedaliera, Sifo, abbiamo realizzato una piattaforma ‘Alert Sifo’- continua- che con un algoritmo elabora diversi dati e ci permette di fare simulazioni in relazione ai vaccini e delle quantità presunte che dovranno arrivare, tenuto conto di quelle che arrivano nella concretezza.

Questo ci offre proiezioni utili per preparare ed aggiornare le liste di attesa, organizzare l’agenda delle somministrazioni.

L’elemento età del vaccino è sicuramente un elemento indispensabile per fare un’ulteriore valutazione, alla luce anche di questo strumento informatico.

Se poi le consegne previste da Pfizer e Moderna non corrisponderanno a quanto promesso, bisognerà aggiornare l’elaborazione per evitare che il richiamo della seconda dose non ci sia.

‘Alert Sifo’ è uno strumento in uso in molti ospedali e in alcune regioni. uno strumento, un cruscotto che permette di affrontare variazioni che possono arrivare, sia da Ema che sui ritardi.

Alcune strutture ospedaliere hanno adottato lo strumento tecnologico che abbiamo realizzato, altre utilizzano altre modalità di elaborazione ma ognuna ha fatto una pianificazione: nessuno, per lo più, è sprovvisto di elementi di valutazione per fare una programmazione”.

“E questo è un aspetto fondamentale- conclude Pani- perché se modifichi dati di consegna e dosi, puoi pianificare nuovamente e contenere i difetti del percorso nella campagna“.

PANI (SIFO) SU CRISI VACCINI COVID: BUONA PIANIFICAZIONE PER EVITARE FURBETTI

“Sui furbetti del vaccino, alla luce degli strumenti a disposizione, o c’è stata una pianificazione poco accurata o c’è stata malafede”, dice Marcello Pani, direttore dell’Uoc Farmacia del Policlinico Gemelli di Roma e segretario nazionale Sifo.

“In ogni caso- aggiunge- se c’è pianificazione si può rimediare ai problemi che possono emergere nelle limitazioni alle classi di età e altrettanto si può fare, evitando così dosi somministrate a chi non ne ha diritto”.

Sul fatto che AstraZeneca possa essere usato solo per under 65, come raccomandato dall’Istituto di sanità tedesco, Pani ribadisce che “serve aspettare comunque il parere di Ema atteso in queste ore, verificando dal Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) eventuali limitazioni sulle fasce di età se vi saranno.

Se sì, potrebbe cambiare il piano vaccinale”.

Ma attenzione, mette in guardia Pani, offrendo anche elementi per un rapido piano B: “La numerosità delle fasce di età sono note, per cui sulla base delle priorità e delle consegne previste, se vi sono limiti non ancora calcolati, le elaborazioni possono essere rifatte.

Qualora AstraZeneca non fosse adeguato per gli over 65 saremo in grado di dirottare il vaccino di Pfizer e Moderna per le persone più avanti con l’età.

Qualora le fasce d’età dagli over 65 in poi fosse assorbita dai due vaccini già approvati, non avremo problemi di copertura.

Potrebbe, in sostanza, anche non esserci un impatto negativo e insostenibile sulla campagna.

Se AstraZeneca si rivelasse adatto solo per classi di età più giovani, per paradosso, potremmo riuscire anche a coprire prima anche fasce di età non previste. I vaccini Pfizer, se rispettate le previste consegne, non sono pochi, Moderna invece sono in numero esiguo.

Ma per allarmarsi, così come per attuare soluzioni valide, serve avere un quadro d’insieme aggiornato”.

La pianificazione e la programmazione tornano quindi non solo per la gestione delle somministrazioni di un singolo vaccino in una struttura ospedaliera ma anche per l’organizzazione complessiva della campagna, su cui Pani suggerisce una certa flessibilità per renderla adatta in tempi brevi.

“Sarà molto importante pianificare bene tutti i vaccini a disposizione tenendo conto della fasce di età e le limitazioni, orientando sulle fasce di età i differenti vaccini.

Chi di dovere, la struttura commissariale, le Regioni e le Asl avranno il compito di pianificare adeguatamente”.

In merito allo scontro tra AstraZeneca e la Commissione europea, per la riduzione del 60% delle dosi previste, Pani resta sui dati concreti: “Credo sia molto importante conoscere i contratti stipulati e i relativi dettagli.

Se restiamo solo su una visione etica, il comportamento di Pfizer non è da elogiare.

Ci sono però delle condizioni che le aziende possono sostenere, le parti dovrebbero giungere a degli equi compromessi sia etici e morali, che di rispetto degli accordi, se vogliamo far funzionare la campagna.

E ricordiamo ancora una volta che non abbiamo a che fare con un farmaco qualunque, ma con un vaccino realizzato in un tempo record e che ha richiesto uno sforzo di produzione molto elevato.

Sono però fiducioso che l’Europa arriverà ad una mediazione, anche perché un duro contenzioso non conviene a nessuno, sono fiducioso che si troverà una soluzione che concili tutte le diverse esigenze.

Fare l’ennesima polemica basata su scenari nemmeno definiti è un po’ pretestuoso, limitiamoci ai dati oggettivi.

La cosa peggiore è non mettere sul tavolo tutti i dati negli scenari che ci aspettano”.

E per spegnere anche l’ultima polemica sulla distribuzione da parte del commissario Arcuri di siringhe che alcune Regioni hanno denunciato come non adatte, Pani offre un appiglio di ragionamento: “Come Sifo abbiamo rilasciato le istruzioni operative del vaccino, lo abbiamo già fatto con Pfizer e Moderna, ora lo faremo anche con AstraZeneca.

Istruzioni che prevedono dati di ricezione del vaccino, stoccaggio, allestimento (a volte dopo la distribuzione se la distribuzione la fa la farmacia ospedaliera), distribuzione, e l’allestimento fino alla somministrazione.

Ci sono tutti i dettagli, persino dettagli sulle siringhe da usare per la somministrazione: purché da 1 millilitro, possono essere utilizzate le classiche siringhe di precisione presenti da sempre negli ospedali”.

Per approfondire:

Covid, Johnson & Johnson presenta un vaccino monodose: efficace al 66%, nessun richiamo

Fonte dell’articolo:

Agenzia Dire

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