Defibrillatori ovunque: la Camera dice ‘sì’ alla nuova proposta di legge

Via libera alla proposta di legge sui defibrillatori, che li vede su aerei, treni, navi, bus, nelle scuole, eccetera. La Camera ha dato un consenso unanime. In arrivo, dal 2020, anche due milioni euro all’anno per poterli acquistare.

“Una legge che sfida il destina e guarda con coraggio la morte”. Questa è la definizione con cui Giorgio Mulé, relatore e fondatore della suddetta legge definisce questo decreto. Pare quindi che i defibrillatori, da device opzionali ma utili, siano diventati obbligatori ed essenziali. Saranno ovunque, su treni, aerei, ma anche a scuola, nelle università e sui bus. Ma anche in aeroporti, porti, stazioni ferroviarie, marittime e della navigazione interna con percorrenza di almeno due ore.

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Un percorso virtuoso che ha visto unite tutte le forze in Parlamento
«Il percorso di questa legge è stato virtuoso e ha visto la partecipazione attiva e matura di tutte le forze politiche presenti in Parlamento, gettando le basi di una legislazione all’avanguardia, con un solo obiettivo: fare presto e bene». Per Mulè «è un traguardo storico: questa legge p. Nella vita parlamentare guardiamo a due cose: al senso della vita e al senso del tempo. Con questa legge oggi abbiamo dato un senso al nostro tempo ma soprattutto alla vita di questo Parlamento».

Giulia Grillo: campagna di sensibilizzazione di primo soccorso
Soddisfatta la ministra della Salute Giulia Grillo: «Bene il voto di Montecitorio sulla proposta di legge per i defibrillatori. Su temi così importanti è bello essere uniti: al ministero della Salute abbiamo stanziato oltre 2 milioni per dotare le strutture pubbliche di defibrillatori e presto con la Rai lanceremo una campagna di sensibilizzazione di primo soccorso».

Lapia (M5S): è una legge salvavita
Con questa legge, «che rappresenta una svolta epocale per il nostro Sistema sanitario» ed è «frutto di un lavoro sinergico», «portiamo la cultura del salvavita nel Paese», ha sottolineato Mara Lapia, portavoce del
Movimento 5 Stelle, che è stata relatrice in commissione insieme a Mulé del provvedimento.

Un decreto per favorire la progressiva diffusione
Il programma pluriennale per favorire la diffusione e l’utilizzazione dei defibrillatori , con priorità in scuole e università, sarà definito con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro della Salute e di concerto con i ministro dell’Economia, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica. Il decreto dovrà essere pubblicato entro 120 giorni dalla data di approvazione della legge. Il programma avrà la durata di 5 anni e potrà essere aggiornato, tenendo conto della diffusione e dell’utilizzazione dei defibrillatori.

Defibrillatori in teche accessibili
Gli enti territoriali, sempre entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, dovranno adottare dei regolamenti per prevedere l’installazione, nel proprio territorio, di postazioni di defibrillazione ad accesso pubblico adeguatamente segnalate. Postazioni dotate di sistemi automatici di chiamata e di segnalazione ai servizi di emergenza. I defibrillatori installati in luoghi pubblici dovranno essere collocati in teche accessibili al pubblico 24 ore su 24. Ci sarà anche un’apposita segnaletica che indicherà la posizione del dispositivo in maniera ben visibile e univoca. Gli enti territoriali dovranno anche incentivare l’installazione dei definrillatori nei centri commerciali, nei condomìni, negli alberghi e nelle strutture aperte al pubblico. Tutti potranno usar il defibrillatore.

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