FIAT FULLBACK allestito NCT per la Polizia Scientifica

Da diversi anni la Polizia di Stato sta facendo un grande sforzo per aggiornare il suo parco auto, dotando le varie specialità e specializzazioni del corpo con veicoli sempre all’avanguardia, così da facilitare il personale nell’eterno scontro tra guardie e ladri.

Anche la Polizia Scientifica, una specializzazione della Polizia di Stato, non si sottrae a questo piano di ammodernamento ricevendo il suo primo mezzo in livrea d’istituto, un lotto di ben 15 esemplari del Fiat Fullback. In passato già ci sono stati dei mezzi dedicati a questo particolare servizio; si è trattato di mezzi spesso molto diversi sia come telaio che come allestimento interno tra le varie realtà territoriali, mentre per la prima volta la flotta dei “Fullback” rappresenta un lotto di mezzi uguali, con tutti i vantaggi  della semplificazione e della facilitazione per i vari operatori di poter avere a disposizione, per la prima volta, tutto il materiale occorrente per gli svariati sopralluoghi. Nel complesso lo abbiamo trovato un bel mezzo, e rappresenta certamente, un balzo in avanti nell’ambito del progetto di identificazione ed identità della Polizia Scientifica.

Come ha spiegato il Direttore del servizio di Polizia Scientifica Luigi Carnevale:

«il nuovo pick-up della Polizia viene incontro alla specifica esigenza di mettere i nostri uomini nelle condizioni di svolgere al meglio il loro lavoro.Ed ecco allora che il Fullback è un vero e proprio laboratorio su ruote in grado di arrivare sulla scena del crimine anche in condizioni proibitive e di rendere immediatamente individuabili e riconoscibili gli operatori della Scientifica. Il grandissimo merito di questo mezzo è quello di contenere tutte le attrezzature necessarie per prelevare e conservare tracce, impronte e reperti di ogni tipo,e di poterlo fare rispettando tutti i protocolli previsti, in modo tale che le prove raccolte ed elaborate siano assolutamente qualificate e in grado di superare i protocolli di certificazione e di arrivare fino in fondo alla fase del dibattimento giudiziario».

Il prototipo che siamo stati a fotografare è assegnato al Servizio Polizia Scientifica con sede a Roma, ma in estate saranno consegnati i rimanenti 14 per i vari Gabinetti Regionali ed Interregionali dislocati su tutto il territorio nazionale.

Il veicolo è un doppia cabina, per poter agilmente portare gli operatori sulla scena del crimine, con una sovrastruttura realizzata sul cassone posteriore opera di NCT – Nuova Carrozzeria Torinese, ancora in sperimentazione.

All’interno sono realizzati, sul lato sx, una serie di cassetti per lo stoccaggio dei dispositivi monouso di protezione individuale per gli operatori impegnati nei sopralluoghi: tute, calzari, guanti e mascherine; un altro con gli strumenti “classici”: lente di ingrandimento, dispositivo per eliminare la polvere in eccesso, le pinzette in plastica per prelevare campioni e una serie di provette in plastica sterilizzate; un terzo cassetto con il nastro bianco-rosso per delimitare la zona interessata dalle indagini, “cottonfioc” per le tracce non più fresche e altra attrezzatura. Il cassetto più in baso dispone anche di un coperchio di metallo, così da fungere anche da piano o per scrivere o di appoggio.

Sul lato dx troviamo sulla parte posteriore del mezzo, un gazebo da poter montare sulla scena del crimine al fine di non far deteriorare le tracce in caso di mal tempo ma, anche, per poter garantire le condizioni di privacy delle vittime e proteggere gli operatori stessi durante lo svolgimento del proprio lavoro. Un trolley in ABS per il trasporto dell’attrezzatura stessa, quando non si può arrivare con il mezzo in prossimità del luogo; un frigorifero per la conservazione delle tracce di natura biologica che necessitano di speciali modalità di conservazione e della garanzia della cosiddetta “catena del freddo”. C’è anche la possibilità di caricare altri trolley in caso di necessità e di assecondare largamente le necessità di trasporto di materiali degli operatori .

L’abitacolo, è allestito da un lato, come tutti i mezzi in dotazione al Corpo con l’apparato radio, il nuovo sistema Mercurio collegato alle Banche Dati in uso alle Forze di Polizia, l’alloggiamento per l’M12 sotto il sedile del passeggero, la consolle per l’attivazione dei vari sistemi audio/visivi e una cassetta di sicurezza. Dall’altro è dotato anche di attrezzatura specifica in uso alla Polizia Scientifica che è rappresentata dal sistema “LTE”, vale a dire un dispositivo che consente di riprendere le immagini del sopralluogo e  trasmettere, in tempo reale, quanto ripreso direttamente in Sala Operativa o su un tablet a distanza.

La barra montata sul tetto è una TrafficStorm della Federal Signal, anche se a nostro parere sarebbe da rialzare, come è stato fatto a suo tempo per i Mitsubishi L200, perché così è coperta dal cassone posteriore inficiandone in parte l’utilizzo. Un’altra attrezzatura che ci sentiamo di suggerire da montare, anche in un secondo tempo, è una torre faro telescopica full led che agevolerebbe notevolmente il rilievo sulle zone di interesse delle indagini, evitando di dover far intervenire prima e tenere impegnato, durante il rilievo stesso, un APS dei Vigili del Fuoco. Essendocene di varie misure si può adattarne facilmente una alla parte posteriore del caricamento, visto che non si apre, e che da chiusa non sporga oltre lo stesso, evitando accidentali rotture.

Fonte: FIAMMEBLU

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