Il bilancio delle operazioni di soccorso nelle aree alluvionate dell’Uttarakhand

Un mese dopo il disastro dell’Uttarakhand, lo stato indiano al confine con Cina e Nepal, devastato dalle alluvioni, il bilancio è di 750 morti e 3000 dispersi.

Le operazioni delle forze di soccorso, lunghe e complicate anche per i danni subiti dalle vie di comunicazione, si stanno avviando alla fase conclusiva. Globalmente sono state evacuate 1400 persone.

S Sasidhar Reddy, vice capo del NDMA, National Disaster Management Authority, l’organizzazione per la gestione delle catastrofi, ha dichiarato che in totale sono state messe in salvo circa 100mila persone. 

Nelle operazioni di ricerca e salvataggio il governo federale indiano ha messo a disposizione 25mila soldati e una sessantina di elicotteri. Alcuni mezzi militari sono tuttora in azione; sorvolano la zona per effettuare operazioni di soccorso, paracadutare cibo e medicine nelle aree di difficile accesso e trasferire gli ultimi sfollati.

Come base è stata utilizzata la città di Dehradun, capitale dell’Uttarakhand, dove migliaia di persone sono ancora in attesa di ricevere notizie sui loro familiari, partiti per i pellegrinaggi ai luoghi sacri della zona e rimasti bloccati dalle alluvioni.

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