Sintesi di un blackout perfetto: l'alluvione di Parma

In sette ore sono cadute sulla provincia di Parma le precipitazioni di tre mesi. Ecco come ha reagito la macchina dei soccorsi, senza poter usare i telefoni

Un’alluvione simile a quella capitata fra il 12 e il 13 ottobre a Parma non si era mai vista prima in città. La “Piccola Parigi” emiliana si è vista cadere sopra, in 7 ore, la pioggia che solitamente vede in 90 giorni d’autunno. Tuoni, fulmini, vento e acqua hanno completamente mandato in blackout la comunicazione delle linee Telecom, rendendo isolati dal mondo migliaia di persone fra cui tante nelle zone allagate. E non solo loro. Vigili del fuoco senza numero d’emergenza, centrali del 118 irraggiungibili, e centralini comunali off limits. Solo perché tutti viaggiavano con linee telefoniche basate sull’operatore nazionale e quindi si sono ritrovate senza linea nel momento del bisogno.

Nonostante questo grave problema di comunicazione, il crollo di un ponte pedonale, l’allagamento di interi quartieri e l’arrivo dell’acqua in via Bixio, nel centro storico cittadino, non ci sono stati nè morti nè feriti. Solo un disperso, ritrovato poi ieri in tarda serata, aveva fatto temere per una seconda Genova. Ma ora che l’acqua sta calando e che la piena si è spostata verso Colorno (dove sta esondando il canale Galasso, nella bassa parmense) è il momento della riflessione.

La preoccupazione maggiore coinvolge i soccorritori che, ieri, hanno attivato un servizio di presidio preventivo per fare fronte al problema delle comunicazioni. Nessuna linea telefonica infatti era raggiungibile. Se questo è un problema che non tocca la comunicazione fra centrale e operatori in azione, di fatto assorda i soccorritori davanti alle richieste d’aiuto delle persone sul territorio, che senza un telefono non possono muoversi.

Soccorritori sanitari e Vigili del Fuoco, di fronte al blocco delle centrali telecom, si sono sparpagliati sul territorio organizzando giri di presidio che potessero tenere sotto controllo la città e alcune zone della provincia. Il tutto è stato reso possibile grazie ai sistemi di comunicazione indipendenti, le radio, e ai servizi di controllo operativi delle centrali 118, che possono con i loro software sapere dove si trovano i mezzi con estrema precisione.

Nella val Baganza, fortemente colpita dalla violenza dell’omonimo torrente, i turni sono stati organizzati in modo da tenere tutti i mezzi in presidio mobile, per assicurarsi così che nessuna persona in difficoltà e isolata dall’assenza di linee telefoniche, potesse restare senza aiuto tempestivo.

La stessa cosa hanno fatto i Vigili del Fuoco, irraggiungibili via telefono anche stamattina. Secondo le informazioni che arrivano dai soccorritori, Parma resterà senza connettività Telecom almeno fino alle ore 12, quando i primi disservizi dovrebbero essere risolti. La speranza è che un’evento simile non si ripeta più e, nel caso, che sia più tempestiva l’azione degli operatori di telecomunicazione.

IL RUOLO DI TWITTER – Nella gestione di questa emergenza è stato importante anche il ruolo di twitter, e una menzione d’onore va fatta al canale ufficiale del Comune di Parma che si è dimostrato attivo e ben controllato dai dipendenti, con segnalazioni puntuali del punti di emergenza. Un segnale importante di attenzione nei confronti dei social media, che possono raggiungere i cittadini anche tramite altre linee e dare informazioni importanti per la gestione di una emergenza.

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