L’alzabandiera inaugura la 91ª Adunata nazionale degli Alpini a Trento

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Per alcuni giorni il Trentino si è tinto di verde, bianco e rosso grazie allo sventolare di migliaia di bandiere e gagliardetti tricolore per i corsi e le piazze delle città, riservando alle brigate alpine più o meno goliardiche un’accoglienza ben al disopra delle aspettative.
Per garantire la sicurezza sanitaria delle oltre 700mila persone attese durante i 3 giorni di maggiore afflusso, con Trentino Emergenza è stato stilato un maxi piano sanitario operativo a partire dal giovedì 12 e terminato lunedì 14 mattina, in cui sono stati integrati tutti gli enti sanitari della provincia, tra cui diverse croci di volontariato.

Le forze in capo:

  • 8 punti medici avanzati in città
  • 2 ospedali da campo
  • 20 squadre a piedi di soccorritori
  • 3 elicotteri e, allertati, gli ospedali di Bolzano, Verona, Brescia e Belluno.

Gli 8 “Punti Medici Avanzati” (PMA) distribuiti in maniera strategica su tutta la città, presidiati da medici, infermieri e soccorritori, hanno gestito gli interventi primo soccorso.
Ogni PMA aveva a disposizione un’ambulanza per l’eventuale trasferimento in Ospedale di paziente critici ed un professionista del 118 Trentino con compiti di collegamento con la centrale operativa di Trentino Emergenza.
Il centro cittadino è stato inoltre costantemente pattugliato da squadre a piedi con il compito di effettuare il primo soccorso e trasferire eventualmente al PMA i pazienti ritenuti non gestibili sul posto.
Per la prima volta le pattuglie hanno utilizzato l’innovativa l’applicazione fornita da Areu Lombardia per la geo localizzazione dell’intervento, la cui facilità di funzionamento e di utilizzo ha convinto anche i più scettici.
Particolare attenzione va riservata ai PMA della protezione civile dell’ANA ed all’Ospedale da Campo, fiori all’occhiello dell’Associazione Nazionale Alpini, gestiti da personale volontario proveniente da tutta Italia, i quali hanno trattato la maggior parte dei soccorsi, permettendo di non saturare le strutture del l’ospedale Santa Chiara di Trento .

Le squadre Sanitarie Alpine hanno quindi gestito in totale 3 PMA: 2 situati in posizioni strategiche centrali, limitrofe alla zona Rossa: Piazza Dante e Palazzo della Regione ed una più decentrata in via al Desert, a servizio di una vasta area destinata a campeggio per tende e roulotte di alpini ed accompagnatori.
La partecipazione della PC ANA è risultata completata da un ambulatorio mobile, strategicamente posizionato in prossimità della zona tribune, e da una squadra di psicologi.
Nei presidi ANA è stata garantita la presenza costante di: 2 medici, 2 infermieri, 2 soccorritori e squadre a piedi dotate di zaino e defibrillatore, operativi H24/24 dal venerdì 13 al lunedì mattina.

Ho goduto dell’ospitalità Alpina sabato notte nel PMA di Piazza Dante e non potendo riportare il numero degli interventi, posso però affermare che il personale medico dei PMA ha contribuito in buona misura a ridurre gli accessi al Pronto Soccorso, prezioso è stato il contributo delle 3 pattuglie dei volontari che hanno presidiato la zona rossa fino all’alba.
La notte è passata veloce con flusso costante ma ordinato dei richiedenti, persone accompagnate al PMA per un semplice controllo o per gravità maggiori codici gialli e rossi. Medici, infermieri e volontari hanno trattato casi sia natura medica che traumatica, che stabilizzati sono stati poi trasportati al Santa Chiara.
Del personale ANA presente in PMA , ricorderò per sempre l’armonia e la simpatia con cui sono stato accolto ed inserito in organico.

Mai Strac

Andrea Bogoni Nokimed Italia

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