Myanmar, dalla Cooperazione Italiana 400mila euro per il benessere delle donne: il progetto “Women and girls first” dell’Unfpa

Benessere delle donne: la mancanza di informazioni, le limitazioni agli spostamenti e l’indebolimento dei sistemi di protezione causati dalla pandemia Covid-19 interrompono di fatto l’accesso ai servizi essenziali per la salute sessuale e riproduttiva delle donne, per l’assistenza mentale e psicosociale e per il contrasto alla violenza di genere per donne e ragazze nelle zone di conflitto, incrementando i fattori di rischio.

Benessere delle donne, l’impegno dell’Italia in Myanmar

Per questo l’Italia ha deciso di mobilitare per il Myanmar 400.000 euro in favore del programma Women and Girls First – Fase II, realizzato dal Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa).

L’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) in una nota riferisce che l’ambasciatrice d’Italia in Myanmar, Alessandra Schiavo, e il rappresentante per il Myanmar – Unfpa, Ramanathan Balakrishnan, hanno firmato l’accordo per il contributo di 400.000 euro a Unfpa, permettendo cosi’ al Fondo Onu “di realizzare interventi mirati alla prevenzione e alla risposta alla violenza di genere, di assicurare l’accesso alle cure mentali e ai servizi psicosociali alle vittime di violenza, e di garantire i diritti alla salute sessuale e riproduttiva delle donne, di tutte le fasce d’eta’ o con disabilita’, a Lgbtqia e ad appartenenti a gruppi marginalizzati nelle aree di
conflitto”.

Grazie ad un approccio che combina assistenza umanitaria, pace e sviluppo, il Programma Women and Girls First mira a beneficiare le popolazioni degli Stati del Kachin, Rakhine, Shan, Mon, Kayin e Kayah.

Il contributo italiano nel programma per il benessere delle donne di Unfpa

Ramanathan Balakrishnan, rappresentante Paese di Unfpa Myanmar, ha commentato cosi’ l’accordo: “Il contributo italiano al programma Women and Girls First arriva al momento giusto, consentendoci di assicurare continuita’ ai servizi e ai bisogni essenziali delle donne, delle adolescenti e delle bambine nelle aree di conflitto.

Forti della nostra esperienza e delle ottime relazioni con i partner locali- ha continuato il rappresentante Onu- investiremo per aumentare l’empowerment di donne, adolescenti e bambine, per garantire l’uguaglianza di genere e l’accesso ai servizi sanitari, sia per la salute sessuale e riproduttiva sia per l’assistenza psicologica, promuovendo anche cambiamenti normativi per prevenire la violenza di genere nelle comunita'”.

Alessandra Schiavo, ambasciatrice d’Italia in Myanmar, da parte sua ha assicurato che “L’Italia vuole contribuire alla costruzione di un futuro migliore per tutte le donne, ragazze e bambine di questo Paese.

I risultati positivi ottenuti nella sua prima fase di realizzazione, hanno reso l’iniziativa Women and Girls First un ‘programma simbolo’ per la promozione e il miglioramento dei diritti delle donne in Myanmar.

Sono onorata di sottoscrivere questo Accordo e che l’Italia lavori in questa direzione”.

Walter Zucconi, titolare della sede Aics di Yangon, a margine della firma dell’Accordo ha aggiunto: “L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e’ perfettamente allineata all’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Obiettivo fermare la violenza di genere

Con questa iniziativa conferma il suo impegno per porre fine alla violenza di genere, sostenendo un approccio che privilegia l’attuazione del nexus assistenza umanitaria, pace e sviluppo e rispondendo, allo stesso tempo,
all’attuale crisi sanitaria”.

L’Italia ha contribuito per un importo di 800.000 Euro alla prima fase Women and Girls First tra il 2016-2019. Il programma e’ finanziato da Australia, Unione Europea, Finlandia, Germania, Italia e Svezia.

Per approfondire:

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Fonte dell’articolo:

Agenzia Dire

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