Poster IRC – Il ruolo dei sistemi dispatch CBD e MPDS nel riconoscimento e nella gestione dell’ACC

Il sistema di risposta di una Centrale Operativa può incidere sulle performance della gestione di un Arresto Cardiaco? E’ questa la domanda centrale dello studio presentato da Gianluca Benetton, Andrea Favaretto, Andrea Spagna e Marilena Greggio all’Italia Resuscitation Council di Parma. Un lavoro quello dell’equipe medico-infermieristica che da grandi risposte sui sistemi da applicare in C.O. per riconoscere precocemente un arresto cardiaco e trattarlo lungo tutto l’iter extraospedaliero nella maniera più corretta possibile.

Grazie proprio alla collaborazione dell’Italian Resuscitation Council presentiamo questo lavoro che potrebbe dare spunto per miglioramenti anche in altre centrali. Continua la nostra pubblicazione di un poster a settimana cercando di dare il massimo della visibilità a questi studi molto importanti per il mondo del soccorso e per quello della rianimazione RCP, che si basa su studi scientifici e nel quale i case report sono vitali per un miglioramento costante e continuo delle buone pratiche di rianimazione.

AUTORI:
Gianluca Benetton (infermiere presso l'unità di rianimazione e terapia intensiva del Policlinico di Abano Terme)
Andrea Favaretto (Docente di infermieristica presso la Clinica in Area Critica dell'UniPD)
Andrea Spagna (Direttore UOC Centrale Operativa SUEM A.O. Padova)
Marilena Greggio (Coordinatore Infermieristico UOC Centrale Operativa SUEM Azienda Ospedaliera di Padova)

Il ruolo dei sistemi dispatch CBD e MPDS nel riconoscimento e nella gestione dell’ACC. Quale è il sistema meglio applicabile per la centrale operativa SUEM 118 di Padova?
L’arresto cardiaco (AC) extraospedaliero è un evento a elevata incidenza (50000 casi in Italia su elevo razione ISTAT del 2010, 300000 casi annui in media in Europa) e bassa sopravvivenza.

L’AC varia con l’età, il sesso e la presenza o meno di malattie cardiovascolari, la speranza di vita post arresto dipende dalle condizioni in cui avviene l’evento: presenza o meno di altre persone che possono attuare manovre rianimatorie (RCP), tempestività di arrivo dei mezzi di soccorso ALS, corretta somministrazione delle istruzioni pre-arrivo (IPA) ed efficienza nell’eseguirle da parte dell’utente che ha allertato i soccorsi.

La possibilità di ripresa del paziente decresce dal 7 al 10% ogni minuto che passa senza intervenire e dipende dal tipo di arresto iniziale.

La tempestiva somministrazione delle IPA, in base a un sistema di dispatch validato, può diminuire il tempo tra il riconoscimento dell’AC da parte dei dispatchers e l’inizio della fornitura delle istruzioni per la RCP.

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1 Commento
  1. […] Sintetizzando questa settimana di ricerca di informazioni e di segnalazioni da parte dei cittadini Laziali e Romani, abbiamo potuto capire che esistono dei limiti strutturali che questa estate 2017 sta mettendo in evidenza con continue situazioni di allarme emergenziale. Sarà però il Ministero dell’Interno ad approcciarsi al metodo migliore per potenziale le CUR di tutta Italia per trovare il modo affinché le lunghe attese al telefono affinché la linea del Numero Unico risponda, rientrino sempre e comunque all’interno dei 10 secondi limite. Perché in alcune situazioni, pochi secondi possono fare la differenza fra la vita e la morte: Dispatch Time is Life Time […]

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