SIS118: Balzanelli Presidente, ma la maggioranza se ne va

Mario Balzanelli è rimasto Presidente della SIS118, ma la società non rappresenta più la voce dei responsabili dei 118 di tutte le Regioni.

Fra incontri annullati, assemblee infuocate e voto telematico, in Sicilia è andato in scena l’ultimo Congresso SIS118 “italiano”. Fuoriuscita in massa degli iscritti del centro-nord: “Per migliorare ci vuole confronto, non imposizioni”.

CATANIA – La “Società Italiana Sistemi 118” da oggi non è più la voce di tutti i professionisti e dei tecnici che operano sulle ambulanze e nelle centrali operative dell’intero stivale, ma solo di una parte del Paese. Guardandosi indietro, a pochi anni fa, la realtà SIS contava più di 1200 iscritti e aveva messo in accordo sistemi diversi, con peculiarità e capacità differenti. In questo fine settimana invece, a Catania, si è consumata una frattura insanabile sulla rielezione del presidente Mario Balzanelli, che ha fatto modificare lo statuto per poter essere rieletto. Su poco più di un centinaio di aventi diritto di voto, ottanta si sono alzati ed hanno salutato. La votazione è poi avvenuta – per la prima volta – tramite sistema telematico, con la possibilità di partecipare anche comodamente da casa. Un unicum nel panorama delle società scientifiche.

Il 118 non è unito.

Nessun rappresentante di alto livello delle centrali del 118 nell’ultimo anno è stato coinvolto rispetto alle posizioni di Balzanelli. In particolare riforma del 112 e del 118, autista soccorritore e primo soccorso hanno visto uscite dirette e senza intermediari. Balzanelli ha parlato – e continuerà a parlare – a nome del 118? Probabilmente si, esponendo posizion che però non rappresentavano più tutto il 118.

Fine. Sipario? Assolutamente no.

Balzanelli ha ottenuto la voluta rielezione come presidente della SIS e andrà avanti per la sua strada: medici sulle ambulanze, DDL Marinello per gli autisti soccorritori e blocco della regionalizzazione delle CUR. Insieme a lui ci saranno rappresentanti di alto livello di Calabria, parte della Puglia e della Campania. Il peggiore degli scenari possibili: nord contro sud. Che significa la nascita di una nuova società scientifica, magari orientata verso il 112, ormai obbligatorio. Fino ad oggi infatti abbiamo sentito dire che “il 112 non deve abolire il 118” senza vedere neanche un numero di paragone fra il funzionamento dei due modelli. Fino ad oggi abbiamo sentito tante belle parole sull’insegnamento del primo soccorso nelle scuole (fermo da 25 mesi ndr), ma nulla è stato fatto in pratica. Insomma, fino ad oggi abbiamo visto tante apparizioni sulla stampa, disgregazione e pochissimi cambiamenti.

Avremo polemiche sul NUE112 tutti i giorni?

Il messaggio che è stato fatto passare dal presidente della SIS118, è che oggi, sulle ambulanze, servono i medici MET perché il sistema è un colabrodo di cui non fidarsi. Eppure, chi vive nell’incivile Emilia-Romagna che mette sulle ambulanze i volontari e gli infermieri, vive una realtà differente. Eppure, chi vive nell’incivile Milano del NUE112, ha tempi di intervento rispettosi dei dettami del Ministero della Salute. Oppure chi sta in Veneto ha – da anni – centrali operative miste con Vigili delFuoco e Sanitari nello stesso ambiente. Lo stesso dicasi per Liguria, Piemonte, Friuli, Toscana, Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria, parte della Puglia che sta per installare il 112, parte della Campania, Sardegna, Sicilia.

Quello che si è visto in rete e sui giornali sono state tragedie di cronaca nera amplificate per affondare colpi contro il NUE112. Senza mai presentare dati di confronto. Dovremo aspettarci un comunicato contro il 112 ad ogni bambino morto per arresto cardiaco? Una comunicazione congiunta con alcuni sindacati ad ogni trauma da schiacciamento in cui i Vigili del Fuoco sono stati allertati con riserva? Dovremo assistere ad uno stracciarsi di vesti ad ogni elisoccorso non partito? Per quanto durerà ancora questo clima divisivo alla ricerca di audience?

Avremo una nuova società scientifica dell’emergenza pre-ospedaliera

Da qualche settimana la classe dei professionisti (medici e infermieri in particolare) che ogni giorno affronta le richieste d’aiuto degli italiani non è rimasta a guardare. Al superamento della soglia di sopportazione è stato deciso di dare un segnale di cambiamento, che con ogni probabilità si concretizzerà in una nuova realtà congressuale. L’obiettivo? Prendere i dati delle centrali operative e guardarli seriamente, confrontandoli. Forse farà meno audience conoscere tempi di intervento e qualità dei soccorsi. Forse farà meno audience sapere che facendo sistema con il volontariato, ci sono più spazi per un professionismo efficace. L’analisi degli effetti che può avere un sistema 112 / 118 su modello lombardo, o Veneto, o ligure, è ancora precoce. La società scientifica arriverà, ma dovrà confrontarsi con un dato di fatto: la SIS118 oggi ha definito gli standard di intervento delle centrali 118 in Italia. E le linee di indirizzo hanno un valore legale, che conta nei posti più importanti di tutto il nostro Paese: i Tribunali.

Avremo più attenzione su ciò che conta davvero?

Una ricomposizione della frattura potrebbe essere la strada migliore. Magari si analizzeranno meglio le proposte per garantire il supporto vitale basico a tutte le persone colpite da arresto cardiaco. Magari si parlerà sul serio di telemedicina avanzata. E magari si discuterà con decisione di quale formazione serve all’autista soccorritore, e quali limiti si debbano dare ai volontari per inserirli in una rete capace di espellere subito gli approfittatori e i delinquenti. Magari, chissà… Speriamo di sbagliare, come sempre quando vediamo litigiosità e disaccordo, ma la nostra speranza si infrangerà probabilmente contro qualche azione legale.

Noi, restiamo aperti ad ogni posizione, e al dialogo. Sperando che in pochi anni ogni Regione possa avere le risorse per migliorare il proprio sistema, nel rispetto dei ruoli, delle conoscenze e… della Costituzione. Nel frattempo vi consigliamo di leggere qualche analisi distante ma ben circostanziata e il comunicato ufficiale della SIS118.

Aggiornamenti: continuano le defezioni dalla SIS

Riportiamo per completezza le dichiarazioni del dottor Pietro Pugliese, che ha specificato sul suo profilo social come siano effettivamente avvenute le votazioni durante il Congresso della SIS: “Ritengo che sia importante specificare quali sono le modalita’in cui sono avvenute le elezioni: tutti i membri del Comitato di Presidenza e del Direttivo Nazionale del CentroNord e parte del Sud , escusi il Presidente Balzanelli e il Tesoriere, sono usciti dall’assemblea in segno di protesta, senza partecipare alle votazioni, per precedente mancanza di condivisione nel percorso dell’approvazione di Statuto e Regolamento che ha permesso la rielezione del Presidente uscente per altri due anni. Ricordo che il Presidente come ha ben specificato (nell’intervento durante l’assemblea ndr) il Dottor Mario Costa, deve essere il “Primum Inter Pares” e non solo il “Primum”. Tutto ciò per dare un informazione completa di ciò che è avvenuto nella SIS118. Una completa spaccatura della Società e l’abbandono della stessa da parte di una moltitudine di soci ,che non hanno approvato tale comportamento, compreso il Sottoscritto, già Segretario Nazionale SIS 118 e dimissionario per tali motivi”.

Anche i rappresentanti del 112 e del 118 della Regione Lazio hanno voluto sottolineare la totale distanza con le posizioni di Balzanelli: “Siamo ufficialmente contrari al modello proposto e mai condiviso” ha spiegato in un intervento ad Emergency Live il direttore di ARES 118 Livio De Angelis: “Grazie all’impegno comune per la realizzazione del NUE112 in Regione Lazio abbiamo raggiunto elevati standard di risposta alle chiamate, e siamo convinti che la discussione e il confronto servano per guardare avanti verso questi modelli, non verso il passato”.

Dalla Sicilia – che sta implementando il 112 – arrivano diverse prese di posizione contrarie al metodo usato da Balzanelli per ottenere la rielezione. “La società non rappresenta più la voce dei responsabili del 118 – ci ha spiegato Calogero Alaimo, coordinatore infermieristico del CTO di Caltanissetta – perché il metodo usato per essere rieletto è stato scorretto. E’ come se una persona ti invitasse a casa sua per discutere, e quando arrivi trovi la porta chiusa. L’esperienza SIS per quanto mi riguarda è chiusa. Spero si possa aprire una nuova realtà che coinvolta le persone operanti nel territorio: medici, infermieri e soccorritori. Solo così si potrà parlare di un sistema di emergenza”.

 

Leggi qui il comunicato dei membri fuoriusciti dalla SIS118

 

 

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