STEMI O NON STEMI….QUESTO E’ IL PROBLEMA.

L’elettrocardiografia non è una materia semplice,purtroppo è ricca di variabili e insidie. Anche una diagnosi teoricamente facile come quella di infarto del miocardio, non è scontata. La classificazione accademica che tutti conosciamo non ci aiuta, anzi spesso contribuisce a creare malintesi e confusione. I criteri AHA/ACC per la diagnosi di STEMI sono i seguenti:

Elevazione ST al punto J in due derivazioni contigue che raggiunga le seguenti soglie:

  • Uomo <  40aa  2.5 mm in V2 e V3 e 1 mm in altre der.
  • Uomo >  40aa  2 mm in V2 e V3 e 1 mm in altre der.
  • Donna               1.5 mm in V2 e V3 e 1 mm in altre der.

È anche importante ricordare che la sensibilità dell’elettrocardiografia nella diagnosi di infarto del miocardio è piuttosto bassa ( circa 45-50 %). Se gli ECG da refertare fossero tutti come questo,non ci sarebbero grossi problemi. Per quanto riguarda le SINDROMI CORONARICHE ACUTE SENZA ELEVAZIONE DEL SEGMENTO ST (N-STEMI), il discorso è un pò più complesso, i criteri diagnostici sono i seguenti:

  • Depressione del tratto ST orizzontale (C) o verso il basso (B) > 0,5mm (certo 2mm) in almeno due derivazioni contigue.
  • La morfologia con sottoslivellamento in “salita” (A) di norma non è suggestiva di ischemia

n stemi

 ST depression: upsloping (A), downsloping (B), horizontal (C)

 La SCA senza sopralivellamento dell’ST abitualmente viene trattata con la terapia medica (antiaggreganti, anticoagulanti, nitrati, betabloccanti, etc…) e solitamente non necessita di accesso diretto al laboratorio di emodinamica per coronarografia urgente ed eventuale angioplastica; tale metodica interventistica può essere differita di 24-72 ore, tranne nel caso di instabilità emodinamica o elettrica.

(2014 AHA/ACC guideline for management of patients whit non-st-elevation acute coronary syndromes)

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