Tragico rogo in un’azienda tessile a Prato: i soccorritori trovano gravi carenze

Sette persone sono morte, altre tre sono rimaste ferite, due di loro sono ricoverate in rianimazione con gravi ustioni su tutto il corpo e sintomi di intossicazione. L’incendio del Macrolotto, agglomerato di capannoni industriali a Prato diventati un’enorme fabbrica tessile cinese, continua a suscitare scalpore. I vigili del fuoco sono alla ricerca di eventuali altre vittime nel dedalo di camminamenti e magazzini di questa fabbrica/città nella quale i lavoratori vivono reclusi 24 ore su 24; la polizia sta cercando di ricostruire il quadro dei presenti per capire quante persone mancano ancora all’appello. La prima vittima localizzata ed estratta è un uomo semisepolto dalle macerie del tetto crollato. Proprio il crollo del soppalco destinato ad abitazione per gli operai, che vivevano in condizioni igienico/sanitarie spaventose, potrebbe nascondere altri cadaveri.
Sul posto sono intervenuti in forze i vigili del fuoco dalla vicina caserma, supportati da rinforzi provenienti da Pistoia. Il 118 ha inviato numerosi mezzi di soccorso. A quanto pare alcune delle persone all’interno del capannone stavano dormendo quando si sono sviluppate le fiamme. La prima vittima è stata trovata in pigiama, così come alcuni dei dipendenti riusciti a mettersi in salvo: sembra che le fiamme si siano sviluppate molto velocemente, intrappolando nell’edificio alcuni dei presenti. Una grossa colonna di fumo si levava dal tetto del capannone ed era visibile anche a distanza. Secondo il primo sopralluogo dei vigili del fuoco, la presenza di bombole di gas per cucinare e scaldarsi potrebbe aver originato il rogo. Ma anche impianti elettrici improvvisati e promiscuità tra lavoratori e merci potrebbero essere concause di questo tragico evento.

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