Vaccino Covid a Over 80, parlano medici di base della Lombardia: “Da lunedì è caos”

Vaccino Covid, un tema come gli altri, in Italia: quando subentra la politica, tutto diventa caos. Il vaccino covid per gli over 80 non fa eccezione.

E così accade anche in Lombardia, con un’ondata mediatica (accompagnata dal consueto defilé di nomi forti) che sta ingarbugliando una situazione che andava invece semplificata.

Botta e risposta tra medici e istituzioni, anche da questo punto di vista nessuna novità. Così accade che la Regione Lombardia annunci piattaforme ed iniziative, e che i medici territoriali guardino con perplessità alle stesse, interrogandosi sulla loro effettiva praticabilità.

Vaccino Covid a over 80, i medici di base della Lombardia: “Codici sui cellulari, multidosi, infermieri? Speriamo nei servizi sociali”

C’è una sola parola con cui poter descrivere lo stato d’animo dei medici di base della Lombardia che si troveranno a gestire gran parte della campagna vaccinale anti-covid per gli over 80: confusione.

A pochi giorni dall’inizio delle somministrazioni i medici di medicina generale non sanno come vaccineranno i pazienti a domicilio e soprattutto come riuscire a raccogliere le adesioni.

La Regione ha messo a disposizione un portale che potrà essere utilizzato dagli Mmg, dai farmacisti e dai cittadini. Sarà sufficiente avere con sé la tessera sanitaria, un numero di cellulare o il telefono fisso.

VACCINO COVID MARRALI: “PROCEDURA A DISTANZA PER OVER 80 È IMPOSSIBILE”

“Speravo che le adesioni tramite il portale potessero farsi per via telefonica, ma appena ho letto le istruzioni ho capito che sarebbe stato impossibile: dopo aver inserito il numero di telefono del paziente, per poter andare avanti devo aggiungere entro 3 minuti un codice di verifica che arriva con un sms sul cellulare del paziente stesso, fare tutto questo a distanza con un over 80 è impossibile.

Dovrò dirgli di venire qui in studio”, spiega amareggiato Fabrizio Marrali.

Fa il medico di base da più di 20 anni, il suo studio è a Rogoredo.

Tra i suoi 1.500 pazienti ci sono quasi 200 ultraottantenni.

“Non so se il cittadino da solo riuscirà a farlo.

Lo spero, altrimenti devo dire a miei vecchietti di andare in farmacia.

Come faccio a farli venire tutti qui?”.

Il problema non è solo il rischio di creare assembramenti, ma anche quello di garantire che il servizio funzioni con celerità.

Perché soltanto dopo aver mandato la richiesta di adesione tramite il portale, si riceveranno (sempre sul proprio telefono) ora e luogo della somministrazione.

MARINONI: “IMPENSABILE CHE I CITTADINI VADANO DI PERSONA DAL MEDICO DI BASE”

Anche per il presidente dell’Ordine dei medici di Bergamo, Guido Marinoni, membro del Cts regionale, è “impensabile che i cittadini si rechino di persona dal medico di base“.

L’obiettivo è far in modo che si riesca a eseguire la procedura a distanza. Marinoni spera “di poter contare sull’aiuto dei parenti, delle farmacie e degli assistenti sociali”.

Il sindacato dei pensionati di Bergamo della Cisl ha già comunicato di aver attivato un sistema di assistenza.

Gli ultraottantenni che vorranno dichiarare la propria adesione alla campagna di somministrazione potranno prendere un appuntamento, previo contatto telefonico, presso una delle sedi provinciali della Fnp Cisl di Bergamo.

Il sito sviluppato da ‘Aria’ (la centrale per gli acquisti della Regione) sarà attivo da lunedì alle 13, le vaccinazioni invece dovrebbero partire giovedì.

“Non sappiamo ancora nulla di preciso.

Chi potrà andrà nei centri vaccinali, gli altri dovranno ricevere il siero a domicilio”, spiega il dottor Marrali.

La Regione ha affermato di voler utilizzare le Usca, l’esercito e i medici di medicina generale per le somministrazioni a domicilio.

IMMUNIZZAZIONE OVER 80, I PROBLEMI DI CONSERVAZIONE DEL VACCINO PER COVID

Come concretamente verranno fatte le iniezioni, però, non è ancora chiaro, perché i vaccini disponibili per gli over 80 (Pfizer e Moderna) sono più complessi nella conservazione.

“I flaconi multidose dopo 6 ore dalla prima perforazione scadono.

Se a domicilio utilizziamo Moderna, come indicato, avremo 10 dosi per fiala, quindi dovremmo fare 10 iniezioni in 6 ore.

Visto che dobbiamo fermarci 15 minuti dopo ogni somministrazione per verificare le condizioni del paziente, è impossibile esaurire le dosi nel tempo stabilito”, analizza Marinoni.

Servirebbero degli infermieri per accompagnare gli Mmg.

Ma gli infermieri mancano e anche il bando pubblicato dal commissario Domenico Arcuri è andato praticamente deserto. Resta la confusione.

“Io non so cosa accadrà. Abbiamo dovuto anticipare tutto al 18 febbraio per far vedere che non siamo secondi a nessuno. Ma non eravamo pronti”, commenta Tommaso Mastropietro, medico di base a Pavia.

Nella sua Ats i dirigenti hanno chiesto ai medici di base di fornire una lista con i nomi dei pazienti che hanno difficoltà a raggiungere i centri vaccinali, in questo modo se qualcuno di loro proverà a effettuare la prenotazione tramite il portale regionale, la procedura si bloccherà automaticamente.

“A questo punto saremo noi a contattarli e a dirgli che la somministrazione avverrà a domicilio. Ogni Azienda sanitaria si sta muovendo come meglio crede”, spiega Mastropietro.

A Milano, ad esempio, è stato chiesto ai medici di non raccogliere le adesioni degli ultraottantenni che hanno problemi negli spostamenti.

Era stato lo stesso presidente dell’Ordine dei medici del capoluogo lombardo, Roberto Carlo Rossi, a denunciare il poco coordinamento territoriale e a chiedere una gestione più unitaria.

Ora ripete: “E chi lo sa che cosa dobbiamo fare?”.

Sarà una sfida. Angelo Rossi segretario provinciale bresciano della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) ne è convinto.

Due Asst del territorio (Garda e Franciacorta) hanno dato l’ok per far vaccinare ai medici di base i propri pazienti negli spazi individuati dalle amministrazioni comunali.

“Le Aziende sociosanitarie non hanno mai avuto rapporti di integrazione reale con gli Mmg. Sarà un’occasione unica per lavorare insieme”.

Angelo Rossi si mostra fiducioso: “Forse con questa collaborazione iniziamo a vedere la luce”.

Per approfondire:

Covid, la variante inglese è sensibile agli anticorpi dei pazienti guariti

Fonte dell’articolo:

Agenzia Dire

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