Alluvioni, acqua alta, cambiamento climatico. Che fare? Prepararsi

Mentre Venezia è sommersa e attende nuovi picchi di acqua alta, il cittadino comune può fare solo una cosa: prepararsi al peggio.

Premessa scientifica e statistica
L’acqua alta è un fenomeno ricorrente nella storia di Venezia. C’è sempre stata, diranno i negazionisti. Ma non è mai successo quello che stiamo vivendo oggi. Ci sono stati soltanto 6 picchi di acqua alta a Venezia in 1200 anni. 3 di questi si sono verificati negli ultimi 40 anni. Negli ultimi 120 anni ci sono state solo 20 maree più alte di 140cm. 10 sono avvenute dopo il 2000.

E’ abbastanza chiaro: non è più il momento di pensare a come ridurre gli effetti del cambiamento climatico. E’ il momento di pensare a come convivere con gli effetti che il cambiamento climatico comporta. In caso di alluvione, allagamento o acqua alta, come a Venezia, è importante sapere bene cosa si può fare e come si può sopravvivere e resistere ad una situazione straordinaria. Il 12 novembre resterà nella nostra memoria per due immagini: i torrenti fangosi nelle strade di Matera e i traghetti di Venezia appoggiati sui moli della città, completamente allagata. Non è neppure il momento di arrabbiarsi per i milioni di euro spesi nel mose. Bisogna prepararsi e basta.

Come affrontare una alluvione?

Ci sono tre regole fondamentali per affrontare un’emergenza climatica, che sia un’alluvione, un tornado, un incendio o un fenomeno meteo prevedibile e potenzialmente distruttivo. Ogni zona geografica ha delle peculiarità che richiedono particolari accortezze, ma queste tre regole generali vanno bene sempre:

  1. Prepara uno zaino di emergenza
  2. Prepara un piano di evacuazione
  3. Prepara un sistema per comunicare

Questi tre aspetti dovrebbero essere sempre pronti nella tua casa o nella tua auto, se la usi per muoverti continuamente sul territorio.

Come prepararsi ad una catastrofe climatica?

La prima cosa da fare per preparare se stessi e la propria famiglia ad una emergenza è frequentare un corso della Protezione Civile della vostra città. La Protezione Civile è fatta da persone comuni, da volontari che ogni giorno fanno una vita tranquilla ma che in caso di emergenza possono essere attivati per proteggere tutta la comunità. Ogni settimana vengono organizzati corsi di formazione per volontari, e per famiglie che vogliono sapere come tutelarsi in caso di calamità. Sapere bene, tutti quanti, cosa fare in caso di terremoto, di alluvione, di incendio o di altra emergenza è importantissimo. E’ il mattone fondamentale per essere protetti e non restare in balia degli eventi. In queste situazioni viene anche spiegato come creare lo zaino di emergenza, anche se noi vi riportiamo una guida rapida e internazionale qui, valida soprattutto in caso di terremoti.

Come prepararsi a scappare di casa?

Zaini da soccorso, adatti anche per l’emergenza

Il piano di evacuazione è una cosa molto personale, e consiste nel sapere cosa fare e come muoversi se arriva un evento talmente forte e devastante da sovvertire la regola base della protezione civile. Il primo punto da rispettare con alluvioni, nevicate, tempeste o incendi è “restare in casa”. Non c’è niente di peggio che uscire dalla propria abitazione e non avere soluzioni per salvarsi la vita. Rimanere intrappolati in un fiume di fango è questione di un attimo, e bisogna sempre – di norma – restare ben chiusi in casa, ai piani alti possibilmente. Ma se avviene una situazione d’emergenza come un fiume che rompe un argine, è necessario un piano di evacuazione. Soprattutto quando ci si trova in macchina, è bene capire come trovare le alternative giuste per salvarsi la vita e non restare in balia delle correnti. Anche in questo caso, la Protezione Civile è l’ente più indicato a cui rivolgersi per partecipare a corsi e iniziative formative. La regola generale è:

  • con l’acqua e il vento si sta chiusi in casa

  • con i terremoti si esce per strada

  • con il fuoco si eseguono gli ordini dei Vigili del Fuoco

Come comunicare in emergenza?

La terza cosa fondamentale in caso di pericolo è saper comunicare con i numeri di emergenza. Numero unico 112, oppure il 115 e il 118 sono i riferimenti in Italia per le situazioni critiche sanitarie o civili. Chiamare il 115 o il 118 se c’è un pericolo reale per la propria famiglia o per se stessi è importantissimo. Bisogna però mantenere la calma, sempre, descrivere la situazione, e accettare le risposte dell’operatore di centrale che vi sta interrogando per capire nel dettaglio la situazione, e assegnare un codice di priorità alle vostre esigenze. Nelle catastrofi il numero di richieste di aiuto soverchia enormemente le forze a disposizione sul campo. E’ quindi molto importante descrivere con realismo e precisione ciò che sta accadendo, perché così viene stabilita una priorità adeguata agli interventi da svolgere.

I commenti sono chiusi.