Ilyushin Il-76 cargo: i due aerei che hanno fatto la storia della Protezione Civile russa

Era il 25 novembre del 2010, quando alle ore 10:00 in testata pista R04 a Pisa iniziarono gli arrivi delle squadre impegnate in Terex 2010 ovvero Tuscany Earthquake Relief EXercise. L’esercitazione si svolse in Toscana, tra la Garfagnana e la Lunigiana, simulando un terremoto di magnitudo 6.4, analogo a quello che si era verificato nella stessa zona il 7 settembre del 1920.

L’obbiettivo principe fu quello di verificare l’efficacia del sistema di Protezione Civile a livello nazionale e internazionale. L’esercitazione mirò a sperimentare la capacità di risposta delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale e la capacità dell’Europa di fronteggiare una grave calamità attraverso l’attivazione del Meccanismo europeo di protezione civile.

Dalla parte internazionale, Terex ebbe la possibilità di verificare il modello italiano di accoglienza e di impiego delle squadre estere di Search and Rescue e di testare la capacità del Sistema Italia di attivare e impiegare risorse nazionali nell’ambito del Meccanismo Comunitario.

Al progetto aderirono sei Paesi di cui cinque europei: Italia, Austria, Croazia, Francia, Slovenia e Russia.

Noi oggi ci soffermiamo sul’EMERCOM ovvero il Ministero degli affari di difesa civile, delle situazioni di emergenza e dell’eliminazione delle conseguenze di disastri naturali della Russia che durante l’esercitazione fece sfoggio della più alta capacità di interazione e gestione dell’emergenza sul territorio di test.

La struttura venne istituita a seguito degli eventi del terremoto armeno del 1988 e del disastro di Chernobyl , il 17 luglio 1990 una decisione direttiva del Presidio del Consiglio supremo della Repubblica socialista sovietica russa portò alla formazione del Corpo di salvataggio russo (Российский корпус спасателей) , che alla fine fu formato dal governo sovietico il 27 dicembre 1990. Da 1990 ad oggi l’Emercom ha subito varie ristrutturazioni interne al fine di fondersi nella struttura statale odierna .

Ad oggi la struttura che ricordiamo essere nata prima della struttura nazionale italiana vanta tecniche e gestioni delle maxi emergenze di prim’ordine capaci di sopperire alle principali richieste internazionali:

  • Una struttura complessa capace di interagire su più fronti quali la protezione della popolazione e dei territori e prevenzione delle catastrofi.
  • Gestione delle forze per la cooperazione internazionale.
  • Eliminazione delle conseguenze delle catastrofi derivate da inquinamento radioattivo.
  • Scienza e Tecnologia delle risorse.

Una struttura che siamo riusciti a visionare durante l’approccio con Terex solo in parte ovvero per quanto riguarda la gestione delle squadre operative e delle strutture messe in campo in quei giorni. Ricordiamo l’atterraggio dei due Ilyushin Il-76 cargo aventi entrambi una funzione logistica e di primo soccorso oltre ad essere dei veri e propri ospedali da campo con le ali.

Aerei modulari capaci di essere impiegati secondo slot di utilizzo in molti scenari fra i quali quelli dell’antincendio boschivo. Nelle foto che vi proponiamo in questo articolo che ricordiamo essere di repertorio dell’evento del 2010 abbiamo due configurazione attive.

La prima di logistica e soccorso la seconda ospedaliera con 10 posti letto, una sala operatoria, un sala di decontaminazione e un’area destinata a pazienti con patologie speciali. Il tutto racchiuso in un involucro tecnico per i suoi anni di madre Russia . Un fiore all’occhiello che si evolve con gli anni e con la capacità di confrontarsi con le altre strutture internazionali di protezione civile.

 

 

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