COVID-19 terminato? No, anzi: è proprio ora che soccorritori e operatori sanitari rischiano maggiormente il burnout

COVID-19 e burnout. L’emergenza COVID-19 va scemando, si vanno chiudendo gli sportelli di sostegno psicologico nati per supportare tutti gli eroi impegnati al fronte  contro la pandemia, i vigili del fuoco, i sanitari, il personale della protezione civile e tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine, tutti coinvolti nella catena dei soccorsi.

 

Finita l’emergenza si è esaurito lo strumento straordinario.

COVID-19 E RISCHIO BURNOUT: SCOPRIAMO ASSIEME L’IMPORTANZA DEL CISM

Ma se la guerra contro il COVID-19 è agli sgoccioli ( forse), non è di certo terminato il bisogno di sostenere emotivamente questa categoria di lavoratori, a contatto quotidianamente con situazioni critiche ed emergenziali, di fatto sempre al fronte, e quindi sempre a rischio di burnout.

È piuttosto il momento di fare entrare il CISM dentro gli ospedali e le caserme.

Il critical incident stress management, CISM appunto in acronimo, è una tecnica di pronto soccorso emotivo approntata negli anni ‘70 in America da un vigile del fuoco, Mitchell, che osservando i suoi colleghi più anziani si avvide del fatto che pur avendo essi accumulato grande esperienza, erano altresì caratterizzati da un deterioramento cognitivo ed emotivo che li metteva in realtà fuorigioco.

Era il cosiddetto burnout.

IL BURNOUT? PRECEDE L’EMERGENZA COVID-19: L’INTUIZIONE DI UN VIGILE DEL FUOCO

Mitchell capì che l’aiuto ai suoi colleghi non poteva essere offerto da personale esterno, ai quali in effetti nessuno si rivolgeva, per quanto reso disponibile.

Troppo alto era il rischio di venire giudicati negativamente, stigmatizzati, e compromessi nella carriera.

Nel CISM sono i pari, opportunamente formati, attraverso un debriefing strutturato ad offrire il sostegno emotivo adeguato ai loro colleghi, per prevenire gli effetti a lungo termine di una vita professionale passata ad affrontare quotidianamente il pericolo, la morte, il dolore, la sofferenza.

In Italia l’aviazione civile applica da anni le tecniche del CISM: gli equipaggi che hanno affrontato situazioni di grave pericolo, scampando magari ad un incidente aereo, non appena giungono a terra sono cismati dai loro colleghi, i pari.

Il debriefing si fa sul posto, non appena le circostanze lo consentono, a breve distanza temporale dall’evento.

 

IL CISM COME DPI EMOTIVO

È un intervento per il benessere psicofisico dell’equipaggio, perché possano esprimere le loro opinioni su cosa è successo, su cosa hanno pensato, su cosa hanno provato.

Non c’è giudizio, non è il rapporto alla compagnia aerea, non è l’indagine per identificare le cause dell’incidente.

Gli equipaggi delle ambulanze, le squadre dei vigili del fuoco, cosa hanno di diverso rispetto al personale navigante?

Anche per loro sarebbe fruttuoso applicare le tecniche del CISM: dentro i loro luoghi di lavoro, durante lo svolgimento del servizio, senza la paura di essere giudicati o segnalati, con l’aiuto di  colleghi che conoscono l’ambiente.

Il CISM dovrebbe essere considerato come un elemento strutturale delle attività professionali che operano nell’emergenza ed implementato come si implementano le procedure per la protezione fisica dei lavoratori.

Un DPI emotivo.

Perché gli eroi non possono indossare solo la divisa per proteggere il corpo, serve anche una specifica protezione per i danni causati dall’operare in ambienti ad alto rischio emotivo.

Autrici dell’articolo Monica Maccaferri e Francesca Bartoccini di MayDayItalia

PER APPROFONDIRE:

SOCCORRITORI ED OPERATORI SANITARI: COME PREVENIRE, COME GESTIRE E COME SUPERARE LE AGGRESSIONI VERBALI O FISICHE

I commenti sono chiusi.