Evento parto e diritti delle donne: la Regione Veneto crea una rete anti depressione post partum

Prevenire la depressione post partum, diagnosticare eventuali casi e prendere in carico le donne che ne soffrono.

 

DEPRESSIONE POST PARTUM, UN PROGETTO PER PREVENIRE

È questo l’obiettivo del progetto regionale di prevenzione, diagnosi e cura della depressione materna messo in campo dalla Regione Veneto, Registro Nascita del Coordinamento malattie rare e finanziato dal ministero della Salute con 275.000 euro.

Di fatto il progetto prevede di implementare i percorsi di accompagnamento per la gravidanza, il parto e il periodo neonatale in tutte le nove Ulss del Veneto, valorizzando le esperienze migliori, sia ospedaliere che territoriali, gia’ presenti in alcune aree del Veneto, con particolare attenzione al disagio psichico materno.

Nelle prossime settimane partira’ una campagna informativa che prevede la distribuzione di pieghevoli e locandine nei reparti di ostetricia e ginecologia di tutte le Ulss, nei poliambulatori, consultori e studi dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, per ricordare alle donne che “ogni nuova vita e’ una grande avventura” e lanciare il messaggio che, in caso di difficolta’, e’ possibile chiedere aiuto ai servizi ospedalieri e territoriali indicati.

IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE DEGLI OPERATORI SANITARI PER LA PREVENZIONE DELLA DEPRESSIONE POST PARTUM

È poi gia’ in corso un programma di formazione che coinvolgera’ nel tempo 4.000 operatori sanitari per sensibilizzarli sugli aspetti psichici della gravidanza e del parto, aiutarli ad intercettare eventuali segnali di malessere o depressione e per creare rete tra servizi, compresi quelli di psichiatria per i casi piu’ a rischio.

Infine, sono previsti test di screening alle partorienti per identificare le neomamme a rischio e la sperimentazione, in alcune aree pilote del feltrino, della marca trevigiana e dell’alta padovana, delle visite a domicilio delle ostetriche territoriali subito dopo il parto.

“L’obiettivo del progetto e’ investire sui servizi esistenti per creare una cultura accogliente nei confronti delle neomamme, superare l’isolamento e lo stigma sociale che circonda le mamme in difficolta’, e prevenire disagi psichici che possono sfociare in tragedie o che, in ogni caso, mettono in crisi la relazione madre bambino e le relazioni familiari”, commenta l’assessore regionale a Sanita’ e Sociale Manuela Lanzarin.

“Preparare i professionisti della salute della mamma e del bambino a riconoscere e ad affrontare anche eventuali eventi patologici della maternita’ e’ un investimento importante a supporto delle donne, della famiglia e della natalita'”.

Anche perche’, secondo i dati del Registro Nascita della Regione, ogni anno in Veneto sono circa 1.000 le donne che vanno incontro a una grave forma di depressione post partum che richiede un trattamento farmacologico, e le statistiche parlando di quasi una donna all’anno che si suicida dopo il parto.

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